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venerdì 27 febbraio 2009

Alla Cgil di Corleone, presentato il libro "La Bestia" del giornalista campano Raffaele Sardo

Macina profitti, devasta città e campagne, corrompe i poteri. Lasciando dietro di sé una striscia di sangue che non si asciuga mai. Parliamo della Camorra, di cui il libro di Raffaele Sardo, che giovedì sera è stato presentato nel saloncino della Cgil di Corleone, ci consegna un ritratto sconvolgente della sua violenza, delle impunità e anche delle complicità quotidiane di cui gode. A parlarne con gli studenti, alcuni insegnanti, i soci lavoratori della coop “lavoro e non solo” e un gruppo di operai, è stato lo stesso Raffaele Sardo. «Qualche mese fa, a Casal di Principe – ha raccontato Sardo – eravamo in un ristorante con don Luigi Ciotti ed un gruppo di ragazzi di Libera del Piemonte. Ad un certo punto, sono entrati i carabinieri e ci hanno detto di andare via perché non erano in grado di garantire la nostra incolumità…». «Siamo andati via – ha aggiunto Sardo – e abbiamo accompagnato i ragazzi, che piangevano dalla rabbia, fino all’imbocco dell’autostrada…». LEGGI TUTTO

Sgominata la nuova mafia di Villabate. Dodici arresti per riciclaggio e racket

Dalle prime luci dell'alba è in corso una maxi operazione antimafia dei Carabinieri del Comando provinciale di Palermo che hanno smantellato la nuova cosca mafiosa di Villabate, piccolo centro del palermitano, eseguendo dodici ordinanze di custodia cautelare. Gli indagati sono accusati di avere imposto il pagamento del 'pizzo' a imprenditori e commercianti, di avere gestito una complessa attività di riciclaggio, investendo grosse somme di denaro in aziende e società formalmente legali. I reati di cui devono rispondere, a vario titolo, gli arrestati sono: associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni e all'intestazione fittizia di beni. In carcere sono finiti: Giovanni D'Agati, 69 anni, ritenuto il nuovo capomafia di Villabate, insostituzione di Antonino e Nicola Mandala', Gioacchino La Franca, 56 anni, Francesco Antonino Fumuso, 32 anni, Giovanni Montaperto, 34 anni, Maurizio Cuppari, 39 anni, Marcello Caracappa, 40 anni, Maurizio Di Peri, 33 anni, Davide Di Peri, 31 anni, Fabio Ribera, 32 anni, Salvatore Arena, 49 anni, Marco Arena, 24 anni, Gianpiero Alaimo, 34 anni. Dall'indagine, denominata 'Senza frontiere', sono emersi insospettabili prestanome a cui erano state intestate delle società di comodo utilizzate dalla famiglia mafiosa di Villabate. Le vittime del 'pizzo' erano commercianti e imprenditori della zona di Villabate. L'operazione antimafia 'Senza frontiere' che all'alba di oggi ha portato a Palermo all'arresto di dodici persone è "la conferma di un quadro tradizionale di insediamento nel territorio di attività estorsive e di reimpiego in attivita' illecite". Così, il Procuratore capo di Palermo, Francesco Messineo, commentando il blitz condotto oggi dai Carabinieri di Palermo e che ha smantellato la nuova cosca mafiosa di Villabate, piccolo centro alle porte di Palermo. "È tutto nella piena tradizione - ha aggiunto - È molto interessante il modus operandi della mafia in questo momento, il modo di approcciarsi a imprenditori e commercianti e soprattutto la ricerca di attività di consentano di maneggiare grandi quantita' di denaro liquido che si presta meglio al riciclaggio".
Siciliainformazioni, 27 febbraio 2009

Acque: Panepinto (Pd), manifestazione pacifica ha impedito insediamento commissario a S. Stefano Quisquina (AG)

“Oggi a Santo Stefano di Quisquina una manifestazione pacifica di amministratori e migliaia di cittadini ha impedito l’insediamento del commissario straordinario per le acque, il cui unico scopo sembra essere la tutela degli interessi di chi vuole lucrare sul bene pubblico”. Lo dice Giovanni Panepinto, sindaco di Bivona e deputato regionale del PD, che stamane ha partecipato alla manifestazione nel comune dell’Agrigentino.
“Siamo di fronte – aggiunge – all’ennesimo atto di arroganza da parte dell’Agenzia delle acque e dei rifiuti che, con l’invio del commissario che dovrebbe consegnare la rete idrica comunale alla ‘Girgenti acque’, vorrebbe portare a termine un clamoroso scipppo ai danni dei cittadini. Per quel che ci riguarda – conclude Panepinto – continueremo la nostra battaglia in difesa degli interessi dei cittadini e contro lo sfruttamento economico di un bene primario come l’acqua”.
Palermo, lunedì 23 febbraio 2009

A Palermo, il Progetto "Venus" per la prevenzione del tumore alla mammella

“PROGETTO VENUS” PER LA PREVENZIONE DEL TUMORE DELLA MAMMELLA. DAL 2 AL 9 MARZO VISITE SENOLOGICHE GRATIS ALLA CLINICA CANDELA. PER LE LETTRICI DEL SETTIMANALE “nell’attesa...” IN VISTA DELLA FESTA DELLA DONNA.
Palermo, 27 febbraio 2009 – Il tumore della mammella è diventato la principale causa di mortalità delle donne. La prevenzione è fondamentale per salvare vite umane da una minaccia insidiosa e nascosta. Da un accordo fra il presidente regionale dell’Aiop, Barbara Cittadini, il presidente dell’ ”Associazione Nell’attesa” per la prevenzione medica e sociale, Sergio Fabra, e il direttore del settimanale “nell’attesa...”, Michele Guccione, è nato il “Progetto Venus”, un percorso programmato di controlli per la prevenzione del tumore al seno in una serie di cliniche private. In vista della Festa della Donna, dal 2 al 9 marzo le lettrici del settimanale “nell’attesa...” potranno sottoporsi gratis al controllo senologico presso la Casa di cura Candela, in Via Villareale, 54, a Palermo, che ha da poco avviato un ambulatorio di Senologia tutto al femminile, dalla chirurga senologa alla radiologa, e che si completa, se del caso, con la consulenza oncologica, chirurgo-plastica e psicologica. E’ possibile telefonare tutte le mattine dalle 9,30 alle 13 al numero 091/325278 per prenotare la visita con l’ecografia e/o la mammografia e l’ecodoppler mammario. Le visite saranno effettuate tutte le mattine dopo le 11 e anche il venerdì pomeriggio a partire dalle 14.

giovedì 26 febbraio 2009

la vignetta di Staino: sciopero virtuale...


ZORRO di Marco Travaglio: Il Codice da Vinci

Enrico Mentana ha capito un po’ tardi, 15 anni dopo Montanelli e 7 dopo Biagi e Santoro, cos’è Mediaset e cosa pretende Al Tappone dai giornalisti. Invece Alessio Vinci, il brillante ex Cnn che ha preso il suo posto, ha capito subito la differenza fra Cnn e Canale5 e perché Mentana non c’è più: aveva osato intervistare Di Pietro senza linciarlo e bestemmiare San Grande Fratello e Santa Madre Audience. Infatti ha esordito a «Matrix» con la favorita del premier, Mara Carfagna, ministra delle Troppe Opportunità. La meravigliosa nullità ha ripetuto per due ore che «da venerdì» le molestie telefoniche non sono più un problema, perché lei le ha vietate col «decreto anti-stalking». Come dire che nessuno rapina più banche da quando, intorno al 1300, furono proibite le rapine. Ogni tanto una ministra-ombra del Pd pigolava qualcosa sulle leggi anti-intercettazioni e allunga-processi, che rendono impossibile scoprire e punire le molestie. Ma il furbo Vinci la interrompeva per precisare che i tempi della giustizia e i tagli alla polizia non sono colpa del governo (ma - com’è noto - delle avverse condizioni atmosferiche). Poi la Hunziker ha elogiato i giudici che si occupavano delle molestie ai suoi danni, e s’è sfiorato il dramma. Ma Vinci ha sventato agilmente la minaccia («Sicura che i giudici capissero il tuo dramma?»), lanciando un servizio sul solito pm che non arresta i cattivi. Chi lo trovasse troppo allineato, comunque, non ha che da attendere un paio d’anni: quando cacceranno pure lui perché avvistato a una partita dell’Inter, e lo sostituiranno con Povia, lo rimpiangeremo.

La rivoluzione del presidente USA Barack Obama: «Tasse ai ricchi, per una sanità equa»

Tasse ai ricchi per rendere accessibili i costi della salute a tutti gli americani, soprattutto quelli più poveri: il presidente Usa Barack Obama ha annunciato giovedì «un impegno storico» per la riforma del sistema sanitario, con un «anticipo» da oltre 600 miliardi di dollari in dieci anni, che potrebbero rappresentare uno dei test più difficili per il nuovo presidente alla resa dei conti con il Congresso. La riforma della sanità è una priorità di Obama fin dalla campagna elettorale: due giorni fa nel discorso al Congresso il presidente ha detto che i costi per la salute «sono da troppo tempo una zavorra per l'economia e la coscienza della nazione». Circa 48 milioni di americani non hanno una mutua, per altri sette milioni che hanno perso il lavoro continuare a pagare per l'assistenza sanitaria è una preoccupazione che «leva il sonno la notte», ha detto Obama annunciando che da oggi, e per un anno, potranno conservare l'assicurazione che avevano prima del licenziamento a prezzo di sconto. Per finanziare la nuova manovra, il presidente ha proposto il primo aumento alle tasse per le famiglie ad alto reddito (quanti guadagnano più di un quarto milione di dollari all'anno) e una drastica revisione dei pagamenti alle assicurazioni private che si arricchiscono con Medicare, la mutua federale per gli anziani. Il piano di Obama è solo un acconto: secondo le stime più attendibili riformare il sistema sanitario americano potrebbe costare in un decennio oltre mille miliardi di dollari. Ai 634 miliardi di dollari messi in bilancio il 'team Obamà è arrivato basandosi sui 318 miliardi che arriveranno dagli aumenti fiscali (in realtà un taglio delle detrazioni ammesse) ai super-ricchi e i 316 miliardi risparmiati sui pagamenti alle assicurazioni legate a Medicare. La logica del governo è che le assicurazioni private sono pagate in media il 14 per cento in più di quanto non costerebbe a Medicare offrire i suoi servizi direttamente agli assicurati L'industria delle assicurazioni ha lanciato immediatamente la controffensiva attaccando i tagli previsti in un programma conosciuto 26.02.2009

Corleone, ad aprile arriverà una prima delegazione di ragazzi toscani per lavorare sui terreni confiscati alla mafia

FIRENZE - Una delegazione del Parlamento degli studenti toscani andrà a Volterra il 24 e 26 aprile, per incontrare una rappresentanza del Parlamento europeo dei giovani e condividere insieme progetti ed esperienze. Dal 30 aprile al 4 maggio sarà invece in Sicilia, in collaborazione con l'associazione Libera, per visitare le terre confiscate alla mafia e lavorare a Corleone nei terreni coltivati dalla cooperativa. È quanto emerso dalla riunione plenaria del Parlamento degli studenti toscani, organo che rappresenta i ragazzi degli istituti superiori della regione. Ma accanto ai viaggi, informa una nota, il tema di quest'anno, dedicato a 'L'eccellenza di ogni giorno: nuovi stili di vita e di consumò, è stato affrontato in tre diverse commissioni di lavoro: non violenza, antirazzismo e tematiche di genere per un nuovo spirito civico; raccolta differenziata e riciclaggio come aspetti di una cittadinanza democratica e attenta alla legalità; consumi consapevoli nel quadro degli scambi commerciali globalizzati e dell'economia solidale. Tra i vari progetti da promuovere insieme alle scuole, quello chiamato 'Adotta un cassonettò, per educare alla raccolta differenziata.

Istat, la popolazione in Italia oltre il traguardo dei 60 milioni. Crescita grazie agli immigrati

Le stime anticipatorie dell'istituto sui principali indicatori demografici del 2008. La crescita grazie agli immigrati, ma ricompare anche la voglia di maternità tra le italiane. La speranza di vita diventa più alta. Aumentano i decessi ma anche le nascite: 12mila bambini in più rispetto al 2007
ROMA - Nel 2008, per la prima volta la popolazione residente in Italia potrebbe aver superato i 60 milioni. E' quanto rilevano le stime anticipatorie dell'Istat sui principali indicatori demografici relativi all'anno 2008. Un traguardo raggiunto soprattutto grazie agli immigrati. L'istituto statistico segnala che va avanti l'invecchiamento della popolazione, mano a mano che migliorano le speranza di vita. E se da un lato aumentano i decessi, dall'altro arrivano più "cicogne": nel 2008, infatti, sono nati 12mila bambini in più rispetto al 2007. E a fare figli non sono solo le immigrate: anche tra le italiane ricompare la voglia di maternità, soprattutto al Centro-nord. LEGGI TUTTO

Ambiente Sicilia. Interrogazione del Pd sulla installazione di un sistema di telecomunicazione satellitare a Niscemi

I parlamentari nazionali del PD Daniela Cardinale, Marilena Samperi, Giovanni Burtone, Rosa Villecco Calipari, Giuseppe Berretta e Alessandra Siragusa hanno presentato un’interrogazione ai ministri della Difesa e dell’Ambiente, tutela del territorio e del mare in merito all’installazione di un sistema di telecomunicazione satellitare – MUOS da parte della Marina Usa in contrada Ulmo a Niscemi, in provincia di Caltanisetta, che avrebbe dovuto invece essere realizzata nella base militare di Sigonella.
“Vorremmo sapere- si legge in una nota congiunta- quali sono le ragioni in base alle quali è stata scelta una sede diversa da quella originariamente prevista e qual è al momento, il livello di realizzazione dell’eventuale progetto di installazione. Si chiede altresì – continua la nota- se sono state previste o attuate analisi di impatto ambientale, considerato che l’area che viene indicata come luogo di possibile insediamento del sistema satellitare ricade all’interno della Riserva Naturale Orientata “Sughereta”. Se e con quali modalità- conclude la nota- sono state valutate le possibili conseguenze sulla salute delle popolazioni e in che misura e con quali modalità si intende confrontarsi con le istituzioni locali fornendo loro tutte le informazioni necessarie”.

Il Governo: come ti faccio amare i referendum...

di Salvatore Parlagreco
Siamo alla vigilia di un altro referendum. Con l’esperienza che ci siamo fatti, la voglia di partecipare è ridotta al minimo. Tuttavia, ad evitare che questa voglia persista e che i cittadini continuino a credere nelle regole democratiche nonostante le turlupinature, il governo che fa? Divide in tre parti le elezioni: una domenica per eleggere i parlamentari europei, una domenica per eleggere gli amministratori dei comuni ed una terza per partecipare al referendum che vuole abrogare la legge elettorale, considerata da chi l’ha proposta e fatta votare, il Ministro Calderoli, una porcata.
I promotori del referendum naturalmente sono molto arrabbiati, sanno infatti che molti cittadini non andranno a votare e mancherà il quorum, cioè il numero minimo di elettori indispensabile perché il referendum popolare sia ritenuta valida. Se la sono presa con il governo che ha bocciato l’idea dell’election day, cioè di una giornata unica per tutte e tre le prove elettorali, affermando che si tratta di una decisione scandalosa. Il Presidente del gruppo parlamentare del PDL, Cicchitto, ha confutato questa tesi, osservando che mettendo tutto insieme si favorirebbe il raggiungimento del quorum. Il ragionamento è corretto, ma quale dovrebbe essere, ci chiediamo, l’intenzione del governo, se non stimolare la partecipazione.
Il governo, che dovrebbe essere neutrale, ha il compito di stimolare la partecipazione in maniera di conoscere la volontà dei cittadini. Se non si raggiunge il numero richiesto per la validità, la maggioranza dei cittadini, qualunque essa sia, subirà una ingiusta penalizzazione. In molti altri Paesi – pensiamo la Svizzera, che propone un referendum al mese ai suoi cittadini - non esiste il quorum, proprio per queste ragioni e, in più, la volontà popolare può esprimersi anche nei casi in cui si vuole una legge e non soltanto quando si vuole cancellarla. Si tratta di democrazie mature che hanno in gran conto la partecipazione. Il nostro Paese ha intrapreso la strada inversa. Sono ormai tanti i segni di questa china.
25 febbraio 2009

mercoledì 25 febbraio 2009

Il procuratore Pietro Grasso: "Senza le intercettazioni non avremmo preso Provenzano"

