martedì 24 marzo 2009

Montalbano è allibito: le «mele marce» di Genova e i precedenti di Bolzaneto


di SAVERIO LODATO
e ANDREA CAMILLERI
Camilleri, alle notizie di Genova, Montalbano sarà rimasto di sasso: scoperta una banda di 25 poliziotti dedita a cocaina, bische clandestine, festini con prostitute. Agghiaccianti le telefonate fra i Rambo di cartapesta: «Voglio fare una rissa della Madonna, finisce che ammazzo tutti»; «Sei dei tanti che consumano droga, sei nella norma». Di un neofita, un veterano dice: «Non vorrei che finisse lì, e poi ci tocca buttarlo nella spazzatura». Della storia i giornali hanno parlato un giorno solo. In fondo, sono italiani come noi.

Montalbano, caro Lodato, è allibito e nauseato. E vorrebbe rivolgere qualche domanda a chi di ragione. La prima è per il Questore di Genova che ha dichiarato, a stare al Corriere della Sera, che si tratta di «poche mele marce». Sappiamo che è consuetudine delle Questure il ridurre sempre a un terzo i partecipanti a una manifestazione a esse non gradita. A logica di Questura, dunque, i poliziotti dovrebbero essere molti di più che 25. Ma anche restando a questo numero, non pare al signor Questore che 25 mele marce siano un po’ troppe? Ne basta una sola in un cesto per infettare tutte le altre. Il contadino lo sa e si affretta a gettarle via. Come mai alla Questura di Genova nessuno si è accorto di quello che stava succedendo? E pare che uno degli arrestati avesse subito una condanna a 3 anni e 2 mesi per avere massacrato a Bolzaneto la mano di un no global. Lo stesso agente, nel 2007, era stato indagato perché accusato di avere violentato con alcuni suoi colleghi tre prostitute straniere proprio nei locali della Questura genovese. Ecco le altre domande: come mai un tipo simile ha potuto continuare a vestire la divisa della polizia? Anche allo spirito di corpo c’è un limite, passato il quale, lo spirito di corpo diventa complicità.


L'Unità, 24.3.09

Nessun commento: