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domenica, dicembre 04, 2022

In Elly Schlein si rispecchia l'identità perduta del Pd

Elly Schlein

MARCO DAMILANO

Le parole-chiave con cui Elly Schlein si è candidata ieri alla segreteria del Pd tra commozione, emozioni, Bella ciao , sono identità e pluralismo. «Non siamo qui per una resa dei conti identitaria, vogliamo salvaguardare il pluralismo perché il Pd non è un partito personale, ma senza più rinunciare ad avere una idea chiara sulle questioni. Tutte le culture politiche del Pd sono di fronte alla stessa sfida: come cambiare il modello di sviluppo neoliberista che si è rivelato insostenibile».

Identità e pluralismo compongono l'ossimoro su cui si è fondato il Partito democratico fin dall'inizio, controvento rispetto a un mondo e a una politica italiana che andava nella direzione opposta. I partiti personali e monoculturali, la cultura del leader, s'intende, che si sentiva libero di cambiarla a suo piacimento, a condizione che l'intendenza seguisse senza obiettare. Così fece Matteo Salvini con il passaggio dalla Padania allo slogan Prima l'Italia, che oggi gli rimprovera il giro del vecchio capo Umberto Bossi , così si sono mossi i notabili del Movimento 5 stelle chiamati a spostare la piattaforma Rousseau dal Conte uno al Conte due fino a Mario Draghi . O tutti insieme o i dissidenti fuori.

Non c'è solo la Juventus. La serie A è una bolla contabile


Giorgio Meletti

Non c'è solo la Juventus La serie A è una bolla contabile

L'inchiesta sulle cosiddette plusvalenze e sui falsi in bilancio della Juventus, di cui questo articolo non si occuperà, rivela due strani fenomeni che rendono ormai surreale il grande show business del calcio. Il primo è che il tifoso medio è costretto a diventare esperto di bilanci e finanza per seguire le sorti della squadra del cuore. Il secondo è che i tifosi, diventati commercialisti all'università dei social come prima erano diventati immunologi, astrofisici e climatologi, leggono bilanci, atti giudiziari e ispezioni Consob con la lente della passione calcistica.

Tutto il nero della Juventus per pagare i super procuratori

Andrea Agnelli

Giovanni Tizian Nello Trocchia

Nell'inchiesta sulla Juventus e sulle plusvalenze fittizie inseriti nei bilanci, c'è molto nero e poco bianco. I soldi in nero, per esempio, sono quelli per i procuratori dei calciatori dei campioni della squadra più titolata d'Italia. Un filone sul quale, emerge dagli atti della procura di Torino, sono in corso accertamenti. 

Ma che nei documenti letti da Domani occupano un intero capitolo dell'informativa della guardia di Finanza che sta conducendo l'indagine, che nasce per verificare se i profitti sulle cessioni di numerosi giocatori fossero reali o artificiali per sistemare i rendiconti della società degli Agnelli, controllata dalla holding degli Elkann, Exor, con sede in Olanda e quotata in borsa.

L'Africa conquista il calcio a partire dai suoi allenatori


di Alex Cizmic

Tutte le nazionali africane si sono presentate al mondiale con tecnici originari del continente. È la prima volta

Per la prima volta da quando all'Africa è assegnato più di un posto tra le partecipanti al mondiale, tutte le nazionali africane qualificate si sono presentate ai nastri di partenza con tecnici originari del continente. C'è di più: ognuno di questi allenatori siede sulla panchina della nazionale del proprio paese di origine o del paese di origine dei propri genitori.

Wojtyla sapeva degli abusi sessuali quando era arcivescovo di Cracovia


di Francesco Peloso

Le ultime rivelazioni smentiscono un argomento chiave dei difensori di Wojtlya, cioè il fatto che non fosse a conoscenza della portata reale del fenomeno

Karol Wojtyla, negli anni in cui fu arcivescovo di Cracovia, fra il 1964 e il 1978, venne a conoscenza di casi di abuso sessuale su minori commessi da preti polacchi e anzi contribuì al loro insabbiamento? Secondo le rivelazioni del giornalista olandese Ekke Overbeek che vive in Polonia e ha passato gli ultimi anni a indagare negli archivi dei servizi segreti dell'epoca comunista, la risposta è affermativa.

Sicilia, università e cattedre al tempo degli Alleati


Adelfio Elio Cardinale

Il 22 luglio 1943 Anthony Nicotra, tenente dell’esercito americano, entrò a Palermo, senza che ci fosse bisogno di un colpo d’arma da fuoco. La capitale dell’Isola, da quel momento, era libera. Lo sbarco degli alleati nell’Isola - in codice «Operazione Husky» - ebbe enorme importanza, perché veniva conquistato il primo lembo dell’Europa nazi-fascista e furono impiegati, come comandanti gli «assi» più prestigiosi e valorosi: oltre Ike Eisenhower, quale capo supremo, Alexander, Montgomery, Patton, Tedder e Cunningham.