Il procuratore nazionale antimafia critica il ddl del governo: "Ci saranno conseguenze gravi, già i clan comunicano sempre di più con Skype ed è difficile incastrarli. Vanno puniti gli eccessi, ma la sicurezza dei cittadini deve essere al primo posto"
ROMA - "Lo avremo preso Provenzano, lo storico capo latitante di Cosa nostra, se avessimo avuto in vigore norme come quelle previste dall'attuale ddl sulle intercettazioni che appesantiscono moltissimo il ricorso alle riprese visive che ci hanno consentito, con telecamere piazzate in tutta Corleone, di arrivare al rifugio del boss?". La domanda retorica viene dal procuratore nazionale antimafia Piero Grasso al termine dell'audizione svoltasi oggi in Commissione antimafia nell'ambito della quale "da tecnico" ha evidenziato molte criticità del ddl con il quale il governo vuole modificare il regime delle captazioni visive e ambientali. "Nonostante i tanti passi in avanti fatti con le modifiche al ddl - ha detto Grasso - mi pare che ci siano problemi generali che continuano a rimanere". Tra questi, con diretta incidenza sulle indagini di criminalità organizzata, c'è appunto quello della "perfetta equiparazione tra riprese visive e acquisizione dei tabulati: saranno utilizzabili le riprese, fatte con telecamere piazzate dalla polizia, dal momento che ora è richiesta una autorizzazione equipollente a quella per le intercettazioni?".Secondo Grasso il ddl avrà una "refluenza sui reati di mafia e terrorismo. Già abbiamo molti problemi perché sempre più i clan comunicano con Skype e altri mezzi che non sono intercettabili - ha aggiunto il capo della procura antimafia -, se poi ci limitano anche l'uso degli strumenti che abbiamo, come appunto le intercettazioni, allora diventa una contraddizione invocare la necessità di dare maggiore sicurezza ai cittadini e poi togliere agli inquirenti gli strumenti per la prevenzione dei reati. Vanno puniti gli eccessi nel ricorso alle intercettazioni, ma non si possono togliere le intercettazioni".
25/02/2009

Sicilia. Cinquanta euro per ogni voto. Indagato l'assessore regionale Antonello Antinoro (Udc)

Cinquanta euro per ogni voto titolare dei Beni culturali, nel mirino della Procura di Palermo: l'intercettazione del dialogo tra due uomini vicini al boss Genova lo coinvolgerebbe. Le preferenze comprate sarebbero migliaia, lui respinge ogni accusa: "Sono esterrefatto"
PALERMO - L'assessore regionale siciliano, Antonello Antinoro (Udc), titolare dei Beni culturali, risulta indagato per voto di scambio dalla Procura di Palermo. In un'intercettazione due uomini considerati vicini al boss palermitano Salvatore Genova avrebbero fatto riferimento alla compravendita di voti al prezzo di 50 euro ciascuno. Nel corso della conversazione, uno dei due avrebbe anche chiamato Antinoro.L'assessore dice di non aver ricevuto niente: "Sono stupito - aggiunge -, esterrefatto. E comunque sereno e tranquillo". I voti comprati sarebbero da sei a ottomila e riguarderebbero le elezioni regionali della primavera 2008, con un esborso valutato tra 30 e 40 mila euro. Antinoro ottenne circa 30 mila voti, duemila in meno rispetto alle elezioni di due anni prima, quando fu il più votato.L'inchiesta dei carabinieri, svolta nell'ambito dell'operazione antimafia denominata Perseo, è coordinata dal pm Gaetano Paci. Per ragioni analoghe nei mesi scorsi sono stati indagati altri due parlamentari regionali: Riccardo Savona (Udc) e Alessandro Arico (Pdl). Anche loro hanno respinto le accuse.
25/02/2009

Mafia. Processo per estorsioni a Palermo, pm chiedono 150 anni di carcere

PALERMO - Pene per circa 150 anni di carcere sono state chieste dai pm della dda di Palermo Marcello Viola, Roberta Buzzolani e Francesco Del Bene nei confronti di 13 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, traffico di droga e favoreggiamento. Il processo si celebra, in abbreviato, davanti al gup Marina Petruzzella, e nasce da un'indagine dei carabinieri sul racket del pizzo nei quartieri palermitani Noce, Malaspina e Criullas. Alla sbarra, tra gli altri, i due capimafia Pietro Tumminia, reggente del mandamento di Altarello, per cui i pm hanno chiesto 18 anni di carcere e Mimmo Monti, boss del quartiere Borgo Vecchio, per cui è stata chiesta la condanna a 10 anni.L'indagine ha potuto contare anche sulla testimonianza di un imprenditore e del titolare di una concessionaria di auto, vittime del pizzo, che decisero di denunciare gli estorsori.
25/02/2009

Palermo Ars, bocciato ddl per ridurre il numero dei parlamentari da 90 a 70

PALERMO - La commissione speciale per la revisione e l'attuazione dello Statuto dell'Ars ha bocciato il disegno di legge che prevedeva la riduzione da 90 a 70 dei parlamentari regionali. Il ddl era stato presentato dal deputato del Pd, Giovanni Barbagallo, che è anche vice presidente della commissione. Hanno espresso parere favorevole al ddl i tre deputati del Pd presenti (Antonino Di Guardo, Michele Donegani e Giovanni Barbagallo), hanno votato contro i deputati Alberto Campagna (Pdl), Livio Marrocco (Pdl) e Marianna Caronia (gruppo misto); si è astenuto il presidente della commissione Alessandro Aricò (Pdl). "Abbiamo perso un'occasione importante - commenta Barbagallo - per dimostrare che la Sicilia non detiene soltanto primati negativi ma è in grado di esprimere una volontà riformatrice positiva". La riduzione dei deputati da 90 a 70 determinerebbe un risparmio per l'Ars di 6.220.807,20 euro.
25/02/2009

L'appello del prof. Ignazio Marino: "Bisogna difendere il nostro diritto costituzionale alla libertà di cura"

Carissima/o,
grazie per la tua adesione all'appello per il diritto alla libertà di cura sul sito http//www.appellotestamentobiologico.it/, e grazie perché, anche con iltuo contributo, abbiamo già raggiunto quasi 100.000 firme! Ti scrivo per chiederti un ulteriore sforzo per questa importantissima causa. Nelle prossime settimane il testamento biologico sarà al centro del dibattito in Parlamento, e la maggioranza intende approvare una legge che limita la libertà di scelta del cittadino imponendo alcune terapie, come l'idratazione e l'alimentazione artificiale. Le dichiarazioni anticipate di trattamento non saranno vincolanti: spetterà sempre al medico l'ultima parola. Qual è allora l'utilità di questa legge, se non si garantisce al cittadino che la sua volontà sia rispettata? La verità è che il ddl della destra è stato scritto per rendere inapplicabile il ricorso al testamento biologico. Oltretutto, la dichiarazione dovrà essere stipulata davanti ad unnotaio, e rinnovata con cadenza triennale: vi immaginate cosa significa andare ogni tre anni davanti a un notaio accompagnati dal proprio medico di famiglia? Al contrario d ella nostra proposta poi, non è presente nemmeno un cenno alle cure palliative, all'assistenza ai disabili, alla terapia deldolore. LEGGI TUTTO

Corleone. Pioggia, carri, costumi, gruppi, risate (e clientelismo selvaggio): è il Carnevale, bellezza!

