martedì 21 marzo 2017

21 marzo 2017: Corleone è nuovamente una "piazza d'Italia"!

Il corteo degli studenti
di DINO PATERNOSTRO
CORLEONE, 21 marzo 2017 - C'era davvero un fresco profumo di libertà stamattina a Corleone. Un fresco profumo portato dagli alunni della Scuola media e dagli studenti del Liceo e della Scuola agraria, che affollavano piazza Falcone e Borsellino, la nostra piazza della libertà per antonomasia. Poi tutti in corteo dietro il bellissimo striscione di Libera, che faceva di Corleone uno dei "luoghi di speranza, testimoni di bellezza" d'Italia, nella giornata della memoria e dell'impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie. Quest'anno, per la prima volta, il 21 marzo è stato istituito per legge come giornata della memoria. Ed è stato bello che a questo primo appuntamento non sia mancata la Città di Corleone, capace stavolta di essere una delle piazze d'Italia in cui si fa memoria e si assume l'impegno a lottare contro le mafie.
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Ad aprire la manifestazione, insieme al rappresentante di Libera Francesco Galante, e al presidente del Cidma Vincenzo Oliveri, la d.ssa Rosanna Mallemi, in rappresentanza della Commissione straordinaria, che amministra il comune, che ha voluto raccogliere l'invito di Libera e di Avviso Pubblico, organizzando insieme al Cidma rinnovato e alle Scuola questa bellissima giornata, dove sono stati letti tutti i nomi delle vittime innocenti di mafia. Nell'elenco c'erano molti corleonesi e moltissimi siciliani, a dimostrazione che se a Corleone e in Sicilia c'è stata e c'è mafia, ci sono state e ci sono le forze che l'hanno combattuta, anche a costo della vita. Abbiamo ascoltato con emozione i ragazzi che leggevano il nome di Luciano Nicoletti, Andrea Orlando, Lorenzo Panepinto, Bernardino Verro, Giovanni Zangara, Giuseppe Rumore, Nicolò Alongi, Placido Rizzotto, Giuseppe Letizia, si anche quello del piccolo Giuseppe, di appena 12 anni, assassinato perchè aveva visto gli assassini di Rizzotto. Come un altro bambino che di nome faceva Giuseppe come lui e di cognome Di Matteo, assassinato in maniera crudele perchè figlio di un collaboratore di giustizia. E poi i nomi di altri corleonesi normali e onesti, assassinati dalla mafia perchè non si erano girati dall'altra parte: la guardia campestre Calogero Comaianni, il comandante dei vigili urbani Liborio Anzalone. E infine Giuseppe e Giovanna Giammona, Francesco Saporito, Ugo Triolo. La nostra antimafia, quella antica quanto la mafia, solamente molto meno conosciuta, che noi abbiamo il diritto e il dovere di far conoscere ai nostri ragazzi e al mondo.
Infine, la manifestazione al Cidma, dove io ho parlato della vita e della morte del piccolo Giuseppe Letizia e il dott. Vincenzo Oliveri, sindaco di Villabate e nuovo presidente del Cidma, della vita, del tragico sequestro e del feroce assassinio del piccolo Giuseppe Di Matteo. Oliveri, magistrato in quiescenza, conosce molto bene la vicenda del piccolo Di Matteo in quanto estensore della sentenza di condanna contro i suoi assassini. E gli studenti, chiamati ad intervenire, non si sono tirati indietro: hanno fatto importanti considerazioni e posto domande molto interessanti. Insomma, Corleone prova a ripartire...

1 commento:

a.saporito56@gmail.com ha detto...

Il futuro è nelle mani dei giovani: non è una frase fatta o "un luogo comune". E' stata, è e sarà una Verità.
In un murales di Bologna è scritto: la conoscenza è la porta della Libertà.
La storia dei nostri padri, con i suoi alti e bassi, va conosciuta per prendere la giusta VIA, quella della verità, della pace, della libertà.
Grazie a Don Ciotti "Sbirro d'Italia" e a tutte le le istituzioni che consentono di ricordare, di riflettere sui crimini compiuti dalla mafia, talvolta, purtroppo, nell'indifferenza di troppi.
Nella foto c'è anche mia figlia: ne sono ORGOGLIOSO!
Antonio Saporito