lunedì 23 marzo 2009

XIV Giornata della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime di mafia. I volti puliti degli studenti corleonesi a Napoli

Nell’immaginario collettivo, grazie alla faticosa riscoperta della “memoria” degli ultimi anni, sono cominciati a riaffiorare i volti e le storie di dirigenti contadini come Bernardino Verro e Placido Rizzotto, di braccianti poveri come Luciano Nicoletti, di medici del popolo come Andrea Orlando, di amministratori onesti come Giovanni Zangara e del piccolo pastore Giuseppe Letizia, tutti barbaramente assassinati dalla feroce mafia del feudo. E allora Corleone ha riscoperto le sue radici antimafiose, che sono antiche quanto quelle della mafia. Dieci anni fa, questo processo di rinascita civile raggiunse l’acme con la IV “Giornata della Memoria e dell’Impegno” in ricordo di tutte le vittime innocenti di mafia, celebrata proprio qui, a Corleone, alla presenza dell’allora Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Ed è bello ricordare che oggi, dieci anni dopo, una consistente delegazione di studenti del Liceo (allora appena bambini delle elementari), insieme ai loro professori, si sono recati a Napoli, alla XIV “Giornata della Memoria e dell’Impegno”. Significativamente, hanno aderito a “”Libera” (nei mesi scorsi avevano pure aderito ad “Addio Pizzo”) e si sono imbarcati (a spese loro) sulla nave speciale Palermo-Napoli. “Abbiamo incontrato – ci raccontano contenti – studenti napoletani che avevano adottato il nostro Bernardino Verro”. A “Libera” ha aderito anche la Camera del lavoro di Corleone, intestata a Placido Rizzotto, impegnata a promuovere l’antimafia sociale con le coop che lavorano sui terreni confiscati, con gli studenti, con altre organizzazioni come l’Arci. È stata un’altra giornata di festa e di impegno quella del 21 marzo. Ma anche di dolore per i tanti, i troppi morti di mafia, che sono morti “perché noi non siamo stati abbastanza vivi”. Sono state ricordate le nostre vittime innocenti di mafia, abbiamo detto “grazie” per aver sacrificato la loro vita per la libertà, la giustizia sociale e la democrazia in Sicilia. Nel loro nome e nel nome di tutte le altre vittime innocenti abbiamo rinnovato l’impegno di contrastare mafie e malaffare e di provare a costruire una società migliore.

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