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giovedì 11 maggio 2017

False minacce, a processo il sindacalista Liarda

Vincenzo Liarda
IVAN MOCCIARO
SECONDO LA PROCURA DI TERMINI IMERESE AVREBBE CONFEZIONATO UNA DELLE LETTERE INTIMIDATORIE A LUI INDIRIZZATE
In una delle ultime lettere di minacce che ha ricevuto quell’impronta, la sua, non doveva esserci, per questo la procura di Termini Imerese, guidata dal Alfredo Morvillo, lo ha indagato e il prossimo 17 luglio dovrà presentarsi davanti ai giudici per rispondere di simulazione di reato e spiegare la sua versione dei fatti. Si tratta di Vincenzo Liarda, sindacalista antimafia della Cgil e presidente del Consorzio sviluppo e legalità delle Madonie. A Liarda è contestato di aver confezionato una delle lettere di minacce che in questi anni ha ricevuto. A seguito di indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Petralia Sottana, guidata dal capitano Andrea Schifano, su una delle missive gli investigatori del Ris hanno trovato una sua impronta. Lui si professa innocente e vittima di un errore giudiziario.
Liarda da quando ha iniziato la sua battaglia per il riutilizzo del feudo Verbumcaudo, confiscato al “papa” della mafia, Michele Greco, ha ricevuto una ventina di minacce tra lettere e veri e propri raid, dall’auto imbottita di bottiglie di alcool e data alle fiamme, al danneggiamento della sua casa di campagna. Per il suo avvocato Nino Caleca «si tratta di accusa indiziaria. L’ipotesi accusatoria contrasta con le condotte materiali sempre tenute dal mio cliente, davanti al giudice ove siamo stati convocati per la prima volta, il prossimo 17 luglio, forniremo prove di assoluta infondatezza delle accuse».
Proprio lunedì scorso in prefettura a Palermo si è tenuto un incontro, sollecitato da tempo da Liarda, tra il prefetto Antonella De Miro e i sindaci delle Madonie che hanno aderito al Consorzio sviluppo e legalità e questo per agire in fretta e rendere il feudo Verbumcaudo un vero simbolo dello sviluppo economico nel territorio delle Madonie.
Ai sindaci è stato chiesto di accelerare l’iter per la costituzione della nuova cooperativa che dovrebbe essere composta da giovani del territorio per gestire in feudo.

La Repubblica Palermo, 11 maggio 2017

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