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lunedì 23 marzo 2015

Finite le 29 giornate, sospesi i trattoristi dell’Esa mentre nei paesi è ancora emergenza per il dopo alluvioni

Un trattorista Esa al lavoro per ripristinare
il transito in una stradella di campagna
I sindacati convocati giovedì al Dipartimento agricoltura. La Flai chiede un piano di utilizzo del personale per far fronte alle opere di ripristino, dopo le alluvioni che in  provincia di Palermo hanno interessato in questo mese comuni rimasti isolati come Bisacquino, Campofiorito e Corleone, o danneggiati da allagamenti  come Misilmeri e Vicari.    
Palermo 23 marzo 2015- Da venerdì i 465 trattoristi stagionali dell’Esa, allo scadere  delle loro 29 giornate, le uniche finora concordate per il 2015, non vengono più utilizzati.  Sono stati “sospesi” dal lavoro proprio mentre erano  nel pieno dell’opera di ripristino dei danni nelle zone colpite dal maltempo. Hanno dovuto lasciare le postazioni nei paesi dove il loro intervento è stato necessario per liberare case coperte dai terreni franati e strade inagibili, per ripulire corsi d’acqua, togliere alberi caduti.
Opere di ripristino che in  provincia di Palermo hanno interessato in questo mese i  comuni rimasti isolati come Bisacquino, Campofiorito e Corleone, o danneggiati da allagamenti  come Misilmeri e Vicari. “Il paradosso è questo:  siamo in emergenza, i danni al territorio sono ancora evidenti. E la Regione interrompe il lavoro dei trattoristi, gli unici con le loro professionalità specifiche a poter guidare ruspe, pale meccaniche e escavatori,   perché  la Finanziaria non procede  - dichiara il segretario della Flai Cgil di Palermo Tonino Russo – Il rischio è che fino a metà maggio i trattoristi non potranno essere impiegati. A che serve una struttura come l’Esa, con 400 impiegati di ruolo e 30 ingegneri, se gli stagionali su cui l’ente ruota per mettere  in pratica il lavoro progettato stanno fermi  e al loro posto si ricorre  alle ditte private con gare d’urgenza,  a un costo dieci volte superiore?”.   
      La Flai Cgil ricorda che la giunta regionale il 7 novembre ha approvato  la delibera numero 330  in cui, per l’attività di  prevenzione dal rischio idrogeologico sul territorio,  si incarica  il Dipartimento all’Agricoltura a intervenire con il personale forestale, dell’Esa e dei consorzi di bonifica, “ognuno per le proprie competenze”. “Il presidente della Regione è stato nominato commissario   straordinario per il dissesto idrogeologico: come mai non ha trovato le risorse per dare corso alla delibera? Perché non è stato redatto un piano di utilizzo del personale? Per i forestali  sono a disposizione i  fondi Pac per il dissesto: potrebbero essere utilizzati in sinergia con i trattoristi dell’Esa - aggiunge Tonino Russo -  Anche il  governo Renzi ha attribuito a ogni regione delle somme per mettere in sicurezza i territori. Quanto è stato dato alla Sicilia? Il presidente trovi delle soluzioni per intervenire”.  
     Questi gli interrogativi che saranno  posti  in un incontro convocato per giovedì dal capo di gabinetto dell’Agricoltura Antonio Parrinello con le sigle sindacali. “Da anni chiediamo di poter utilizzare i mezzi meccanici delle aziende confiscate alla mafia, che continuano a stare nei garage inutilizzati. E chiediamo che i commissari delle ex Province utilizzino il nostro lavoro a salvaguardia dei territori – aggiunge  Luigi Lupo, delegato della Fali Cgil all’Esa – Per un mese abbiamo aiutato i Comuni nella sistemazione di  strade poderali e zone rese inaccessibili per la pioggia,  pulito torrenti e fiumi, liberato case allagate, con i mobili che galleggiavano nell’acqua.  Per i Comuni è stato tutto a costo zero. La prevenzione deve essere fatta, se non vogliamo che ogni anno si ripeta un nuovo disastro”.  

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