Portato al compimento il controllo militare di tutta l’Isola, Alexander divenne governatore della regione; il maggiore generale Lord Rennel of Rodd ebbe le funzioni di capo dell’Amgot (Allied military government of occupied territory), cioè la stanza dei bottoni con sede nella capitale isolana.

In realtà il vero «dittatore» era il tenente colonnello italo americano Charles Poletti. Egli esercitò le sue mansioni con sconfinato potere autocratico, accompagnato da torbide insinuazioni che ipotizzavano il coinvolgimento della Cia, dello spionaggio, dei servizi segreti. Ad esempio, divenne interprete di Poletti, incarico del tutto formale in quanto il colonnello parlava perfettamente l’italiano, Vito Genovese, noto «uomo d’onore» e capo bastone della mafia italo-americana.

Ischia e Sicilia: un legame lungo millenni


PIETRO SCAGLIONE

La splendida isola di Ischia (al centro delle cronache di questi giorni per la devastante alluvione con bilancio drammatico di 11 morti, numerosi feriti, centinaia di sfollati e danni ingentissimi) ebbe da sempre legami storici, culturali e letterari con la Sicilia. 

Nell'era Avanti Cristo, la fondazione di Cuma (l'antichissima colonia greca risalente al 740 A.C. circa) ed il suo rapido sviluppo scatenarono le ire degli Etruschi dell'Italia centrale e le ire dei Fenici che avevano fondato in Africa la città di Cartagine.

Per battere Cuma, gli Etruschi si allearono strategicamente con i Cartaginesi. I cumani spaventati chiamarono in loro aiuto, nell'anno 474, il sovrano Gerone, re di Siracusa.

Boicottiamo la Juventus e questa serie A truccata

STEFANO FELTRI

Se lo scandalo fosse soltanto della Juventus, si potrebbe chiedere una punizione esemplare: una retrocessione in serie B, o magari più sotto, l'espulsione dal sistema calcio di tutti i protagonisti di questa gestione. 

Il boicottaggio dei tifosi – degli juventini per primi – sarebbe un buon inizio. Ma l'inchiesta della procura di Torino mette in luce un sistema che non riguarda soltanto la Juventus, ma tutta la serie A. Uno dei capitoli della richiesta di misure cautelari dei pm è dedicato alle "partnership con società terze": altre squadre erano la sponda necessaria per realizzare le operazioni contabili spregiudicate che i dirigenti torinesi mettevano in atto per generare plusvalenze virtuali, ricavi inesistenti per far fronte a costi assurdamente reali (quelli degli stipendi dei calciatori). Sampdoria, Atalanta, Empoli, Sassuolo, Udinese. Club che, nel racconto ipocrita e fasullo che passa sui media, sono avversari della Juventus, l'Atalanta da anni è concorrente diretta nella parte alta della classifica.

sabato, dicembre 03, 2022

Cinque mesi senza Daouda. Acate in piazza per l’operaio dei diritti


di Alessia Candito

La protesta. Il sindacato di base Usb, con cui Daouda Diane collaborava, ha deciso di sfilare ieri ad Acate, nel Ragusano: “Uno dei territori a più alto tasso di sfruttamento di tutta la Sicilia, se non d’Italia”. Era il 2 luglio quando il trentasettenne ivoriano Diane, mediatore culturale, scompariva nel nulla dopo aver denunciato in due video le condizioni di lavoro in un cementificio. Le indagini proseguono in salita 

«La polizia dov’è? La Prefettura dov’é?». Nella piccola Acate, lo slogan scandito da più di trecento lavoratori e attivisti che sfilano in corteo per il paese, si ascolta distintamente in tutte le vie del centro. «Così nessuno può far finta di non sapere» , commentano i manifestanti. Amari. E arrabbiati. Perché Daouda Diane, 37 anni, è scomparso da cinque mesi esatti, poche ore dopo aver denunciato con due video l’assoluta mancanza di sicurezza nel cantiere in cui lavorava. E della sua sorte non si sa più nulla. 

venerdì, dicembre 02, 2022

A CINISI, RICORDANDO FELICIA: 18esimo anniversario della scomparsa di Felicia Bartolotta Impastato

In occasione del 18esimo anniversario della scomparsa di Felicia Bartolotta Impastato, madre di Peppino, l’associazione Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, il Centro Impastato – No mafia Memorial e l’Associazione Peppino Impastato, in collaborazione con Ass.ne culturale Asadin, Ass.ne Musica e Cultura Cinisi, Radio 100 passi, FuoriMercato, Contadinazioni, ArciPasol, Ass.ne Radio Aut Palermo, Proloco Cinisi 2.zero, PalermoCoroPop, Radio Aut Young, organizzano due giornate di memoria ed impegno per ricordare Felicia, il suo coraggio, la sua scelta di verità e giustizia ed insieme a lei quello di chi ha dedicato la propria vita nella lotta contro la mafia e l’oppressione. 