Nonostante la pioggia, a Corleone il Carnevale… è andato. La gente si è divertita, è scesa in piazza. Tante ragazze e tanti ragazzi si sono impegnati a preparare carri, costumi e gruppi in maschera. Ma tutto sarebbe potuto andare meglio senza la presenza “ingombrante” e “ossessiva” degli amministratori comunali sul palco, perfettamente a loro agio nei panni di buffoni (come se fosse la loro vera pelle!). Ma la vocazione al clientelismo volgare non ha avuto un attimo di tregua nemmeno la sera di martedì grasso. E, tra una risata e l’altra, e tra la risibile affermazione che questo sindaco e questi assessori sanno lavorare seriamente (Dove? Quando?) e sanno anche ridere e scherzare (ma solo questo!), ecco il tocco d’artista: “Informiamo tutti i gruppi del Carnevale che già i mandati di pagamento sono in banca e domani potrete riscuotere i contributi”. Vero è (lo dicevano i latini) che “semel in anno licet insanire” (una volta l’anno è consentito fare cose da pazzi), ma dovrebbe esserci un limite, no? Sembra, invece, che in questa Corleone del Terzo Millennio sia davvero tutto lecito. Persino che oltre 200 ditte corleonesi da due anni aspettino invano il pagamento di fatture per beni e/o servizi venduti al Comune, mentre - scavalcando tutti (vedremo la motivazione che hanno trovato) - si paghino in tempo reale i contributi per il Carnevale. I governati siciliani storicamente sono stati sempre bravi a dare ai sudditi “feste, farina e forca”. Questi che attualmente alloggiano a Palazzo Cammarata non saranno capaci di dare farina, non sono così malvagi da dare forche, ma le feste quelle sì. A bizzeffe. Per non far pensare.
(Ph. Dialogos Corleone. Il falò "ru nannu e ra nanna" e i "riavulicchi" che danzano)

martedì 24 febbraio 2009

Ci scrivono. "I murales degradati sono quello che rischiamo di diventare anche noi"

Ho letto, quasi contemporaneamente, sia l’intervento di Salvatore Saporito (sul degrado dei murales) sia quello di Andrea di Nino (sul convegno dei tumori). Apparentemente sono due argomenti distanti, forse, ma secondo me, non lo sono. Di Nino racconta che la richiesta fatta al convegno sulla salubrità della centrale telefonica dietro le Scuole elementari non ha sortito risposte per mancanza di tempo. Io non lo so che tipo di problemi può creare la centrale telecom , forse nessuno lo sa bene, credo che sarebbe giusto indagare seriamente e di fronte a dubbi (e credo ve ne siano tanti) programmare lo spostamento in siti meno urbanizzati. Ma temo che lo stesso disinteresse generale, che viene evidenziato da Salvatore Saporito sullo stato dei murales, che naturalmente null’altro è se non il “segno” di uno stato di cose che purtroppo non dipende dal Sindaco di turno, di destra o di sinistra che sia, ma piuttosto dipende dalla lontananza dei cittadini, tutti, dalla cosa pubblica, faccia si che non ci sia mai il tempo per rispondere alla domanda sulla salubrità del ripetitore telecom.
I paesi come Corleone vivono d’inerzia, e la a-patia sociale (non è un giudizio ma purtroppo è lo stato delle cose) avvolge le Istituzioni, trasferendo su esse le aspettative di natura personale(giuste e legittime) mettendo in secondo piano e spesso eliminando quelle generali che servono a costruire il futuro di una collettività. Credo che il futuro di Corleone, così come quello delle piccole realtà, non dipenda dai politici di turno, ma dipenda invece dalla forza con la quale i cittadini sapranno chiedere attenzione e interesse per la cosa pubblica, sia essa rappresentata dai murales abbandonati sia essa la pubblica incolumità. Ma la quotidianità, ed i problemi che essa trasporta, ci occupano le menti, e allora credo che i murales degradati siano la giusta rappresentazione di quello che rischiamo di diventare anche noi. E sarebbe un peccato.
Biagio Cutropia
23 febbraio 2009

“Un’offerta che non possiamo rifiutare”

di Aaron Schwindt
University of Southern California
L’11 Febbraio 2009, la Syracuse University è stata onorata di ospitare il console generale degli Stati Uniti a Firenze, Mary Ellen Countryman, e il vice presidente della Regione Toscana, Federico Gelli, entrambi in occasione della presentazione del recente libro di Gelli, La legge e il sorriso. Inoltre, la direttrice della Syracuse University di Firenze, Barbara Deiming, ha parlato brevemente del programma “Seeds of Legality”, che permette agli studenti di fare del volontariato nei campi di Corleone, in Sicilia, permettendo all’università di esprimere il suo impegno per la legalità.
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lunedì 23 febbraio 2009

Parroco denunciato per atti osceni

Palermo: il sacerdote, insegnante di religione, era stato sorpreso in auto in atteggiamenti intimi con un giovane
PALERMO - Il parroco di una chiesa di Palermo è stato denunciato dalla polizia per atti osceni in luogo pubblico. Il sacerdote è stato fermato di notte da una volante e sorpreso in atteggiamenti intimi con un giovane di Palermo.La vicenda è avvenuta nei mesi scorsi, ma si è appresa solo adesso. L'indagine è stata tenuta riservata. Da oggi il sacerdote non è più il parroco della chiesa in cui da anni celebrava messa ed in cui insegnava il catechismo ai bambini. Inoltre, si è pure dimesso da insegnante di religione in uno dei licei più in vista del capoluogo siciliano.L'indagine era stata coordinata dalla Procura di Palermo, che dopo aver esaminato il rapporto della polizia ha segnalato i fatti al Provveditorato agli studi di Palermo, perché il parroco era un insegnante, e alla Curia, per via dei contatti che l'uomo aveva con i bambini del catechismo.La parrocchia in cui il prete diceva messa, nei mesi scorsi, è stata al centro di una polemica scaturita dal fatto che la vedova del mafioso Ignazio Salvo aveva regalato un confessionale alla chiesa in cui aveva fatto scrivere: "Dono di fede e d'amore in perpetua benedizione e memoria".
22/02/2009

Mezzojuso, il carnevale finisce in rissa

La lite è scoppiata durante il "Mastro di Campo", una delle manifestazioni più antiche di Sicilia. Undici arrestati, cinque persone sono rimaste lievemente ferite. Alla base della zuffa, che ha provocato l'interruzione dello spettacolo, alcuni dissapori nati fra i due nuclei familiari a causa dell'organizzazione dell'evento
MEZZOJUSO (PALERMO) - I carabinieri hanno arrestato per rissa 11 persone, componenti di due nuclei familiari, protagonisti di una rissa avvenuta durante il 'Mastro di Campo', uno dei carnevali più antichi di Sicilia, a Mezzojuso (Palermo). Durante la zuffa sono rimaste lievemente ferite cinque persone. Gli arrestati sono stati processati con il rito abbreviato. Il giudice ne ha disposto la scarcerazione e il contestuale pagamento di una multa di 200 euro ciascuno. Alla base della lite, che ha provocato l'interruzione della manifestazione, alcuni dissapori e invidie nate fra le famiglie, a causa dell'organizzazione dello spettacolo. Secondo una ricostruzione dei carabinieri, la sfida a calci e pugni è divampata fra 'cavalieri': da una parte quelli che hanno sfilato nella scorsa edizione, dall'altra quelli che avrebbero dovuto sfilare ieri. Il Mastro di campo è un'antica pantomima che a Mezzojuso si rappresenta da oltre due secoli, l'ultima domenica di carnevale.

domenica 22 febbraio 2009

Corleone, il convegno su tumori. Adele Traina: "A Corleone non si muore di più che in altri paesi della Provincia"

Dal convegno su tumori e malattie infettive, svoltosi venerdì mattina nel salone S. Chiara di Corleone, è arrivata una notizia, che tranquillizzerà un po’ tutti i corleonesi. A Corleone non c’è una maggiore incidenza tumorale nella popolazione rispetto ad altri paesi e ad altre città della Sicilia. L’ha sottolineato, dati alla mano, Adele Traina, responsabile del Registro tumori di Palermo e Provincia, sottolineando anzi che a Corleone si muore meno di tumore che a Palermo. Certo, quella per tumore è al secondo posto tra le cause di morte, ma questo è un dato allarmante che riguarda la Sicilia e l’intera Nazione. LEGGI TUTTO

Ci scrivono da Corleone. "Bisogna salvare subito i bei murales di via Francesco Bentivegna"

