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giovedì 27 novembre 2014

Sciopero contro il governo Renzi, corteo e comizio di Landini: "In Sicilia emergenza disoccupazione"

La manifestazione della Fiom a Palermo
Il leader nazionale della Fiom alla manifesta- zione delle tute blu. In primo piano il no alle politiche economiche e alla riforma del mercato del lavoro proposte dall'esecutivo. In strada anche gli studenti
"Dalla Sicilia vogliamo dire che le politiche che il governo sta facendo sono sbagliate, non solo perché rendono facili i licenziamenti cancellano lo Statuto dei lavoratori, ma perché il governo non ha alcuna idea di sviluppo e di nuovo modello di sviluppo". Così il leader della Fiom Maurizio Landini, a Palermo per lo sciopero nazionale dei metalmeccanici, in corso anche a Napoli, Cagliari e Milano. "Vogliamo dare voce ai problemi dei metalmeccanici in Sicilia ma che vive tutta la Sicilia. Siamo in una delle terre dove i livelli di disoccupazione sono i più alti, siamo di fronte a un vero e proprio processo di deindustrializzazione che colpisce il Sud".


I metalmeccanici della Fiom Cgil sono scesi in piazza a Palermo, per la quarta manifestazione nazionale, guidati dal leader Maurizio Landini. Raduno in piazza Croci e poi corteo (il via poco dopo le 9,30) fino a piazza Verdi per il comizio di Landini preceduto da Roberto Mastrosimone, segretario della Fiom Sicilia, e Michele Pagliaro, segretario della Cgil regionale. 

Dopo Milano, Napoli e Cagliari, la mobilitazione delle tute blu si svolge nell'ambito dello sciopero generale del settore contro le politiche economiche e la riforma del mercato del lavoro del governo Renzi.

La manifestazione di Palermo mette ancora una volta in luce la difficile situazione dei lavoratori coinvolti nella vertenza della Keller, che sabato licenzierà 190 dipendenti, e quella dell'ex Fiat di Termini Imerese dove un migliaio di operai, se non si trovano soluzioni, perderanno il lavoro a fine anno. Negli ultimi anni a Palermo si sono persi 2.500 posti di lavoro e le aziende in difficoltà sono 175. Grosse realtà produttive sono prossime alla chiusura. Al corteo della Fiom se ne sono aggiunti altri organizzati dagli studenti.

Gli operai del Cantieri navale dai cancelli dello stabilimento si sono mossi in corteo verso piazza Croci. Presenti, come detto, anche gli operai della Fiat e quelli dell'Ansaldo Breda, in cassa integrazione fino a fine anno; quelli della fallita Keller che tra qualche giorno saranno licenziati. E ancora: i metalmeccanici del petrolchimico di Gela, gli operai della St Microelectronics di Catania, gli operatori dei call center Accenture, in mobilità.

Arrivati pullman da altre province della Sicilia. Migliaia di persone si sono radunate in piazza per dire no al Jobs Act di Matteo Renzi perché "togliere i diritti, significa solo lavoratori più precari non più occupazione. Siamo qui - dice il segretario regionale della Cgil Michele Pagliaro - per sottolineare che la crisi c'è e non si sta facendo nulla, la politica economica di questo paese chiede ai soliti noti e cioè ai lavoratori di pagare il prezzo".

Gli fa eco il leader regionale della Fiom, Roberto
 Mastrosimone, che nel passare in rassegna le annose vertenze dei metalmeccanici siciliani - fabbriche chiuse da tempo e operai in cassa integrazione - ha sottolineato che l'accordo sul petrolchimico di Gela "è tutto da verificare". Mastrosimone non ha risparmiato frecciate al governatore siciliano Rosario Crocetta: "Piuttosto che di rimpasti e rimpastini, si occupi delle questioni del lavoro e dello sviluppo. Non c'è più tempo da perdere".

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