Tante iniziative culturali, l’inaugurazione del Giardino di Casa Felicia ed il coinvolgimento diretto di giovani del territorio e delle scuole che sostengono le nostre attività.

PROGRAMMA:

6 DICEMBRE (martedì):

La solitudine dei figli (e dei genitori)


by Giuseppe Savagnone

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu.

Scrittore ed Editorialista.

Una tragedia familiare

La tragica morte di Riccardo Faggin, il ragazzo di Padova che si è schiantato con la sua auto contro un albero, alla vigilia della festa per una laurea che non c’era, non può non riempire di pena, ma suscita anche delle riflessioni sul problema più generale dei rapporti tra genitori e figli. 

C’è la pena, innanzi tutto. Perché tutti i protagonisti di questa triste vicenda sono in qualche modo vittime. Lo è innanzi tutto Riccardo, che a soli 26 anni ha perso la vita per un incidente che probabilmente maschera qualcos’altro. Non abbiamo certezze assolute, su questo, ma l’ipotesi del suicidio è la più plausibile. E del resto, ci sono casi in cui una persona guida in preda a un tale stato d’animo di disperazione da ignorare le più elementari regole di prudenza e, senza forse neppure dirlo a se stessa, cerca la morte.

Le crisi che imbrigliano il pontificato di Francesco

Papa Francesco 

Francesco Peloso 

A pochi mesi dal decimo anniversario della sua elezione, papa Francesco si ritrova a guidare una chiesa attraversata da pulsioni e spinte radicalmente diverse. Emergono visioni opposte sul futuro del cattolicesimo fra vescovi e conferenze episcopali, la discussione cresce più per contrapposizioni che nella ricerca di mediazioni possibili. 

A questo aspetto generale si sommano altri dati critici interni alla vita della curia romana, come il lungo processo per lo scandalo relativo alla compravendita dell'immobile londinese in Sloane Avenue con fondi della segreteria di Stato. La vicenda, che ha comportato per il Vaticano una perdita di oltre 100 milioni di euro, ha indotto Francesco e i suoi collaboratori ad accelerare su alcuni capitoli della riforma finanziaria (la segreteria di Stato, fra le altre cose, non potrà più gestire in proprio risorse economiche), ma ha fatto emergere anche un sottobosco fatto di cattiva gestione, dilettantismo, cordate di potere grandi e piccole, mentre dopo decine di udienze non è nemmeno chiaro che tipi di reati siano stati commessi e da chi. 

Famiglia Cristiana scrive su fra Paolo: “In Tanzania per annunciare la gioia del Vangelo”

Per leggere bene cliccare sull’immagine

Sul n. 48 dello scorso 27 novembre, “Famiglia Cristiana” ospita un interessante articolo che racconta della vita di fra Paolo (al secolo Marino Boldrini), che da Viadana (Mantova), passando da Corleone (lo ricordiamo bene e con grande affetto), da anni ormai è in Tanzania (Africa) per aiutare gli ultimi. Un forte abbraccia a questo umile e generoso frate francescano, che ancora oggi cammina scalzo inverno ed estate per le strade del mondo, forte del suo amore per Dio e per le persone. L’abbiamo incontrato questa estate in occasione del Capitolo dei frati minori rinnovati (l’ordine a cui appartiene) ed ancora una volta ci ha dato forza, serenità, voglia di fare le cose giuste. Grazie, fra Paolo, i corleonesi onesti ti ricordano sempre con affetto. (dino paternostro)


Sunia, Zaher Darwish riconfermato alla guida del sindacato degli inquilini e assegnatari al congresso svolto ieri nell’ex Chiesa di S.Mattia ai Crociferi: “Serve un’inversione di rotta. Emergenza abitativa senza fine”

Zaher Darwish 


Palermo 1 dicembre 2022 – E’ stato riconfermato alla guida del Sunia Palermo Zaher Darwish. Lo ha eletto l’assemblea, all’unanimità, per il secondo mandato, nel corso dei lavori del XIII congresso provinciale del Sunia che si è svolto ieri nell’ex Chiesa S. Mattia ai Crociferi.  Sono intervenuti l’assessora Antonella Tirrito, il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, la segretaria nazionale Sunia Giusi Milazzo, il presidente del direttivo del Sunia Palermo Nino Rocca, il coordinatore Udu Palermo Valerio Quagliano, numerose famiglie.

