mercoledì 26 aprile 2017

GIULIANO PISAPIA E I 30 GIORNI DI MATTEO RENZI

Emanuele Macaluso
EMANUELE MACALUSO
Giuliano Pisapia ha rilasciato un’intervista a “La Repubblica”, raccolta da Stefano Cappellini, per dire, ancora una volta, che occorre unire la sinistra e battersi per un governo di centrosinistra. E, come sempre, ha ripetuto che senza il Pd non c’è centrosinistra. Ma ha anche affermato: “Se le primarie lo confermeranno segretario del Pd, a Matteo Renzi resta meno di un mese per dare un segnale chiaro: cambiare la legge elettorale e costruire una coalizione. Altrimenti il centrosinistra andrà incontro ad una sconfitta che definirei generazionale, perché ci vorrà, appunto, una generazione prima che si possa ricostruire la fiducia e la partecipazione del proprio elettorato”. Giustamente, Cappellini gli fa notare: “Renzi non ha dato alcun indizio di voler andare in questa direzione”. Pisapia replica: “È vero, ma credo ancora ad una svolta”.

Caro Giuliano, se sino ad oggi la svolta non c’è stata pensi veramente che nei quattro giorni che mancano per lo svolgimento delle primarie essa possa verificarsi? Parlo di quattro giorni e non di un mese dato che la piattaforma scelta dai tre candidati a segretario del Pd impegna tutto il partito a seguire quella politica su cui si vota. Renzi vuole le mani libere, vuole tornare ad essere il solo che decide tutto, per fare tutto e il contrario di tutto. Pensa di cominciare la campagna elettorale per le elezioni politiche come l’uomo che già una volta ha superato il 40% per chiedere la ripetizione del miracolo e salvare la patria. Ma le cose sono molto cambiate e questa prospettiva è inesistente, ma serve per avere, come detto, le mani libere.
A me pare che questa sia la ragione per cui Andrea Orlando si è candidato proponendo una scelta chiara e netta: il centrosinistra. Giuliano, tu dici: “Senza i dem, per l’Italia non c’è un futuro di centrosinistra: Spero che chiunque sarà il nuovo segretario non stravolga la storia di un partito che nel tempo è cambiato ma il cui elettorato non ha mai rinnegato il suo essere di sinistra”. Queste tue affermazioni sono vere ma non tengono contro del fatto che nel Pd c’è un largo gruppo renziano che ritiene che l’essenziale sia stare al governo, con chiunque, se Renzi ne è il presidente. L’idea che un partito di sinistra possa e debba stare all’opposizione, se non ci sono le condizioni per governare con una coalizione di centrosinistra, a molti sembra roba vecchia. L’idea che un partito di sinistra abbia il compito di operare anche nella società, al governo o all’opposizione, per fare prevalere valori e programmi di progresso, da molti che governano nel Pd non è più presa in considerazione. Invece questa è la battaglia politica da fare, dentro e fuori del Pd. A me pare che tu, caro Giuliano, per le cose che dici in altre parti dell’intervista, condivida questa linea e penso che vorrai spendere il tuo impegno per farla, in concreto, avanzare.
Se è così, è un buon segnale.

(Dal profilo facebook: EM.MA in corsivo, 26 aprile 2017)

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