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martedì 5 luglio 2016

Palermo, un museo dell'antimafia documenti e video per rileggere la storia

Palermo, Palazzo Gulì, sede del No Mafia Memorial
di CLAUDIO REALE
"Ci sono ampi buchi da sanare nella ricostruzione della lotta a Cosa nostra", dice Umberto Santino. Oltre alle immagini Rai sarà acquisito il patrimonio del Centro Impastato
Sullo sfondo, mentre il museo viene presentato, scorrono le immagini delle teche Rai. Ci sono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che fumano insieme, lo sguardo feroce di Giovanni Brusca fra due poliziotti, Portella della Ginestra e la Fiat 132 di Piersanti Mattarella, una sequela di orrori e rivolte, di vittorie e arretramenti. È tutto in questa narrazione per immagini il senso del "No mafia memorial" che nei prossimi mesi – probabilmente in primavera – vedrà la luce a Palermo, a Palazzo Gulì: il museo, voluto dal Centro Peppino Impastato e istituito dal Comune, ospiterà nella struttura di corso Vittorio Emanuele il patrimonio di documenti del movimento antimafia siciliano, esposto lungo un percorso storico "vidimato" da un gruppo di giornalisti specializzati.

L'intento è appunto rileggere la storia della Sicilia, e dunque d'Italia, attraverso i documenti. L'anima del Centro Impastato, Umberto Santino, ne fa una questione filologica: «Ci sono ampi buchi da sanare nella ricostruzione storica della lotta alla mafia», ammonisce. Dunque un comitato di giornalisti specializzati – Lirio Abbate, Nino Amadore, Riccardo Arena, Rino Cascio, Salvatore Cusimano, Enrico Del Mercato, Dino Paternostro e Bianca Stancanelli – presiederà alla costruzione del percorso, che si articolerà in una sequenza di pannelli, fotografie, tavoli touchscreen e ricostruzioni tridimensionali e che potrà costantemente essere riorganizzato. «L'idea – spiega Ario Mendolia, che curerà la selezione del materiale – è che i contenuti siano controllati da un computer, in modo che si possa decidere di affiancare mostre tematiche temporanee al percorso cronologico ‘classico' ».
Un percorso digitale per il quale è determinante il contributo della Rai: la tv di Stato presta il proprio auditorium per la presentazione e manifesta quella che il direttore della sede di viale Strasburgo, Salvatore Cusimano, definisce «l'entusiastica adesione dell'azienda ai suoi massimi livelli, dalla presidenza al direttore generale». Uno dei "massimi livelli", il direttore responsabile della Tgr Vincenzo Morgante, è al suo fianco: «Il servizio pubblico – chiarisce – aderisce a quest'iniziativa dando continuità al nostro impegno sul versante dell'informazione. Forniremo le nostre immagini ma siamo disponibili a offrire il nostro contributo sul fronte tecnologico».
Oltre alle immagini Rai, il museo acquisirà il patrimonio del Centro Impastato, ma anche altri atti giudiziari e documenti. Perché, come dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, "la creazione di questo spazio è parte di un più ampio percorso fatto in sinergia con tutti coloro che si sono sempre impegnati nella lotta alla mafia". Un percorso da costruire, anche economicamente: in autunno partirà una campagna per ricevere donazioni su un conto corrente già attivo a Banca Etica, anche in questo caso con la vigilanza di un comitato di garanti (Enzo Campo, Francesco Giambrone, Francesco Giambrone, Francesco La Licata, Simona Mafia e Daniele Marannano). "Abbiamo aderito – dice Claudia Ciccia di Banca Etica – perché il ‘No mafia memorial' sarà un patrimonio di tutti". E aperto a tutti: un'emeroteca, una biblioteca, una cineteca, in definitiva un laboratorio per studiare la storia di Cosa nostra. E in definitiva, attraverso quella, la storia della Sicilia.
Repubblica.it, 30 giugno 2016

LA SEDE

Palazzo Gulì in corso Vittorio Emanuele a Palermo, sede di "No mafia memorial"

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