   “E’ incomprensibile restare fermi a una graduatoria delle case popolari a Palermo risalente al 2003, perché non rispecchia per nulla le esigenze e le condizioni attuali delle famiglie ed esige quindi un aggiornamento. Così   come i numeri della graduatoria dell’emergenza abitativa, triplicata negli ultimi 7 anni, esprimono la scarsa attenzione al problema, anzi al dramma che coinvolge 2500 famiglie. Questo tema esige una totale inversione di marcia”, ha detto il segretario del Sunia Palermo Zaher Darwish nella sua relazione, chiedendo un confronto con l’amministrazione comunale per conoscere le strategie nel settore dell’emergenza casa.  

giovedì, dicembre 01, 2022

La schiavitù del pizzo nei quartieri di Palermo e l'omertà delle vittime


Attilio Bolzoni

Nel rione Brancaccio oggi si alternano capi e capetti mafiosi che col pizzo impongono la loro sovranità sul territorio

È meglio passare per complici o è meglio passare per vittime? Se oggi, dicembre 2022, venisse distribuito in un quartiere di Palermo un questionario (e pure senza anonimato garantito), il risultato sarebbe scontato. Almeno l'80 e forse anche il 90 per cento degli intervistati non avrebbe dubbi sulla risposta: meglio passare per complici.

È Brancaccio, luogo strategico nella guerra di mafia degli anni Ottanta e rione che ha nel suo cuore quella che era la parrocchia di don Pino Puglisi, il sacerdote ucciso con un colpo alla nuca nel 1993 per volere dei fratelli Graviano. Proprio loro, quelli delle stragi, Giuseppe e Filippo che avevano casa a pochi passi dalla chiesa di don Pino.

Le cronache locali delle ultime ore riportano la notizia di trentotto commercianti che andranno a giudizio per favoreggiamento se, entro trenta giorni, non confesseranno ai magistrati di avere versato la "mesata" al boss di turno. Fino ad ora sono stati zitti: per l'appunto, preferiscono passare per complici piuttosto che per vittime. A processo per silenzio.

La sovranità sul territorio

mercoledì, novembre 30, 2022

Corleone, attestato di riconoscimento a Giuseppe Puccio e Desirée Dragna per i risultati ottenuti a Fieracavalli Verona

La consegna della pergamena a Giuseppe Puccio

Nella serata di ieri 29 novembre il consiglio comunale di Corleone ha voluto conferire
un attestato di riconoscimento a Giuseppe Puccio e a Desirée Dragna per i brillanti risultati ottenuti alla 
124ª edizione di Fieracavalli Verona. Giuseppe, infatti, ha ottenuto col suo Pard un bel terzo posto nella categoria senior. 
Anche Desirée con la sua Aryel è salita sul podio conquistando anche lei il terzo posto nella categoria junior. 

La consegna della pergamena a Desirée Dragna

Ancora auguri a Giuseppe e a Desirée da parte della redazione di Città Nuove e del suo direttore Dino Paternostro. 

Riconfermato Giuseppe Aiello alla guida della Filcams Cgil Palermo: “Ripristinare a Palermo un sistema di regole nel settore del commercio. L’economia sommersa ormai è una costante”

Giuseppe Aiello
Palermo 30 novembre 2022 – Giusepe Aiello è stato riconfermato alla guida della Filcams Cgil Palermo, a conclusione del VII congresso della categoria che rappresenta la numerosissima platea di i lavoratori di commercio, turismo, ristorazione, servizi, appalti. È stato eletto all’unanimità dall’assemblea generale della Filcam Cgil Palermo riunita per i lavori congressuali all’Nh Hotel del ForoIitalico Umberto I. 

Riconfermati nella sua segreteria i segretari Alessia Gatto e Manlio Mandalari. I lavori sono iniziati con la relazione del segretario uscente. Hanno presto la parola delegate e delegati al congresso. Sono intervenuti Francesco Piastra, segretario organizzativo della Cgil Palermo e Sandro Pagaria, segretario generale Filcams Cgil Sicilia. Ha concluso i lavori  Maria Grazia Gabrielli, segretaria generale Filcams Cgil nazionale.

