lunedì 17 novembre 2014

L’EUROPA DI JUNCKER E LA SICILIA DI MATTEO MESSINA DENARO

Jean-Claude-Juncker
di NICOLA CIPOLLA
L’Espresso del 20 novembre 2014, continuando la pubblicazione di notizie sullo scandalo Juncker, arriva finalmente anche in Sicilia. Il fondo australiano Babcock & Brown, uno dei principali protagonisti dello scandalo, operava attraverso una omonima srl italiana. Sull’azione di questa c’è in corso un processo al tribunale di Milano e tra gli imputati spicca l’imprenditore trapanese Vito Nicastri, l’ex re dell’eolico, che nel 2012 si era visto sequestrate dall’antimafia beni per un miliardo e  mezzo di euro (successivamente più di un altro miliardo è stato sequestrato ai congiunti del Nicastri), come prestanome del boss Matteo Messina Denaro, l’ultimo stragista  latitante di cosa nostra. E fin qui siamo d’accordo con L’Espresso che però continua: “naturalmente non c’è alcuna prova che i grandi investitori esteri”  (che hanno acquistato dal Nicastri  le concessioni  delle energie rinnovabili) “sapessero o sospettassero di avere a che fare con partner italiani poco raccomandabili”. E no!!
Possibile che una multinazionale come B&B che ha interessi per centinaia di miliardi di dollari in tutto il mondo non sapesse quello che tutti i cittadini di Alcamo  e della provincia di Trapani sapevano cioè dei rapporti tra Nicastri e Messina Denaro?
Nel migliore dei casi si tratterebbe, in base all’articolo 712  del codice penale, di “incauto acquisto”. Ma l’ex capomastro Nicastri non aveva le capacità tecniche di individuare i siti più opportuni per l’installazione delle pale eoliche o dei pannelli solari  per cui è da pensare che prima della presentazione della domanda da parte del Nicastri agli assessorati  regionali competenti (e complici, siamo all’epoca delle presidenze Cuffaro  e Lombardo) egli  avesse avuto un rapporto con B&B.
In questo caso si tratterebbe non più di “incauto acquisto” ma addirittura  di “concorso” a norma della legge Rognoni-La Torre.

Sarebbe opportuno sentire in proposito le magistrature competenti e le Commissioni Antimafia regionale, nazionale ed europea.
In ogni caso l’accostamento, però, del Lussemburgo di Juncker con le concessioni miliardarie di Messina Denaro mostra la necessità di sostituire questa Europa con “Un’Altra Europa”.
Nicola Cipolla

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