sabato 30 settembre 2017

Il viaggio nella Grecia antica di Sebastiano Tusa e Carlo Ruta alla Fondazione Whitaker di Palermo

Un altro significativo appuntamento alla Fondazione Whitaker, presso la Villa Malfitano a Palermo, lunedì 2 ottobre alle ore 18,00. L’archeologo e soprintendente del Mare Sebastiano Tusa e il saggista e studioso del mondo mediterraneo Carlo Ruta presentano il loro libro Viaggio nella Grecia antica, da Oriente a Occidente, uscito da poco per le Edizioni di Storia. Introduce Paolo Matthiae, presidente della Fondazione Whitaker e docente di Archeologia alla Sapienza di Roma. Coordinano il dibattito gli archeologi della Soprintendenza del Mare Roberto La Rocca e Francesca Oliveri. Relatore, Nunzio Allegro, docente di Archeologia classica all’Università di Palermo. Concludono gli autori del libro Sebastiano Tusa e Carlo Ruta. Organizzano la Fondazione Whitaker e la Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia. Ancora un viaggio in forma di dialogo, in cui l’approccio storiografico alle fonti scritte e quello dell’investigazione archeologica, che dà voce ai resti materiali del passato, appaiono strettamente connessi, fino quasi a fondersi, seguendo piste anche inconsuete.

Si tratta del Viaggio nella Grecia antica da Oriente a Occidente di Carlo Ruta e Sebastiano Tusa: un libro agile ed essenziale, arricchito da oltre ottanta immagini in bianco e nero, appena uscito per le Edizioni di storia e studi sociali. Un percorso, quello dei due studiosi, inaugurato già da un Viaggio tra Mediterraneo e storia e destinato a continuare, con ulteriori tappe, per illustrare aspetti e vicende del passato, soprattutto mediterraneo, che possano contribuire alla crescita della conoscenza diffusa e, in particolare, a trarre dalla storia lezioni utili per l’oggi.
In questo viaggio-dialogo vengono scandagliati momenti emblematici del mondo greco, seguendo alcuni percorsi-chiave, a partire dagli scambi materiali e immateriali dell’Ellade con altri paesi. L’attenzione degli autori è attratta, in particolare, dai contagi culturali, artistici, tecnici e scientifici che in qualche modo hanno aiutato l’uomo greco a edificare, lungo tutto il perimetro del Mediterraneo, i modelli di civiltà che avrebbero innervato la storia dell’Occidente. Europa e Asia non vengono rappresentate perciò come mondi verticalmente divisi e antagonisti per definizione, ma come due continenti vicini e comunicanti: certamente divisi da conflitti temporanei, anche devastanti, ma legati, in profondità, da relazioni e tradizioni millenarie. E con questo atteggiamento viene perlustrato il mito greco, che, come spiegano Ruta e Tusa, non manca di relazioni con le teogonie orientali, elaborate tuttavia dall’Ellade con estro e originalità. I miti di Europa, di Ade e Persefone, delle Dee Madri e dei mostri che opprimono la terra, contro cui insorgono eroi come Ercole, Teseo, Giasone, Ulisse e tutti gli altri, appaiono al riguardo molto istruttivi.

Gli autori arrivano infine allo snodo della decadenza delle poleis greche, focalizzando lo stato di sofferenza, lenta e irreversibile, della democrazia ateniese, che in apertura del IV secolo a.C. arriva a deliberare addirittura, con il voto dell’assemblea popolare, l’assassinio di Socrate, uno dei più grandi pensatori del mondo antico. E anche se non dichiarato, si avverte in questo passaggio un richiamo all’oggi, ai pericoli che incombono sul nostro tempo. L’esito complessivo è allora quello di un reportage storico, che intende suggerire percorsi utili, di «autocoscienza» se si vuole, per riflettere sulle proprie origini e sul presente.

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