Nino Mannino, storia di un combattente per la Sicilia per il lavoro e per la sinistra

Nino Mannino


di  PIETRO SCAGLIONE

Nino Mannino, morto ieri all’età di 83 anni, dedicò la sua esistenza alla Sicilia, alla “sua” Carini, agli ideali comunisti, alle lotte sociali, al mondo del lavoro e alla sinistra. Sposato con Gemma Contin, giornalista e scrittrice di origini friulane, ebbe 2 figli: Jones e Vincenzo. 

Formatosi nel PCI siciliano dei Giannilivigni, dei Colajanni, dei Cipolla, dei Renda, dei Sala, dei De Pasquale e di altri illustri esponenti comunisti, Nino Mannino iniziò la sua carriera di dirigente politico nel 1961 come segretario della FGCI. 

Nel 1972 fu eletto segretario del Pci di Palermo e nel 1974 divenne leader della Federazione Provinciale, subentrando ad Achille Occhetto.

martedì, novembre 29, 2022

Il primo dicembre workshop “Marineo Città Bio Slow: il bello, il buono, il biologico”

Giovedì 1 dicembre, dalle 9 alle 12:30, l’Istituto scolastico superiore Don Colletto di Marineo ospiterà il primo degli appuntamenti previsti dai progetti Il pane di Marineo e Grani antichi siciliani organizzati nel periodo natalizio con il patrocinio del Comune di Marineo. Si tratta del workshop “Marineo Città Bio Slow: il bello, il buono, il biologico”. 

BioSlow è la rete dei territori e dei distretti, delle città e dei borghi, delle comunità e delle associazioni, dei contadini e dei consumatori, degli imprenditori e di tutti coloro che avvertono l’urgenza di un patto a favore della bellezza, per promuovere un vero e proprio risorgimento di valori, idee e progettualità, per garantire a tutti una migliore qualità della vita, benessere e felicità, la conservazione del nostro ecosistema. 

INTERVISTA AL LEADER DELLA CGIL. Landini: “Il governo tradisce il Sud, preferisce condoni e precarietà”

di Marco Patucchi

“Niente di nuovo sul fronte meridionale”, verrebbe da dire davanti ai dati Svimez parafrasando il capolavoro di Remarque. Un intollerabile déjà vu delle diseguaglianze sociali ed economiche italiane che non finisce mai di scandalizzare. Anche Maurizio Landini snocciola i numeri del rapporto annuale celando a malapena l’indignazione: «Occupazione al Sud — elenca il segretario generale della Cgil — ancora sotto i livelli pre-2008, sempre più precariato, tasso di occupazione femminile deprimente, e quel poco di nuovo lavoro che emerge è senza qualità. In Sicilia, per dire, solo un contratto su 7 è a tempo indeterminato, la disoccupazione giovanile è oltre il 24% e i giovani che non studiano e non cercano lavoro superano quota 40%». 
Il governo di centrodestra, intanto, ha cancellato la parola Sud dalla manovra, facendo inoltre rimbalzare la delega sul Mezzogiorno da un ministero all’altro nel giro di una manciata di giorni… 
«Perché definirlo governo di centrodestra? Questo è un governo di destra senza se e senza ma. 
L’assenza di una politica per il Sud è esplicita, la legge di bilancio non ne parla. Prosegue la tradizione di esecutivi che acuiscono le diseguaglianze, dividono il Paese». 
Non a caso si torna a parlare di autonomia differenziata. Cosa pensa della proposta di legge del ministro Calderoli? 

Impoverire le persone per indebolire la democrazia


NADIA URBINATI*

I buoni libri sono come i vini pregiati, migliorano con l'età. Destra e sinistra di Norberto Bobbio è un buon libro. Uscì nel 1994. Proponeva una distinzione netta tra destra e sinistra sul crinale dell'eguaglianza. Allora, quella distinzione era ancora materia di analisi teorica. Ricordo un collega americano che, all'uscita dell'edizione inglese, commentò che, certo, l'idea era giusta, ma troppo astratta. 

La destra di allora era, del resto, non ancora espressa in tutte le sue potenzialità antiegualitarie: negli Stati Uniti, nemmeno la rivoluzione neoliberale di Ronald Reagan era riuscita a incardinare l'identificazione della destra con la ripulsa dell'eguaglianza. Ma la strada delle idee è più veloce di quella delle politiche. Quella disegnata da Bobbio era la strada giusta, anzi un'autostrada veloce e liscia che faceva vedere il cambiamento in corso nelle società democratiche. Con la fine della cooperazione post bellica la democrazia politica si è preparata al ritiro dalla società. E questo ha contribuito a gonfiare le vele della destra. Più lo stato si ritirava dal compito di contenere le diseguaglianze, più la morsa del darwinismo sociale stringeva la società, agevolando l'ideologia della diseguaglianza.

lunedì, novembre 28, 2022

Parla il decano dei formatori De Bartolomeis: «Valditara? Assolutamente inadeguato»

Francesco De Bartolomeis 

DAVIDE MARIA DE LUCA

Francesco De Bartolomeis è considerato la figura guida di un’intera generazione di formatori. Professore dal 1948, docente di pedagogia all’università di Torino dal 1956, ha scritto con Benedetto Croce e ha tradotto alcuni dei grandi classici dell’insegnamento.

