martedì 27 febbraio 2018

Zen, supermarket della coca. Due big del narcotraffico guidano trecento spacciatori

SALVO PALAZZOLO
Le rivelazioni dell’ultimo pentito. Si cercano gli aggressori dell’inviato di “Striscia la notizia” I video sotto esame
«Ci sono trecento persone che vendono cocaina allo Zen2» . L’ultimo pentito di Cosa nostra, Sergio Macaluso, sta raccontando ai magistrati della Dda cosa accade oggi fra i casermoni del quartiere San Filippo Neri, dove domenica è stato aggredito l’inviato di Striscia la notizia, Vittorio Brumotti, impegnato in un servizio proprio sullo spaccio. Macaluso fa due nomi, soprattutto: «I personaggi più grossi sono Fabio Chianchiano e Tonino Lupo». Il primo, attualmente in carcere, viene definito come «il trafficante numero uno per la cocaina», Cosa nostra ha rapporti strettissimi con lui.
«Non l’hanno fatto uomo d’onore solo perché una volta patteggiò una condanna — così spiega il collaboratore, non risparmiando particolari — e poi si è preso la donna di uno che era in carcere, sono cose che pesano a livello di serietà in un certo ambiente » . Serietà criminale a parte, Chianchiano è un uomo ricchissimo ( e il suo tesoro non è stato ancora sequestrato): « È il proprietario di mezza Palermo » , ha messo a verbale il pentito davanti ai pm Picozzi, Luise e Tartaglia. « Può anche farsi 20 anni di carcere, ma ha tantissime case affittate fra Partanna e Tommaso Natale, problemi non è ha lui». Di sicuro, il carcere non ha fermato la potente macchina organizzativa del grossista di cocaina più facoltoso dello Zen: la sua holding è ancora fra le più attive a Palermo.
«Tonino Lupo gestisce invece la piazza di spaccio più grande di tutto lo Zen 2», spiega il pentito. «Al suo servizio ci sono una ventina di ragazzi, che lavorano da mattina a sera, vendono non solo cocaina, ma anche eroina ed hashish» . Macaluso dice di Lupo: «È una persona seria, molto seria. Da Chianchiano prendeva anche diecimila euro di merce al giorno». Nonostante le operazioni dei carabinieri e della polizia, lo Zen2 resta una roccaforte della droga. E ora si cerca di dare un nome ai venti che hanno accerchiato l’inviato di Striscia,Vittorio Brumotti: i video realizzati dalla troupe ritraggono chiaramente dei giovani pregiudicati, è probabile che verranno presto denunciati. Oggi, invece, gli esperti del Ris di Messina esamineranno l’auto blindata utilizzata da Brumotti, sullo sportello posteriore (lato passeggero) è rimasto un foro, forse causato da un proiettile calibro 12 sparato da un fucile a pallettoni. Forse. Perché, al momento, non è stata trovata alcuna ogiva all’interno dell’auto. « Esprimo la netta condanna per quanto è accaduto ieri contro l’inviato di Striscia la notizia — ha scritto il sindaco Leoluca Orlando sulla sua pagina Facebook — spero che gli autori siano presto individuati » . Il sindaco fa anche un «plauso al lavoro quotidiano delle forze dell’ordine e per quanti nel quartiere, cittadini e associazioni, si prodigano e praticano ogni giorno la cultura della legalità ».
Fra esperienze di speranza e di riscatto, lo Zen 2 continua ad essere una frontiera difficile. Racconta il pentito Macaluso: «Nel quartiere, ci sono dei ragazzi che sono disposti a tutto quando vedono un modo facile di fare denaro. Con venti euro e due canne se ne recluta uno per fare un danneggiamento » . Qualcuno di questi ragazzi si era anche messo in testa di spacciare senza l’autorizzazione di Cosa nostra: « Fu redarguito — spiega il pentito — ci sono troppi soldi in ballo».

La Repubblica Palermo, 27 febbraio 2018

Nessun commento: