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lunedì 20 aprile 2015

GIORNALISTI UCCISI E MINACCIATI. I TEMI DELLA GIORNATA DI FIRENZE

di Alberto Spampinato
La Giornata della Memoria dell’UNCI si svolgerà venerdì 8 maggio alla Regione Toscana con familiari e rappresentanti della categoria. Prevenzione e protezioneL’ottava “Giornata della memoria dei giornalisti uccisi da mafie e terrorismo”, promossa dall’Unione Nazionale Cronisti Italiani, dedicata anche ai problemi dei giornalisti che subiscono minacce e abusi a causa del loro lavoro, quest’anno sarà celebrata a Firenze, venerdì 8 maggio, alle ore 15, nella sede del Consiglio Regionale della Toscana, nella Sala del Gonfalone di Palazzo Panciatichi, in via Cavour 4, con un convegno pubblico al quale interverranno familiari delle vittime e rappresentanti del mondo giornalistico. La cerimonia si svolge ogni anno in una città diversa nella ricorrenza della Giornata per la libertà dell’informazione indetta dall’Onu e celebrata dall’Unesco il 3 maggio di ogni anno. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha concesso l’Alto Patronato. Nel 2014 la Giornata è stata celebrata a Cagliari.

La manifestazione ricorda i 28 giornalisti italiani uccisi mentre erano impegnati a informare i cittadini su vicende di mafia e terrorismo, su fatti controversi, su verità scomode su cui gravava una cortina di silenzio. Undici sono stati uccisi in Italia, 17 sono morti all’estero nell’adempimento del loro lavoro. La storia di ognuno di loro (leggi i loro nomi) e di coloro che sono stati aggrediti e hanno riportato ferite a causa del loro lavoro durante gli anni del terrorismo è raccontata nel ‘Libro della memoria’ realizzato nel 2008 dall’Unione Nazionale Cronisti Italiani scaricabile gratuitamente a questo link.
Questi giornalisti erano impegnati a scoprire vicende importanti che altri volevano fossero taciute e a riferirle ai cittadini, con immagini e parole. Ognuno di loro ha accettato, come si richiede a ogni cronista, il rischio di osservare i fatti direttamente e da vicino, ogni volta che è necessario per consentire ai cittadini di partecipare consapevolmente alla vita pubblica. Lo hanno fatto anche se ciò comportava un evidente pericolo.
L’ATTUALITÀ DEL PROBLEMA – Anche oggi questo rischio è intimamente connesso al giornalismo di cronaca. Ai nostri giorni, migliaia di cronisti, in tutta Italia, subiscono intimidazioni, minacce, ritorsioni, abusi ( Leggi i loro nomi ). Molti subiscono le querele false e pretestuose di chi vuole semplicemente intimidirli. Alcuni di loro, almeno 15, a causa delle minacce di morte, vivono sotto scorta, protetti dalle forze dell’ordine. Ossigeno per l’informazione segue le loro vicende e le racconta, li assiste, promuove la solidarietà nei loro confronti, che in generale è scarsa e ciò li indebolisce.
MISURE DI PROTEZIONE – Da anni Ossigeno analizza le cause delle minacce e indica alcune misure evidenti che dovrebbero essere adottare dalle istituzioni, dalla politica, dai legislatori, dalle redazioni dei giornali, dagli editori, per assicurare maggiore protezione a chi fa la cronaca delle vicende più scomode e controverse: fatti di mafia, di criminalità politica e di corruzione; affari sporchi, scandali, comportamenti poco chiari del potere. Purtroppo queste misure non vengono ancora adottate, non si fa ababstanza prevenzione, si lasciano soli molti cronisti, si lascia a ciascuno di loro il peso di affrontare le situazioni difficili, di decidere di fronte a quali rischi, l’autocensura sia una misura di prevenzione accettabile e non invece una rinuncia ai doveri deontologici del giornalista. Scelte difficili. Nel silenzio generale ognuno fa ciò che ritiene giusto e il silenzio copre anche scelte sbagliate. Anche i direttori dei giornali inventano caso per caso le regole da seguire quando un loro giornalista è minacciato. Si spera che le celebrazioni della Giornata della memoria servano a fare passi avanti.
Nel 2012 e nel 2014 Ossigeno ha formulato alla Commissione Parlamentare Antimafia una serie di proposte che potrebbero essere la base di un confronto sulle scelte da fare. Non a caso la Giornata si celebra per ricordare anche i giornalisti minacciati e i loro problemi, la necessità di sostenere attivamente tutti coloro che subiscono intimidazioni, minacce, abusi a causa dell’attività che svolgono nell’interesse pubblico, per informare i cittadini sui fatti di rilevente interesse.
IL PROGRAMMA – La manifestazione di Firenze è stata organizzata dal gruppo dei Cronisti toscani, insieme con l’Associazione Stampa e l’Ordine dei giornalisti della Toscana. Peenderanno la parola: Alberto Monaci, Presidente del Consiglio Regionale della Toscana, Santo Della Volpe e Raffaele Lorusso Presidente e Segretario generale della Fnsi, Enzo Jacopino, Presidente dell’Ordine dei giornalisti, Paolo Ciampi e Sandro Bennucci, Presidente dell’Ordine della Toscana e Vicepresidente dell’Associazione stampa, Paola Fichera  e Guido Columba, Presidenti del Gruppo cronisti toscani e dell’Unci.
I giornalisti caduti o feriti nel compimento del loro dovere professionale saranno ricordati attraverso testimonianze di familiari e colleghi che li hanno conosciuti. Tra essi Alberto Spampinato, direttore di Ossigeno per l’informazione, giornalista, fratello di Giovanni Spampinato, ucciso nel 1972 a Ragusa.
Dopo la celebrazione avranno inizio i lavori del XIX Congresso dell’Unci.

20 aprile 2015   07:31 

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