martedì 22 maggio 2018

Grazie, Paolo Borrometi!

Paolo Borrometi e Dino Paternostro
DINO PATERNOSTRO
Voglio ringraziare Paolo Borrometi per le parole di stima che ha avuto nei miei confronti, ieri mattina, durante l’incontro avuto con gli studenti di Corleone. E per aver voluto dire - chiaro e forte - ai nostri giovani: «Basta mafia, siete voi Corleone». Gli avevo scritto una lettera aperta di benvenuto a Corleone. Adesso gli voglio dire che la stima sicuramente è reciproca. E che gli studenti di Corleone gli sono grati per la sua testimonianza e per i suoi incoraggiamenti. Meno male che questa nostra terra di Sicilia, così martoriata dalla mafia e dal malaffare, riesce ancora a “produrre” giovani forti eticamente e motivati professionalmente come Paolo, in un settore così importante della vita sociale e civile come l’informazione! Non vuole essere un eroe Paolo, l’ha detto chiaramente ieri. Certo che non lo deve essere: gli eroi si ammirano, ma poi – proprio perché sono eccezionali e irraggiungibili – vengono lasciati soli e al loro destino. Paolo dev’essere uno di noi. Uno che ha paura dei mafiosi, ma ha anche tanta dignità. Come tanti di noi. Uno che teme per la sua incolumità, ma che vuole potersi continuare a guardare allo specchio. Come tanti di noi. Giovani come Paolo fanno parte di quell’esercito di cui ha bisogno la Sicilia (ma anche l’intero nostro Paese) per battere mafia e malaffare. Grazie, Paolo, per essere stato con i giovani di Corleone ieri. Grazie delle tue parole e… della tua amicizia. (dp)


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