venerdì 22 febbraio 2019

Giustizia, allarme da Palermo: aumento abnorme del patrocinio a spese dello stato, lo richiede più di un imputato su tre

Domani magistrati e avvocati a confronto su una proposta di legge per introdurre correttivi. Presente il vice-capo dell’ufficio legislativo del Ministero della Giustizia
Palermo, 22 febbraio 2019 – La crisi economica, ma anche distorsioni nelle richieste e le difficoltà nel controllare tutte le autocertificazioni, hanno provocato negli ultimi anni una crescita abnorme del ricorso al patrocinio a spese dello Stato, con un onere diventato ingestibile sotto il profilo sia finanziario che amministrativo. Ciò ha anche allungato notevolmente i tempi di liquidazione delle parcelle agli avvocati.
Il fenomeno vede un incremento medio del 30% annuo in tutto il Paese, ma con punte che nei 6 tribunali del Distretto di Palermo superano anche il 40%. In pratica, in più di un processo su tre l’imputato si difende a spese dello Stato. Se in Italia nel 2016 il costo del gratuito patrocinio è stato di 92 milioni di euro nel settore civile (+33% rispetto al 2015) e di 142 milioni nel settore penale (+25%), nel solo Distretto di Palermo nel 2018 la spesa è stata di oltre 27 milioni nel settore penale (+20% medio annuo) e di oltre 12,5 milioni in quello civile (+86% nel triennio). Riguardo al totale dei fascicoli, nel penale il 32,36% è finito sotto il patrocinio a spese dello Stato, con picchi del 42% a Marsala e del 40% a Trapani. Nella Corte d’Appello di Palermo il terzo trimestre del 2018 ha registrato un 60% di impugnative con difesa gratuita.  
A lanciare l’allarme è l’Osservatorio della Giustizia di Palermo (composto dalla Presidenza della Corte d’Appello e da rappresentanti dei magistrati e dell’Ordine forense), che vuole evidenziare l’urgenza di porre rimedio ad una situazione che alla lunga potrebbe sfuggire di mano, non solo per il peso sull’erario, ma anche per l’incidenza sul reddito degli avvocati, che negli ultimi 20 anni (dato Censis) si è ridotto del 30%. L’Osservatorio della Giustizia di Palermo ha organizzato, con il supporto della Banca popolare S. Angelo, un convegno per presentare un modello di modifica normativa che mira a introdurre correttivi e per avviare un confronto fra giudici e avvocati anche su misure organizzative e prassi condivise che aiutino a contenere il fenomeno.
Domani, 23 febbraio, alle ore 9,30, presso l’Aula magna della Corte d’Appello del tribunale di Palermo, interverranno Giovanni Canzio, Primo presidente emerito della Corte di Cassazione; Andrea Mascherin, presidente del Consiglio nazionale forense; Nicolò Zanon, giudice della Corte costituzionale; Giampaolo Parodi, vice-capo dell’Ufficio legislativo del ministero della Giustizia; Carmine Lopez, comandante interregionale Italia Sud-Occidentale della Guardia di finanza; Matteo Frasca, presidente della Corte d’Appello di Palermo; Giuseppe Di Stefano, presidente dell’Ordine degli avvocati di Palermo.

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