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lunedì 9 febbraio 2015

PALERMO. Blitz antimafia: 27 arresti, in cella consigliere comunale

Pino Faraone
Le misure cautelari, chieste dai pm Teresi, Luise, Picozzi, Scaletta e Del Bene raggiungono ventisette persone con le accuse di associazione mafiosa, estorsioni e rapine. In manette finisce anche un politico, Pino Faraone, del Megafono, ex assessore provinciale e candidato alle regionali con la lista di Rosario Crocetta. Avrebbe fatto da intermediario per la messa a posto in un cantiere dove il cartello di Libero Futuro era soltanto di facciata
Un’operazione antimafia contro clan palermitani e’ stata portata a termine la notte scorsa dal nucleo investigativo dei Carabinieri, dalla squadra mobile della Questura di Palermo e dal Nucleo speciale di Polizia valutaria. In cella, per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, e’ finito anche un consigliere del comune di Palermo. Le misure cautelari, chieste dai pm Teresi, Luise, Picozzi, Scaletta e Del Bene raggiungono ventisette persone con le accuse di associazione mafiosa, estorsioni e rapine. In manette finisce anche un politico, Pino Faraone, consigliere comunale a Palermo del Megafono, ex assessore provinciale e candidato alle regionali con la lista di Rosario Crocetta. Avrebbe fatto da intermediario per la messa a posto in un cantiere dove il cartello di Libero Futuro era soltanto di facciata.
I particolari dell’operazione verranno resi noti durante una conferenza stampa che si terra’ alle 12 nella palazzina M della Procura di Palermo. Numerose le vittime – dicono gli investigatori – che, superando ‘il muro dell’omerta’‘, hanno ammesso di essere state costrette a pagare ‘il pizzo’.  Il blitz sarebbe scattato in seguito alle denunce di 14 imprenditori e commercianti che, convocati dagli inquirenti l’estate scorsa, avrebbero ammesso di pagare il pizzo e avrebbero riconosciuto gli estorsori e gli uomini del racket. Fra questi c’era anche Faraone, avrebbe avvicinato un imprenditore che si occupa di forniture elettriche. Altri esattori del clan di San Lorenzo avrebbero taglieggiato una nota concessionaria Honda di Palermo, la ditta che si occupa della pulizia allo stadio e l’ impresa che stava ristrutturando un palazzo per conto della Curia.
L’indagine e’ il frutto di sviluppi investigativi del primo segmento dell’operazione “Apocalisse”, che il 23 giugno scorso aveva portato a 95 arresti, con la scoperta dei capi e degli affiliati dei mandamenti di Tommaso Natale e di San Lorenzo. Tra i boss arrestati allora, Girolamo Biondino, fratello di Salvatore, autista di Toto’ Riina, e Vito Galatolo. Quest’ultimo si era subito pentito e aveva iniziato a collaborare con gli inquirenti. E’ lui che ha parlato del progetto di attentato contro Nino Di Matteo, uno dei Pm del processo per la trattativa Stato-mafia.
Pino Faraone, 69 anni, ex assessore alla Provincia di Palermo – tra il 2008 e il 2010 aveva la delega ai Beni culturali, polizia provinciale e controlli ambientali – oggi è consigliere comunale di Palazzo delle Aquile. Eletto nel 2012 nella lista Amo Palermo con 896 voti, è poi transitato nel gruppo Megafono-Drs. Nello stesso anno Faraone tentò anche la corsa all’Ars nella lista di Rosario Crocetta. Fu il primo dei non eletti con 2085 preferenze.
Deputato all’Ars lo fu per pochi mesi, dal novembre 2001 al gennaio 2002. Subentrato a Gaspare Vitrano, eletto come lui nella Margherita, che fu accusato di avere presentato una falsa richiesta di aspettativa dal lavoro per motivi politici per evitare l’ineleggibilità. Vitrano fu condannato in primo grado e assolto in appello. E Faraone fu costretto a fare le valigie.

L’Ora quotidiano, 9 febbraio 2015

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