  • Sull’umiliazione degli studenti dice: «Scambiare l’umiltà con l’umiliazione! Lei si sentirebbe di umiliare una persona e poi dire che l’ha migliorata? È una frase molto significativa per la sua mancanza di senso».
  • Sulla necessità di maggiore rigore e punizioni a scuola: «Nella mia esperienza non ho mai incontrato dei rifiuti perché la mia offerta educativa si basava fondamentalmente sul rispetto di chi era protagonista della formazione: gli studenti».

🟥 Giovani e lavoro: martedì 29 novembre a Palermo assemblea promossa dalla Cgil Sicilia con la partecipazione di Landini

Palermo, 25 nov- “La Sicilia non guarda ai giovani. Il mercato del lavoro offre poche opportunità, carenti sono le infrastrutturazioni sociali, in tanti scelgono di andare via. Da ora al 2030 ci saranno almeno 100 mila persone in meno nell’isola e non solo per effetto della denatalità, ma anche dell’immigrazione”. Lo sostiene la Cgil Sicilia che sull’argomento propone un pomeriggio di approfondimento e riflessione nel corso dell’assemblea regionale delle delegate e dei delegati under 35 che si terrà martedì 29 novembre a Palermo con la partecipazione del segretario generale nazionale Maurizio Landini. L’appuntamento è alle 15.30 presso il teatro Santa Cecilia. Dopo l’introduzione del segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, Interverranno delegati di vari settori. Infine le conclusioni di Landini. Seguirà un concerto di Mario Incudine.

Domani mattina i due appuntamenti di Maurizio Landini con i delegati della scuola e con gli edili dell’anello ferroviario. Cgil Palermo: “Un segno di grande attenzione della Cgil nazionale e siciliana ai tanti problemi del nostro territorio”

Palermo 28 novembre 2022 – Domani mattina, il segretario generale Cgil Maurizio Landini -  a Palermo per partecipare all’assemblea dei giovani delegati promossa dalla Cgil Sicilia alle ore 15.30 al teatro Santa Cecilia -  incontrerà, assieme al segretario Cgil  Sicilia Alfio Mannino, il mondo della scuola e dell’edilizia palermitani in due differenti momenti.        

Alle 10,30 interverrà  al seminario formativo “Il valore della rappresentanza. Dalla delega al protagonismo”, organizzato dalla Flc Cgil Palermo, a cura dell’associazione Proteo Fare Sapere Palermo, e rivolto a una platea di un centinaio di Rsu e delegati. L’incontro avverrà nella nuova sede della Flc Cgil e della Camera del Lavoro, in via Arimondi,11, che sarà inaugurata tra dicembre e gennaio.  

IL PERSONAGGIO. Addio a Nino Mannino, il comunista ruvido che combatteva mafia e cemento


È morto sabato a 83 anni Quando uccisero La Torre, brandì l’arma “ Volevo fare secchi Lima e Ciancimino” Da sindaco di Carini demolì le ville abusive
di Enrico del Mercato
Nino Mannino decise di diventare comunista negli anni Cinquanta e capì subito che non sarebbe stato facile. Era nato a Carini in una famiglia burgisi e, quando il partito gli chiese di trasferirsi a Palermo per fare il funzionario, si trovò davanti alla prima sfida della vita: dire a suo padre che non solo lasciava il paese, ma che andava a lavorare con il PCI. A chi ascoltava gli aneddoti che accompagnava a instancabili analisi politiche, raccontava che la reazione non fu affatto entusiasta.  Lui però raccolse le sue cose e prese la strada per Palermo. A Carini ci sarebbe tornato una quarantina di anni dopo per fare il sindaco, nella stagione in cui — caduta con il Muro l’illusione che a Mosca si realizzasse l’umanità nuova — per restare in piedi dovevi avere principi, e non solo quelli, d’acciaio. E, infatti, Nino Mannino da sindaco decise di fare quello che nessuno aveva mai osato prima: avviare la demolizione delle orribili villette abusive che da sempre sfregiano il lungomare sulla strada che corre da Palermo all’aeroporto. 

domenica, novembre 27, 2022

Soumahoro e il fallimento della politica delle icone

Aboubakar Soumahoro

Aboubakar Soumahoro si è autosospeso dal gruppo dei Verdi - Sinistra italiana dopo le notizie sull'inchiesta sulla coop della moglie e della suocera

