mercoledì 1 luglio 2015

I senza casa di Palermo 'bastonati' nel nome del principe di Palagonia

Sono i paradossi di una città senza memoria e senza morale. A questo nobile dei primi dell'800, passato alla storia per avere aiutato i deboli, è intestata un'opera pia occupata in parte da famiglie povere. Ma il giovane avvocato che l'amministra ha deciso di usare le maniere forti contro chi non si può difendere. E per Nino Rocca, che ha denunciato il paradosso con un articolo, adesso è arrivata la querela per diffamazione del giovane avvocato…

Circa un anno fa' un gruppo di famiglie senza casa, non avendo alcuna risposta dall'amministrazione comunale, decidono autonomamente di occupare i locali abbandonati da anni siti in Via Maqueda 334, gli stessi sono di proprietà dell'Opera Pia Principe di Palagonia. A seguito di tale occupazione Nino Rocca, attivista del Comitato di lotta per la casa 12 Luglio, scrive l'articolo che leggete sotto.
IL 29/06/2015 Nino Rocca viene invitato dal Marasciallo della Caserma Carini e gli viene comunicato di essere stato denunciato dall'Avvocato Cataliotti per averlo diffamato, i Carabinieri informano Nino che stanno eseguendo le dovute indagini e successivamente Nino Rocca, con il supporto di un Avvocato,  deciderà quale forma difensiva mettere in atto.
"QUALCUNO calpesta la memoria del principe di Palagonia. E a farlo non sono certo le dodici famiglie di senza casa che da tre mesi occupano il primo piano, vuoto da anni, dell'Istituto di via Maqueda, dell'ex opera Pia "Corrado Lancia di Brolo".
Quelle famiglie, dopo essersi rivolte all'assessorato alla casa, non ricevendo alcuna risposta, hanno deciso di occupare il primo piano di una Ipab (Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza). Ma la risposta del giovane presidente del consiglio di amministrazione di quella Ipab, l'avvocato Cataliotti Lucantonino del Grano, nominato nel settembre del 2013, non si è fatta attendere, con la denuncia degli occupanti e la richiesta di sgombero.
Il tutto nonostante il sindaco di Palermo, da cui dipende la nomina di due consiglieri della Ipab, abbia chiesto, due mesi fa, la requisizione delle Opere Pie che risultassero disponibili per accogliere i senza casa.
Ma ciò che è ancora di più paradossale è il fatto che l'Opera Pia di cui Cataliotti è presidente nominato dall'assessore agli enti locali, era di Francesco Paolo Gravina principe di Palagonia, il cui ritratto campeggia al municipio di Palermo, tra le immagini dei sindaci dal passato più glorioso.
Francesco Paolo Gravina, infatti, aveva dedicato la sua vita, all'inizio dell'800, ai più poveri, alle famiglie senza casa. Il principe di Palagonia, in occasione del colera del 1823 che aveva seminato vittime tra i più poveri e soprattutto tra coloro che non avevano un tetto sopra la testa, aveva accolto, con l'aiuto delle suore della Carità, all'Albergo delle povere, più di mille tra uomini, donne e bambini. Francesco Paolo Gravina in qualità di pretore di Palermo e di presidente della commissione centrale della Sanità, tentò non solo di trovare una soluzione al terribile problema dei senza casa, ma sollecitò le autorità cittadine a provvedere alla pulizia della città, onde evitare o diminuire i terribili effetti del devastante colera. A questo servivano le opere pie fondate dal principe che aveva offerto tutti i suoi beni e la sua stessa vita a favore dei poveri. Tutto ciò, per il consiglio di amministrazione dell'Opera pia e per il suo presidente non ha alcun valore.
Ora, pur considerando l'evoluzione subita dalle Opere pie dalla legge Rattazzi del 3 Agosto del 1862 che requisiva le stesse ponendole sotto il controllo dello Stato, sino alla legislazione successivamente modificata dal 1945 al 2011, che rendeva più autonome le stesse istituzioni, ma sotto il controllo, tuttavia, della Regione e del Comune, c'è da chiedersi in che modo le Ipab intendano salvaguardare le finalità statuarie per le quali sono nate. Sembrerebbe che l'amministrazione di alcune Ipab sia attenta solo ai canoni di una impresa sociale da rendere produttiva per l'autofinanziamento dei suoi impiegati e dello stesso Consiglio.
In altre parole alcune di esse, somigliano sempre più ad un contenitore autoreferenziale utile solo a pagare gli stipendi o il gettone di presenza, a coloro che sono beneficiati dai potenti di turno, secondo le logiche di potere dei tanti sottogoverni amministrati dalla Regione e dal Comune."
Scrive Sergio Di Vita su Facebook:
io proporrei intanto di attendere l'esito delle indagini preliminari: può darsi che si approdi a un non luogo a procedere. E poi:
- nelle more delle indagini preliminari, invitiamo Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo, a esprimersi pubblicamente - se vuole - sulla vicenda, dato che fu lui stesso a sfiduciare il suddetto avvocato in merito al suo incarico di presidenza all'IPAB proprio in seguito ai fatti denunciati da Nino nell'articolo incriminato;
- prima o dopo l'esito delle indagini preliminari, potremmo organizzare una azione nonviolenta di massa, ovvero una autodenuncia collettiva e pubblica, sottoscrivendo l'articolo in questione, e chiedendo formalmente e con ampia diffusione mediatica all'avvocato Cataliotti Del Grano di denunciare anche noi, per favore.

1 commento:

Anonimo ha detto...

l'ipab principe di palagonia ospita una rsa e i componenti cda e il suo presidente Cataliotti la gestivano senza gettoni o compensi a titolo gratuito per spirito di servizio e perchè il sindaco orlando sapeva dell'0nestà degli individuati che hanno accettato l'incarico per il bene della città. Se poi fa più notizia dare case e smantellare le ipab ad ogni costo, ecco che allora devono sgombrare le vecchiette della rsa e lasciare a casa i dipendenti e questo non fa notizia. sicuramente il cda e il suo presidente hanno salvaguardato il compito affidatogli e applicato la legge sulla occupazione abusiva. avere incarichi gratuiti ed essere umiliati....che brutto modo di fare politia.... ma.... viva palermo e santa rosalia.
perricone domenica rita