giovedì 13 febbraio 2020

Ci vuole abilità. Il buon esempio di Ciminna, dove cadono tutte le barriere


di Patrizia Gariffo 
Vivo a Ciminna e, a causa di una malattia rara, da quando avevo 7 anni ho problemi a camminare e da 12 sono in carrozzina. Da allora è cominciata la mia battaglia contro le barriere architettoniche, perché mi sono reso conto che era impossibile fare tutto. Molto è cambiato. L’ultimo traguardo è stato raggiunto pochi giorni fa con l’inizio dei lavori per l’ascensore al Comune. C’è ancora da fare, ma l’amministrazione ha dimostrato che, se si vuole, si può rendere una città accessibile.
Benito Campobello 
Giovedì scorso ho scritto di un’amministrazione comunale disattenta ai diritti delle persone disabili. Oggi, invece, racconto l’esempio di Ciminna, paese in provincia di Palermo, i cui amministratori non si sono limitati a vane promesse da campagna elettorale, ma le hanno davvero mantenute, grazie anche alla lotta incessante del nostro lettore. Benito ha la Fop (fibroplasia ossificante progressiva), una patologia che l’ha colpito all’età di 7 anni e da dodici l’ha costretto sulla carrozzina. Il cambiamento è stato traumatico e lo è stato ancora di più uscire di casa e trovarsi ostacolato dalle barriere architettoniche.
«Inizio a uscire ma mi ritrovo peggio di quando ero a casa, prendere un caffè al bar diventa un’impresa. Supermercato, macelleria, pub, panineria, farmacia, centro commerciale, sala giochi, chiesa: tutto era inaccessibile. Così è iniziata la mia battaglia e dopo dodici anni tante di queste attività sono diventate accessibili», mi racconta. A Ciminna anche l’amministrazione comunale ha dato un contributo indispensabile alla campagna sostenuta da Benito e le promesse, fatte tre anni fa in campagna elettorale dall’attuale sindaco Vito Filippo Barone, si sono trasformate in realtà. Dopo gli scivoli realizzati davanti alla farmacia, lungo vari marciapiedi, l’abbattimento delle barriere architettoniche negli uffici postali e in quattro chiese del paese, grazie alle rampe offerte da un amico del nostro lettore, Filippo La Corte, e dal presidente dell’attuale Consiglio comunale, Saverio La Paglia, la settimana scorsa sono partiti i lavori per l’installazione di un ascensore al Comune. Inoltre, per merito di Benito e di un’amministrazione rispettosa delle leggi, è cambiata la sensibilità dei cittadini che hanno compreso l’importanza di non occupare i posteggi riservati e gli scivoli.
Non è stato semplice, ma la storia di Ciminna è un esempio che tante amministrazioni dovrebbero seguire.
L’ascolto dei bisogni di ogni cittadino non deve essere l’eccezione, ma la regola, come è avvenuto in questo paese, per merito pure di chi lotta per un futuro migliore e chiede solo la libertà di vivere come tutte le altre persone. Un diritto che nessuno deve negare.
La Repubblica Palermo, 13 febbraio 2020

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