Giorgio Meletti

ROMA - Ci sono due modi per comprendere la tristissima parabola dell'onorevole Aboubakar Soumahoro. Il primo chiama in causa permanenze millenarie delle vicende umane, in questo caso il bisogno di simboli a cui aggrapparsi, prima religiosi, poi, grosso modo a partire dalla rivoluzione francese, anche laici. Il secondo riguarda la cronaca degli ultimi anni e come l'uso delle icone nel marketing politico sia diventato smisurato e cinico, perciò stupido, cioè dannoso a sé e agli altri secondo la definizione ormai classica di Carlo Maria Cipolla. Interessa relativamente se Soumahoro sia colpevole o vittima di un complotto e di un'aggressione mediatico-popolare a sfondo razzista. In ogni caso è stritolato in una storia più grande di lui nella quale le uniche responsabilità specifiche che interessano sono semmai di chi lo ha usato.

Una storia più grande di lui

sabato, novembre 26, 2022

INTERVISTA AL SINDACO DI VERONA. Tommasi: “Il Pd si rimetta in ascolto. Autonomia, il Nord non deve isolarsi”


di CONCETTO VECCHIO

Damiano Tommasi, la sua prima mossa da sindaco di Verona è stata la revoca di tre mozioni omofobe. 
«È un segnale importante per definire quell’idea di città aperta, inclusiva ed europea che ci rappresenta. Erano mozioni fuori dal tempo. La loro revoca era attesa». 
E la sua vita com’è cambiata? 
«È un po’ come se fossi tornato alla stagione in cui facevo il calciatore: sono spesso assente da casa, i tempi dettati dagli impegni istituzionali. Ma ho buone sensazioni, Verona è molto vitale». 
Pesa l’inesperienza? 
«Talvolta mi arriva un foglio che illustra un problema di cui non conosco la storia. Bisogna avere l’umiltà di studiare». 
Come l’hanno accolta al convegno dell’Anci? 
«C’è chi mi ha salutato perché mi schierava al Fantacalcio e altri che volevano sapere come abbiamo fatto a vincere». 
Nel centrosinistra guardano a lei come a un modello. 

Morte Nino Mannino, il ricordo della Cgil Palermo: “Un grande dirigente che per il Pci lavorò a fianco dei lavoratori delle fabbriche e del sindacato per l’affermazione dei diritti e contro la mafia”

Nino Mannino

Palermo 26 novembre 2022- La Cgil Palermo esprime cordoglio ed è vicina ai suoi familiari per la scomparsa di Nino Mannino, figura storica della sinistra palermitana, ricordandolo con affetto. 

Tra gli anni 60 e 70 Nino Mannino curò per il Pci il rapporto con il mondo del lavoro, in particolare occupandosi delle vertenze delle principali fabbriche, come il Cantiere Navale, l'Aeronautica Sicula, la Keller, l'Italtel. 

Nicola Gratteri: «La nuova riforma aiuta a rallentare i processi»


Ok l’informatizzazione, mancano i magistrati

Fabio Geraci

Palermo - «Da dove deve cominciare il nuovo governo per la lotta alla mafia? Basta scrivere una riga. E cioè che la riforma Cartabia va abrogata perché è impossibile attuarla con gli uomini e i mezzi che sono disponibili nella struttura dell’amministrazione giudiziaria».

Non usa mezzi termini il procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, invitato ieri a Palermo alla presentazione del libro del libro di Piera Amendola «Padri e padrini delle logge invisibili. Alliata Gran Maestro di rispetto», coordinata dal giornalista editorialista de La Stampa Marcello Sorgi, a cui hanno partecipato anche l’avvocato Guido Calvi e Carmine Mancuso, presidente dell’associazione per onorare la memoria dei caduti nella lotta contro la mafia.

Procuratore Gratteri per la riforma Cartabia è una bocciatura su tutta la linea?

Addio a Nino Mannino, combattente dei diritti civili

L’on. Nino Mannino

di Vito Lo Monaco 

E' morto questa mattina in ospedale a Partinico Nino Mannino, 83 anni, politico di razza di Carini. Era appena guarito dal Covid e proprio oggi avrebbe dovuto essere trasferito in un altro reparto ma il suo corpo non ha retto. 

