giovedì 6 dicembre 2018

Le “vie dei diritti”. Domani l'amministrazione comunale e la Cgil intitolano una strada di Bonagia a Felicia Impastato, nel giorno del suo 14° anniversario

Felicia Bartolotta Impastato, madre di Peppino 
Palermo 6 dicembre 2018 – Domani alle ore 9 sarà intitolata a Felicia Impastato la via del Bassotto a Bonagia. La targa dedicata alla mamma di Peppino Impastato, che dopo la morte del figlio combatté senza sosta per chiedere giustizia per il figlio e verità per la sua morte, sarà posta dall'amministrazione comunale e dalla Cgil Palermo proprio nel giorno del quattordicesimo anniversario della sua scomparsa.
E' la seconda intitolazione delle “vie dei diritti” dopo la strada dedicata mercoledì a Giuseppe Puntarello, segretario della Camera del Lavoro di Ventimiglia di Sicilia ucciso il 4 dicembre del 1945. Alla cerimonia di domani interverranno il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, il sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo, il segretario generale della Cgil Palermo Enzo Campo e Giovanni Impastato, fratello di Peppino.


Con Felicia Impastato sono tre le donne che fanno parte dell'elenco delle 19 nuove strade che rivoluzioneranno nell'arco dei prossimi mesi la toponomastica del quartiere. Altre due strade saranno prossimamente dedicate a Francesca Serio, madre del sindacalista Turi Carnevale, e a Maria Vallone, moglie di Giuseppe Rumore, segretario della Camera del Lavoro di Prizzi.
“Felicia Impastato – – dichiara Enzo Campo, segretario generale Cgil Palermo - ha fatto della sua battaglia personale una battaglia di civiltà, con la sua coraggiosa testimonianza e il suo esempio ha rappresentato una figura di riferimento nella lotta contro la mafia e il malaffare e per il riscatto della Sicilia e dell'Italia”. “L'iniziativa - aggiunge Campo - fa parte dell'intitolazione delle strade che l'amministrazione comunale e la Cgil stanno portando avanti per rendere omaggio a chi ha donato la propria vita in difesa della Costituzione e delle libertà democratiche, per tenere alta la memoria di quel movimento contadino, fatto da migliaia di lavoratrici e lavoratori, che ha lottato per affermare il diritto al lavoro”.

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