Voglio porre l’attenzione sul degrado in cui vertono i murales realizzati lungo la Via Bentivegna. Essi da diverso tempo oramai presentano seri degradi che, se non arrestati in tempo, rischiano di danneggiarli inesorabilmente. Sono un architetto e mi occupo anche di restauro e dico che si possono restauraree consolidare. Se una amministrazione (anche precedente a questa in carica) si fa promotrice di tali iniziative, facendosi carico di importati somme di denaro, dando l’opportunità ad artisti locali di rappresentare le bellezze della nostra terra, non può negarsi a maggior ragione il dovere della tutela delle stesse opere, che più di prima hanno adesso un valore artistico e sociale. Perdere questi dipinti è perdere quei valori di bellezza che una società moderna deve tutelare e promuovere. E’ purtroppo vero, il degrado di essi rispecchia il degrado di una città che non sa più apprezzare quello che di bello possiede, perché non riesce più a discernerlo dal modesto, ma riesce invece a farlo e se ne esalta alla vista quando la stessa bellezza la incontra all’estero. Ecco, questo è ciò che il visitatore recepirà quando soffermandosi per scattare qualche fotografia in ricordo della sua visita a Corleone, in cuor suo penserà. Che peccato! Si vede che siamo in Sicilia. Io dico che la salvaguardia delle nostre bellezze è un diritto di tutti noi, esse ci appartengono e ci rappresentano, dunque mi sento doppiamente offeso sia per la mancanza di rispetto nei confronti degli artisti (nostri concittadini) che si sono spesi per esprimere la propria arte ed i propri sentimenti in essa, sia perché un nostro diritto sta per essere violato, anzi direi violentato nell’indifferenza generale. Eppure gentilissimo sindaco, quante volte Lei ed i suoi assessori e consiglieri passate sotto quel “bastione dipinto”? Tante e tante volte. Allora soffermate lo sguardo e riflettete su quelle crepe che quell’intonaco dipinto segnano e su tutto ciò che possono significare. Cordialmente.
Salvatore Saporito

L’allarme della Corte dei Conti. “Troppi reati nella pubblica amministrazione. È necessario ripristinare i controlli preventivi negli Enti locali

''Il mondo delle autonomie risulta privo di qualsiasi punto di riferimento in ambito gestionale, per cui è auspicabile che il legislatore, nell'annunciata stagione di riforme, riveda gli attuali orientamenti e preveda un sistema dei controlli veramente efficace con il ripristino del controllo preventivo sugli atti più rilevanti da parte di un organo esterno all'ente controllato''. A dirlo è Luciano Pagliaro, presidente della sezione Giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione siciliana durante la cerimonia d'inaugurazione dell'anno giudiziario 2009. ''Nel nuovo testo del Titolo V, parte seconda, della Costituzione -spiega-, risultante a seguito delle profonde modifiche apportatevi dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, non viene più utilizzato il termine 'controllo'. Il legislatore costituzionale, infatti, ha abrogato gli articoli 125, comma 1, e 130 della Costituzione del 1948, i quali prevedevano, appunto, i controlli di legittimità e di merito sugli atti amministrativi delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli altri enti locali". "Dalla sua concreta attuazione, però, - continua Pagliaro - sono derivati diffusi effetti negativi sull'azione amministrativa degli enti locali che si riverberano anche sul fronte della giurisdizione, sia penale che contabile, con risultati inflattivi in termini di giudizi attivati, molti dei quali, invero, avrebbero potuto essere prevenuti in presenza di adeguati controlli preventivi (si pensi alle consulenze, alle nomine illegittime, ai lavori pubblici). Gli attuali sistemi di controllo, mirati sul risultato - conclude - , non possono che prendere atto che il danno si è già verificato e spesso non è più riparabile con la conseguenza che il giudice penale e il giudice contabile svolgono una funzione meramente repressiva''.
Siciliainformazioni, 21 febbraio 2009
(FOTO: Abbuffata siciliana)

Pantelleria, l’isola abbandonata

di Malcom Pagani
Uno scenario apocalittico. Un deserto di speranze che piove come un temporale eterno suoi abitanti di Pantelleria. L'isola che non c'è eppure esiste. Seimila abitanti, meraviglie naturali conosciute in tutto il mondo, paesaggi lunari. In abbandono. A Pantelleria manca l'essenziale. Nel piccolo porto le navi non attraccano, l'ospedale rischia di chiudere, i beni di prima necessità di non arrivare.
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venerdì 20 febbraio 2009

Siamo a Napoli o a Corleone?!

Rifiuti in via Caduti in Guerra...

Sicilia terra di divorzi e convivenze, l'allarme del tribunale ecclesiastico ai vescovi

di Adriano Frinchi
Matrimoni di breve durata, aumento di riti civili e di convivenze, rifiuto di far figli. No, non stiamo parlando dell’Olanda o di qualche altro paese del nord Europa, ma della apparente morigerata e tradizionale terra di Sicilia.
Sono questi i dati allarmanti che il Tribunale Ecclesiastico siculo ha comunicato ai vescovi siciliani in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. A snocciolare i dati di questa vera e propria crisi del sacramento del matrimonio è stato monsignor Ludovico Puma, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico siculo, che nella consueta relazione sull’attività del tribunale ha illustrato le complesse situazioni di disagio matrimoniale vissute nell’isola. A far preoccupare i presuli siciliani è la durata brevissima di alcuni matrimoni: un mese per alcuni, tre o sei mesi per altri, tutti comunque preceduti da lunghi fidanzamenti. A ciò si aggiunge la crescita esponenziale dei matrimoni celebrati col solo rito civile, delle convivenze e in generale dei matrimoni, religiosi e civili, che si dissolvono, con il conseguente ricorso alla separazione e al divorzio. Nell’anno passato, contro i 23.990 matrimoni celebrati nell’anno (religiosi e civili), sono state concesse nei tribunali civili 5.425 separazioni e concessi 2.854 divorzi. Ma le tabelle del tribunale ecclesiastico rivelano anche che in Sicilia ci si sposa sempre di meno: il tasso di nuzialità dal 2005 è fermo al 4,8; inoltre l’età media del primo matrimonio per gli uomini è di 31 anni, mentre per le donne è di 28. Un'altra preoccupazione per la chiesa siciliana arriva anche dal crescente numero di riserve opposte contro la procreazione: il “non voglio figli” di alcune coppie, che secondo il diritto canonico è uno dei capi di nullità matrimoniale, è aumentato nei processi, in percentuale di quasi 4 volte rispetto all’anno 2000. Questi dunque i numeri che inquietano vescovi e preti siciliani. Monsignor Puma però non si è solamente limitato a fornire ai vescovi i numeri della crisi, ma ha sottolineato anche la necessità di un intervento coraggioso e adeguato che porti ad una nuova pastorale matrimoniale che non si faccia esclusivamente carico della preparazione al sacramento del matrimonio ma si preoccupi anche di supportare la vita coniugale aiutando le coppie ad affrontare e superare le crisi. L’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico siculo è inaugurato, giudici e avvocati tornano tra le sudate carte, mentre la crisi del matrimonio resta sul tavolo delle curie siciliane.
Da Siciliainformazioni.it
20 febbraio 2009

Corleone, i Carabinieri scoprono una discarica abusiva in contrada San Marco

Cosmo Di Carlo
Corleone - Scoperta dai Carabinieri della Stazione di Corleone,una discarica abusiva con amianto, sfabbricidi, materiale plastico, rifiuti speciali ferrosi in prossimità della Chiesa di San Marco uno dei monumenti storici ed architettonici più belli e degradati della città.
La discarica è stata individuata dai militari dell’Arma nell’ambito di specifici servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale di Palermo, finalizzati a prevenire e reprimere reati contro il degrado ed a tutela dell’ambiente. LEGGI TUTTO

giovedì 19 febbraio 2009

Corleone, mentre crescono i disagi dei cittadini, l'amministrazione Iannazzo "dorme"...

Siamo arrivati quasi a fine febbraio, ma da “Palazzo Cammarata” non arriva nessun segno di vita… politico-amministrativa. Eppure, il sindaco Nino Iannazzo ha sfidato tutto e tutti (persino il buonsenso) pur di farsi approvare dal consiglio comunale il bilancio 2009 entro il 31 dicembre, anzi, proprio il 31 dicembre. D’allora, più niente. Sindaco e Giunta non hanno trasmesso nessun atto al Consiglio comunale. Sono fermi, immobili, non sanno che pesci pigliare: l’unica attività su cui stanno impegnando tutte le loro energie è l’organizzazione del Carnevale! Nonostante tante famiglie non sappiano come arrivare a fine mese, nonostante tante ditte (a cominciare dall’Ato-rifiuti) non paghino gli stipendi agli operai e la città sta per essere sommersa dai rifiuti. Per (loro) fortuna, domenica scorsa hanno sospeso la sfilata dei cavalli, per non sfidare l’ira di tanti allevatori, che ancora erano bloccati dalla neve, che impediva (o rendeva estremamente difficoltoso) di raggiungere le proprie aziende, senza che nessuno dell’Amministrazione comunale si fosse premurato di organizzare i soccorsi. Probabilmente entro febbraio sarà convocata una seduta del consiglio comunale. All’ordine del giorno, ci saranno solo interrogazioni e interpellanze (utilissime e necessarie) e la modifica del regolamento comunale dell’Ici (per consentire di considerare abitazione principale anche quella data in uso gratuito ai parenti e agli affini), proposta dall’opposizione. Iannazzo & C., se ci siete, battete un colpo… (d.p.)

