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mercoledì 21 ottobre 2015

Corleone torna indietro. La maggioranza del sindaco Savona boccia l'OdG di condanna della mancata costituzione di parte civile

Non è stata una bella serata quella di ieri al consiglio comunale di Corleone. Com’era prevedibile, la maggioranza ha bocciato l’ordine del giorno presentato dalle opposizioni (Pd e “Mi ci vedo”), con cui si intendeva condannare la mancata costituzione di parte civile del Comune di Corleone nel processo “Grande passo” contro Antonino Di Marco, accusato di gravi reati di mafia, chiedendo al sindaco Savona di rassegnare le dimissioni. Incredibilmente il sindaco Lea Savona era assente, lasciando la sua maggioranza a difendere posizioni indifendibili. Per la verità, alla fine del dibattito, gli otto consiglieri di maggioranza presenti in aula (Sorisi, Vintaloro, Di Miceli, Lupo, Scianni, Bruno, Provenzano e Macaluso) si sono astenuti, mentre i sette dell’opposizione (Siragusa, Gambino B., Gambino S., Piazza, Cardella, Paternostro e Schillaci) hanno votato a favore, ma per la legge dei numeri l’ordine del giorno non è stato approvato. La maggioranza, però, non ha scritto una bella pagina nella storia della lotta alla mafia. E nel centesimo anniversario dell’assassinio di Bernardino Verro, sindaco di Corleone, assassinato dalla mafia nel 1915, non è una bella notizia. GUARDA I DOC FOTOGRAFICI

Eppure i termini della questione, tutti documentati con note ufficiali dell’avvocato di fiducia del comune Stefano Siragusa e del sindaco Lea Savona, sono emersi abbastanza chiaramente nel dibattito consiliare. Non è stato un incidente la mancata costituzione di parte civile, ma una precisa scelta del legale, comunicata con nota dell’8 ottobre, condivisa dal sindaco e, a quel che scrive il primo cittadino nel comunicato stampa del 20 ottobre, letto in aula nella seduta dello stesso giorno, condiviso anche dalla giunta nella riunione del 9 ottobre. Perché questa scelta? Per quanto possa sembrare ridicola e incredibile, la motivano così: da colloqui ufficiosi tra l’avvocato e il giudice, pare che quest’ultimo abbia detto che non era certo della possibilità di potere ammettere come parte civile il comune di Corleone. Allora, per non correre il rischio di… non essere ammessi come parte civile, l’avvocato, il sindaco e la giunta hanno scelto di non presentare nemmeno l’istanza. Così hanno avuto la certezza. Incredibile, ma vero, come emerge dai documenti che pubblichiamo allegati a questo articolo.

Costituirsi parte civile non è un obbligo di legge, ma una scelta etica e politica. Sindaco e giunta di Corleone hanno scelto di non costiutuirsi, facendo oggettivamente, al di là ci auguriamo della loro stessa volontà, un grosso favore alla mafia e ai mafiosi coinvolti nel processo, che così avranno una parte in meno da fronteggiare. È normale? Riteniamo di no. Corleone sta tornando davvero indietro. C’è da essere preoccupati. (dp)  

   

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