mercoledì 18 febbraio 2009

Corleone, dall'opposizione in consiglio comunale tante interrogazioni al sindaco

In questi giorni, sono state presentate all’Amministrazione comunale cinque interrogazioni, a firma di Dino Paternostro ed altri consiglieri di opposizione. Nella prima, si chiede al sindaco di spiegare cosa sta succedendo nei rapporti tra l’amministrazione e i vertici burocratici del comune, tenuto conto che si rincorrono voci di rimozioni, diffide e trasferimenti. Nella seconda, si affronta il difficile problema dei parcheggi nel centro storico, esprimendo sostegno ad una petizione di commercianti e cittadini che hanno chiesto l’istituzione del pachimetro in alcune piazze e vie. In via sperimentale, si chiede anche di valutare la possibilità della chiusura al traffico del centro storico. Nella terza interrogazione, si affronta il problema del canone di depurazione, che non tocca pagare a quegli utenti la cui fognatura non è collegata al depuratore comunale, come stabilito da una recente sentenza della Corte costituzionale. Ed infatti, con l’interrogazione si chiede di sapere quali scarichi fognari non sono collegati al sistema di depurazione, per procedere quindi all’eventuale rimborso delle somme ingiustamente pagate. Con la quarta interrogazione, si torna ad affrontare la questione del degrado del capannone ex Telecom di via Caduti in guerra, che continua a costituire un pericolo per la salute pubblica, auspicandone la dismissione e il risanamento dell’area. Con l'ultima interrogazione, si affronta il gravissimo problema dei tanti beni immobili del comune inutilizzati, sottoutilizzati o sperperati.

Da Tavarnelle Val di Pesa un carrello per la coop sociale “Lavoro e non solo” di Corleone

Non è mai facile parlare di Legalità; di certo non è mai scontato. Ancora più difficile è lottare perché questa parola possa ancora avere un significato. E’ fondamentale parlarne, conoscere la realtà. Per questo qualche anno fa ci siamo avvicinati al Progetto Liberarci dalle Spine. In particolare con l'ARCI e la Sinistra Giovanile di Tavarnelle V.P. abbiamo aderito alla campagna “LET'Sgo” incentrata sulla discussione sul tema della Legalità e che aveva come obiettivo l’acquisto di una trattore per la cooperativa “Lavoro e non solo”. Fino ad allora la parola Legalità ci suonava fredda e forse troppo autoritaria…non ne capivamo il vero significato. Non conoscevamo le storie di ha lottato o lotta ancora per difenderlo questo significato. Poco sapevamo di chi ha sacrificato la vita per permettere che la parola Legalità avesse un senso. Con i nostri piccoli mezzi abbiamo deciso di aderire alla campagna per l’acquisto del trattore per la cooperativa “Lavoro e non solo”; questa cooperativa, di cui nulla conoscevamo in modo diretto ci era sembrata un emblema di quello che è lavorare per un idea. LEGGI TUTTO

IN SICILIA, LA MODERNA SCHIAVITU’

di Agostino Spataro
Seguendo i giornali, i telegiornali e le truculente dichiarazioni dei rappresentanti del governo, sembra che lo stupro sia divenuto la prima emergenza nazionale. Più degli effetti della crisi economica e morale, delle efferatezze della criminalità organizzata. L’allarme, seguito da severi provvedimenti, scattano soprattutto quando lo stupro è commesso da giovani immigrati. Se commesso da un connazionale al massimo diventa bullismo, disadattamento o cosucce del genere.
Con ciò non si vuol negare la necessità di misure adeguate di prevenzione e di repressione per scoraggiare e punire gli autori di tali episodi obbrobriosi, ma rilevare l’enfasi eccessiva che si è voluto dare a questi episodi che, per altro, porta a trascurare fenomeni ben più gravi e diffusi.
Qual è la riduzione in schiavitù che, anche in Italia, tormenta l’esistenza di decine di migliaia di donne e di bambini. L’ultimo caso, l’altro giorno, ad Alcamo: una ragazza rumena, con l’aiuto della polizia, è riuscita a liberarsi, speriamo per sempre, dalle grinfie dei suoi aguzzini i quali per costringerla a prostituirsi la tenevano praticamente in condizioni di vera e propria schiavitù. LEGGI TUTTO

Palermo, città da 300 "fuitine" l'anno

Padre Antonio Garau, parroco della chiesa di Maria Santissima del Carmelo, lancia l'allarme. Gli specialisti: "Usanza che è ancora sintomo di degrado sociale e di mancanza di aspirazioni"
PALERMO - A Palermo si registrano circa 300 fuge d'amore le cossiddette "fuitine" l'anno. Il dato proviene da padre Antonio Garau, parroco della chiesa di Maria Santissima del Carmelo, lancia un allarme sugli aborti clandestini."Spesso - dice Lucia Bonaccorso, la volontaria che segue vicende di questo tipo alla Zisa - non si tratta più nemmeno di ragazze che fuggono per coronare il sogno d'amore con un fidanzato che non piace ai genitori e neppure si organizza la fuitina per evitare le spese matrimoniali, come avveniva in passato. Si fa e basta, senza pensarci troppo, con una leggerezza scellerata che è frutto di immaturità".Ma la fuitina è ancora sintomo di degrado sociale: "Queste ragazzine non hanno aspirazioni - dice Marina Valenza, operatrice psicopedagogica dell'Osservatorio contro la dispersione - la fuitina rappresenta il rimedio alla noia, al vuoto esistenziale. C'è un abisso fra la loro vita e i modelli patinati proposti dalla tv. E allora scappano per inseguire un sogno impossibile".Come nel caso di una quattordicenne che dopo essere fuggita con un ragazzo ha detto alle insegnanti: "Non mi sposo, io convivo perchè così fanno le attrici".
18/02/2009

martedì 17 febbraio 2009

Trapani, le mani dei boss sull'eolico: otto arresti, anche politici e imprenditori

Un impresario campano, uno trentino e persone legate alla famiglia mafiosa di Mazara del Vallo. Gli indagati accusati di aver consentito a Cosa nostra il controllo di autorizzazioni e appalti
TRAPANI - Le mani della mafia sul business dell'energia pulita. E' quanto emerge dall'inchiesta che stamattina all'alba ha portato all'arresto di otto tra imprenditori e politici, accusati di speculare sulla realizzazione dei "parchi eolici" in Sicilia per conto di Cosa nostra. Un intreccio che coinvolge burocrati locali della provincia di Trapani, ma anche impresari campani e trentini. Sullo sfondo, il boss latitante Matteo Messina Denaro. LEGGI TUTTO

Toscana. L'antimafia sociale di "Liberarci dalle spine" viaggia nelle scuole

Stamattina ho partecipato ad un incontro nella scuola media Granacci di Bagno a Ripoli (FI) in cui erano presenti, oltre a me, la Nonna Betta (vedova Caponnetto) che noi tutti conosciamo, il Giudice Squillace ed un rappresentante della Fondazione Caponnetto. L’incontro verteva sulla legalità, all’interno di un progetto che i ragazzi della scuola stanno facendo in classe, per cercare di far capire loro che la cultura della legalità, da applicare ogni giorno nella vita, significa prima di tutto rispetto delle regole, rispetto per gli altri, non essere omertosi, avere valori forti come quelli di dignità e giustizia, e per ribadire loro che anche i gesti quotidiani sono importanti, che anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare molto. LEGGI TUTTO
Elisa Bolognini
FOTO: Gli alunni della scuola media Granacci durante l'incontro

Polizia al verde, ferme 140 macchine. Corleone controlla il territorio con una sola volante

di Romina Marceca
Centoquaranta auto della polizia guaste e ferme in garage. Le riparazioni non si possono fare, mancano i fondi. È la conseguenza del taglio dei fondi sulla sicurezza deciso dal governo. Il questore corre ai ripari con una sorta di Risiko delle volanti, spostando dieci auto da un ufficio all'altro

Centoquaranta auto della polizia guaste e ferme in garage. Le riparazioni non si possono fare, mancano i fondi. I commissariati sono al collasso, con una sola volante a disposizione. A rischio è la sicurezza dei cittadini. Alcuni poliziotti anticipano di tasca propria i soldi per piccole riparazioni alle vetture, pur di evitare di doverle lasciare in officina. Il questore corre ai ripari con una sorta di Risiko delle volanti, spostando dieci auto da un ufficio all´altro. Ma non basta. È la conseguenza del taglio dei fondi sulla sicurezza deciso dal governo. Il ministero dell´Interno ha bloccato la riparazione degli automezzi della polizia, e gli stanziamenti previsti per il 2009 bastano appena per il carburante. «È una situazione che abbiamo denunciato oltre sei mesi fa, quando il governo Berlusconi tagliò tre milioni di euro sul comparto difesa e sicurezza», dice Vittorio Costantini, segretario generale del Siulp. LEGGI TUTTO

Pass, scontro fra consiglieri e sindaco a Palermo. Sì alla mozione: "Nessun divieto per gli eletti"

di Sara Scarafia
Il pass per circolare nelle corsie preferenziali campeggerà sul cruscotto delle auto private di consiglieri comunali e provinciali, deputati nazionali e regionali. Ma anche di presidenti e vice presidenti delle otto circoscrizioni.
Il Consiglio comunale non ha perso tempo e mercoledì notte ha approvato la mozione che impegna l´amministrazione a rinnovare i tagliandi «alle cariche elettive». Dopo l´inchiesta di Repubblica sullo scandalo pass che svelò i nomi dei mille "furbetti del traffico", il sindaco Diego Cammarata bloccò il rinnovo dei lasciapassare che consentono di circolare contromano lungo le corsie preferenziali, di ignorare i divieti antismog e di posteggiare gratis nelle zone blu. Una decisione che ha scatenato la protesta degli inquilini di Sala delle Lapidi, i quali sono passati al contrattacco presentando una mozione, primo firmatario il capogruppo di Forza Italia Giulio Tantillo, che impegna il sindaco a ridare i permessi a consiglieri e deputati, considerato che «nell´adempimento delle proprie funzioni istituzionali - si legge nell´atto - svolgono funzioni di pubblico servizio e di pubblica utilità». LEGGI TUTTO

domenica 15 febbraio 2009

Corleone, piazza S. Domenico. Ecco il "regalo" domenicale dell'Ato rifiuti ai cittadini!

CORLEONE - Ieri mattina quasi tutti i cassonetti stracolmi, con cani e gatti che si divertivano a "scavare" tra i rifiuti strabordanti dai contenitori. D'altra parte, senza automezzi (sequestrati dalla magistratura su richiesta di alcuni creditori dell'Ato "Belice Ambiente", con gli operai che ancora non hanno avuto pagati gli stipendi di gennaio, con un consiglio di amministrazione e con i sindaci bravi solo a pensare come misura anti-crisi di mettere tutti gli operai a part-time, c'è poco da stare allegri. Il pericolo è che, dopo l'abbuffata di posti clientelari (ne sanno qualcosa il sindaco Iannazzo, il consigliere provinciale Di Vita, l'ex sindaco Nicolosi...), adesso si pensi solo a lacrime e sangue. Meglio sarebbe se la prof.ssa Lea Giangrande, presidente dell'Ato rassegnasse le dimissioni. E desse la possibilità di eleggere una dirigenza sulla base di un serio piano industriale. In attesa della riforma...

Prete palermitano lancia sondaggio sul testamento biologico in chiesa. D'accordo il 99 per cento dei fedeli

Dopo il sondaggio sul matrimonio dei preti, don Cosimo Scordato torna a far parlare di sè con un nuovo sondaggio. Questa volta il sacerdote palermitano ha chiesto ai suoi fedeli della chiesa di San Francesco Saverio, di esprimersi sul testamento biologico a seguito della drammatica vicenda di Eluana Englaro. Don Scordato ha così formulato il quesito per i suoi fedeli: "ritieni che ognuno, nella previsione di incapacità di intendere e di volere e comunque di comunicare il proprio intendimento a seguito di malattia irreversibile, possa disporre preventivamente a quali trattamenti terapeutici essere sottoposto o rifiutarli?".
Le urne che si trovavano dentro la chiesa barocca del quartiere Albergheria di Palermo hanno decretato una maggioranza bulgara per il "sì": 99%. Soddisfatto don Scordato che sottolinea come "sia giusto che su questo come su altri argomenti delicati anche nella Chiesa si svolga una libera e democratica discussione".
Adriano Frinchi
Siciliainformazioni, 15 febbraio 2009
FOTO: la chiesa di S. Saverio di Palermo

Palermo. Un posto all'Amia? La carica dei 3.900

di Michele Guccione
Il caso. Valanga di curricula, coop dietro la porta, pressioni politiche per assunzioni. E il presidente si oppone
Forse complice il cambio di guardia al vertice dell'Amia, in vista delle Europee le segreterie politiche hanno sponsorizzato la consegna in pochi giorni agli uffici aziendali di ben 900 curricula di persone che chiedono l'assunzione per chiamata diretta. Sempre i partiti starebbero pressando a favore di alcune coop che si occupano di ambiente, con circa 3.000 addetti, affinchè sia affidato loro il servizio di raccolta differenziata «porta a porta». La notizia ha del clamoroso. L'Amia è appena stata salvata dalla bancarotta da un intervento finanziario dello Stato e il Comune non ha i soldi per garantirne l'attività ordinaria. É evidente che la politica continua a considerare l'Amia un bacino di assunzioni clientelari e di voti, e che è disposta a prosciugarne il bilancio un'altra volta. Con la pretesa che i «buchi» siano sempre coperti dal governo Berlusconi. LEGGI TUTTO

sabato 14 febbraio 2009

Sicilia. guerra senza quartiere all'Ars

di Agostino Spataro
Nella storia della Regione siciliana mai si era giunti ad un degrado come quello in atto che ha visto consumarsi, in meno di 24 ore e all’insegna della rappresaglia, due fatti politici gravissimi all'interno del centro-destra.
Com’è noto, i fatti si sono svolti in una successione stucchevole: Udc e Pdl approvano, con 8 voti contro i 7 di Mpa e Pd, il “prelievo” dell’articolo-cardine del loro ddl sul riordino della sanità, per tutta risposta Lombardo da corso all’approvazione (con 4 assessori in fuga dalla seduta di giunta) delle minacciate nomine dei direttori generali. Segue la ritorsione di Udc e Pdl che, a tamburo battente, varano il “loro” progetto sulla sanità, mandando a quel paese Lombardo e, soprattutto, il suo assessore Russo. LEGGI TUTTO

Mafia e intercettazioni. Adesso Cosa nostra comunica su Skype

"Di quei due chili ne parliamo poi, su Skype". E' la frase simbolo dell'ultima emergenza della giustizia italiana. E' stata intercettata due mesi fa dagli uomini della Guardia di Finanza di Milano. Al telefono un trafficante di cocaina invita il complice a continuare quella comunicazione usando il software che permette di parlare via internet. Proprio come ormai da settimane stanno facendo i mafiosi, trafficanti di armi e droga, sfruttatori della prostituzione e piccoli criminali in tutto il paese. A riportare la notizia e' 'la Repubblica'. "Durante la comunicazione - spiega un tecnico che collabora assiduamente con la Procura di Milano - Skype trasforma la voce di chi parla in tanti pacchetti di dati digitali che viaggiano in rete. I dati pero' vengono criptati in base a un algoritmo segretissimo inventato dai programmatori di Skype. Non solo. La procedura di autenticazione da parte degli utenti e' invulnerabile perche' il software genera password monouso temporanee ogni volta che si avvia una comunicazione. Cio' rende impossibile agli investigatori ogni tentativo di intercettazione". Della conversazione nemmeno rimane traccia sui tabulati: le chiamate su Skype, sottolinea il quotidiano, sono invisibili, non si puo' sapere ne' quando ne' dove vengono fatte.
14 febbraio 2009

La parola dei lavoratori

Una tramontana gelata non ha fermato i manifestanti chiamati a raccolta dalla Cgil da tutta Italia. 700.000 persone hanno invaso Roma, sciamando dalle tre stazioni più importanti della Capitale, per paralizzarla pacificamente, invadendone le arterie principali. A piazza dei Partigiani, davanti alla stazione Ostiense, migliaia di persone sventolano le loro bandiere aspettando, disciplinati e festanti, il momento di mettersi in marcia. C’è tutto il nord. C’è il Piemonte, l’Emilia Romagna, il Veneto e il Friuli. Metalmeccanici a braccetto con i colletti bianchi, una strana coppia soltanto ad uno sguardo superficiale, “perché le aziende private e il pubblico impiego sono interdipendenti le une dall’altro, soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo”, ci racconta Domenico, custode al museo estense di Modena. Un anziano pensionato di Biella, metalmeccanico su nell’alto piemontese da una vita, il volto rosso e scavato, la pelle dura, la barba ispida, fuma nel freddo intenso di questa limpida mattina romana e mi chiede, sorridendo, se qui fa sempre così freddo. Mi parla del treno delle undici, del lungo viaggio scandito da thermos di caffè bollente e sigarette fumate di fretta al finestrino, un occhio al controllore. Mi racconta di una vita in fabbrica, con gli occhi chiari e orgogliosi dei vecchi operai disorientati. LEGGI TUTTO

Corleone innevata...


venerdì 13 febbraio 2009

La strana morte (per suicidio?) di un medico siciliano. Se questa non è mafia...

di Norma Ferrara
Cinque anni dopo “il suicidio” Manca i retroscena della latitanza di Provenzano nel messinese e lo stato delle indagini sulla morte del medico siciliano
«Se questa non è mafia, allora diteci cos’è». . Così Angelina Manca, madre dell’urologo Attilio Manca ha commentato lo scorso 11 febbraio, in un dibattito pubblico a Barcellona Pozzo di Gotto (Me) la situazione nella quale vive un’intera provincia soggiogata dal sistema politico mafioso. Sistema che i coniugi Manca ritengono responsabile della morte del figlio Attilio trovato senza vita nella sua abitazione di Viterbo la notte di cinque anni fa, ufficialmente suicida. Secondo i genitori pesanti indizi legano questo inscenato suicidio con la latitanza del boss di Cosa nostra Bernardo Provenzano. Attilio Manca, medico urologo, sarebbe stato «ingaggiato» dalla mafia barcellonese (da sempre operativa sulle latitanze dei grandi boss siciliani) per visitare e operare il finto «Gaspare Troia» nella clinica di Marsiglia nell’ottobre del 2003. LEGGI TUTTO
NELLA FOTO: Attilio Manca

Casapesenna, tredici consiglieri comunali si dimettono con atto notarile

di Pietro Nardiello
Quando la magistratura bussa alle porte della politica l’imbarazzo, prima, e lo scompiglio, poi, iniziano a farla da padrona. Interrogativi, però, bisognerebbe porseli anche quando nessun uomo della procura si presenta all’anticamera della stessa. Siamo in terra di camorra, non dimentichiamolo e la zona grigia, dove si preferisce concludere gli affari, si allarga, senza controllo, proprio come se fosse una macchia d’olio.
In queste ore nel comune di Casapesenna, uno dei tre che il fascismo raggruppò in quel di Albanova, gli altri erano Casal di Principe e San Cipriano D’Aversa, il consiglio comunale è stato sciolto perché tredici consiglieri su sedici hanno rassegnato le proprie dimissioni dalla carica dopo aver stipulato un atto pubblico sottoscritto presso uno studio notarile di Casal di Principe senza indicare, a quanto pare, una motivazione causando così la caduta della giunta guidata da Giovanni Zara. LEGGI TUTTO

Cgil, oltre 700 mila metalmeccanici e pubblici dipendenti per il contratto e contro il Governo

Sciopero generale dei metalmeccanici e dei lavoratori del pubblico impiego della Cgil. Fiom e Fp incrociano le braccia per otto ore contro la politica economica del governo. Il segretario generale della Carlo Podda: «Siamo oltre 700 mila. Altri hanno parlato di milioni di persone in piazza San Giovanni quando era meno gremita di oggi. Noi siamo sobri come vorremmo che fosse il paese». Bersani: «Il Pd non dimentichi le sue radici».

L'Unità compie 85 anni: noi la festeggiamo con un articolo del suo fondatore, Antonio Gramsci

Sull'indifferenza
di Antonio Gramsci
Si osserva da alcuni con compiacimento, da altri con sfiducia e pessimismo, che il popolo italiano è «individualista»: alcuni dicono «dannosamente», altri «fortunatamente». Questo «individualismo», per essere valutato esattamente, dovrebbe essere analizzato, poiché esistono forme diverse di «individualismo», più progressive, meno progressive, corrispondenti a diversi tipi di civiltà e di vita culturale. Individualismo arretrato, corrispondente a una forma di «apoliticismo» che corrisponde oggi all’antico «anazionalismo»: si diceva una volta «Venga Francia, venga Spagna, purché se magna», come oggi si è indifferenti alla vita statale, alla vita politica dei partiti. Ma questo «individualismo» è proprio tale? Non partecipare attivamente alla vita collettiva, cioè alla vita statale (e ciò significa solo non partecipare a questa vita attraverso l’adesione ai partiti politici «regolari») significa forse non essere «partigiani», non appartenere a nessun gruppo costituito? Significa lo «splendido isolamento» del singolo individuo, che conta solo su se stesso per creare la sua vita economica e morale? Niente affatto. Significa che al partito politico e al sindacato economico «moderni», come cioè sono stati elaborati dallo sviluppo delle forze produttive più progressive, si «preferiscono» forme organizzative di altro tipo, e precisamente del tipo «malavita», quindi le cricche, le camorre, le mafie, sia popolari, sia legate alle classi alte.

Partinico. Scrive a Napolitano una vittima (non riconosciuta) di Cosa Nostra

PARTINICO (PA) - Nel 2001 ha subito un attentato mafioso che gli ha distrutto la casa di campagna, ma la richiesta di risarcimento previsto, per le vittime di Cosa nostra, dalla legge regionale è stata respinta dalla Regione siciliana, perché l'uomo è padrino di battesimo del figlio di un amico, arrestato quindici anni dopo per associazione mafiosa. Protagonista di questa vicenda è Matteo Monti, 67 anni, geometra, dipendente in pensione del Comune di Partinico, che "come ultimo atto di una vicenda che si trascina ormai da 8 anni" ha deciso di scrivere al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Monti, che ha fatto ricorsi e presentato istanze di ogni tipo, sempre respinte, nel rivolgersi al Capo dello Stato ricorda di essere "uno dei tanti Cavalieri della Repubblica, nominato dall'allora presidente Cossiga", ma "soprattutto - scrive - ho lavorato al Comune di Partinico sforzandomi di fare sempre il mio dovere nei settori in cui ho prestato servizio (lavori pubblici, urbanistica, gestione del territorio), tutti assai appetibili alla mafia".

Palermo. "Crolla il Ponte Oreto, anzi no".

di Roberto Rizzuto
Una bufala ha tenuto sotto scacco la città di Palermo
La neve, per i palermitani, ha lo stesso effetto della vodka. Annebbia i sensi e induce a vedere anche quello che non c’è. E così, basta qualche blocco di ghiaccio accumulato ai margini delle strade per mandare in tilt (i cervelli di) un’intera città. Come stamani, quando nel capoluogo siciliano, complice il frenetico tam tam supportato anche da internet, si sono rincorse per ore voci infondate sul presunto crollo del ponte Oreto. Le indiscrezioni sono arrivate fino alle redazioni dei giornali. “Un cugino del nipote di mia cognata mi ha riferito che ci sono decine di morti”. “Una tragedia”, “ci sunnu picciriddi”, “bedda matri”: segnalazioni di questo tenore sono giunte anche da noi.Le preoccupazioni dei cittadini, però, si sono riversate principalmente sui centralini di polizia, carabinieri e vigili del fuoco. Le forze dell’ordine non hanno potuto fare altro che smentire categoricamente tutto. Ma la bufala, per l’intera mattinata, ha continuato a tenere banco sui pianerottoli, nelle sale da barba e in altri luoghi di formazione dell’opinione pubblica.“Non sono crollati ponti – ribadiscono una volta per tutte i Vigili del fuoco, da noi contattati – Si tratta di voci assolutamente infondate. Siamo alle prese con i numerosi disagi creati dal maltempo, ma per il resto non si registrano problemi particolari, tantomeno tragedie di questo tipo”. Basteranno queste rassicurazioni a far passare la sbronza da vodka ai palermitani? Lo scopriremo nelle prossime ore, magari dopo una bella iniezione di Plasil…
Siciliainformazioni, 12 febbraio 2009