Mannino è stato un grande combattente per i diritti civili. Nel 1961 fu segretario provinciale della Fgci. Dirigente del Pci siciliano, nel 1972 fu segretario del Pci di Palermo e nel 1974 della federazione provinciale. Fu eletto nel 1983 alla Camera dei deputati per il Partito Comunista Italiano nella circoscrizione Palermo-Trapani-Agrigento-Caltanissetta alle elezioni politiche del 1983, raccogliendo 33.026 preferenze. Riconfermato alle politiche del 1987 con 34.321 preferenze, restando parlamentare fino al 1992. Quell'anno diviene segretario provinciale del PDS fino al 1993, quando viene eletto sindaco di Carini fino al dicembre 1997, quando non fu rieletto. Nei primi anni del Duemila ha diretto il Centro studi Pio La Torre dove riversò la sua saggezza politica e la conoscenza del fenomeno mafioso. 

Agonia della Chiesa?


di
Giuseppe Savagnone

Responsabile del sito della Pastorale della Cultura dell'Arcidiocesi di Palermo, www.tuttavia.eu.

Scrittore ed Editorialista.

Una difesa non richiesta e fuorviante

L’assurda proposta, presentata alla Camera dalla Lega, di incentivare con un bonus chi si fosse sposato in chiesa col rito cattolico, anche se poi ritirata (per l’evidente vizio di costituzionalità), è solo l’ultimo sintomo di una situazione in cui a difendere le pratiche religiose sono rimasti spesso dei poco illuminati sostenitori della tradizione religiosa, che, con la loro rozzezza – si pensi al vangelo e al rosario sventolati da Salvini nei suoi comizi di qualche anno fa – ne evidenziano piuttosto il tramonto.

Perché il problema è reale, anche se la soluzione non è promettere soldi. È vero infatti, che i matrimoni religiosi diminuiscono ogni anno. In un contesto in cui le coppie ricorrono sempre più tardi e sempre meno al matrimonio per legittimare la loro convivenza, l’ultimo rapporto Istat segnala che «sono in particolare i primi matrimoni religiosi ad aver subito la contrazione più forte dal 2011 al 2019 (-29,9 %), con un’incidenza sui primi matrimoni che è diminuita dal 70,1 % al 58,4 %». Ormai solo poco più di metà dei giovani che si sposano lo fanno in chiesa.

venerdì, novembre 25, 2022

Alla videoconferenza del centro studi Pio La Torre dedicata a “Crisi economica: ricadute su Pnrr”: “Così Roma divora il Sud e la Sicilia, cresce il rischio di deriva sociale”

Il prof. Adriano Giannola

di 
Antonella Lombardi 

“Il Sud va a fondo per le politiche estrattive del resto del Paese che tenta malamente di far fronte ai suoi problemi. Se guardiamo ai valori assoluti del reddito pro capite, abbiamo perso più di 1000 euro e siamo gli unici in Europa ad avere una retromarcia simile. Il peso di questa 'discesa veloce agli inferi della marginalità’ a livello europeo è attribuibile in realtà a tutte le regioni, non solo a quelle del Mezzogiorno che, anzi, non possono scendere più di tanto, essendo le ultime come media europea come reddito pro capite. Rischiamo di diventare un Paese molto problematico ed eterogeneo rispetto agli standard di crescita del sistema europeo”. 

Lo ha detto Adriano Giannola, presidente Svimez, nel corso della videoconferenza del centro studi Pio La Torre dedicata a “Crisi economica: ricadute su Pnrr, Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e legalità” e trasmessa oggi in videoconferenza alle scuole e alle carceri che hanno aderito al progetto educativo antimafia promosso dal centro.

L’Arma dei Carabinieri contro la violenza sulle donne


In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, l’Arma dei Carabinieri ha organizzato una campagna di sensibilizzazione articolata su tante iniziative diverse, che hanno tutte un solo filo conduttore: dire “No!” e “
Mettere un punto” a qualsiasi forma di comportamento violento - sia fisico che psicologico - contro le donne. 

Le tante iniziative - che hanno coinvolto i media tradizionali, il web e i social - hanno anche un altro obiettivo fondamentale: quello di convincere tutte le donne che subiscono maltrattamenti o vessazioni di qualsiasi tipo a denunciare con fiducia ai Carabinieri. Non è giusto subire violenze o privazioni della propria dignità neanche all’interno delle mura domestiche, quando l’autore è una persona cara. È per questo che l’Arma punta a far diminuire il numero dei cosiddetti “reati sommersi”, spronando le vittime a muovere il primo passo verso la libertà: sporgere denuncia. 

"I suoni del Barocco": Concerto 26 Novembre 2022, Tesoro di San Martino, Chiesa Madre di Corleone

L'appuntamento è per domani 26 Novembre alle ore 19 nella sala grande del tesoro di San Martino all'interno della Chiesa Madre di Corleone.

Continua la rassegna "I suoni del Barocco" organizzata dall'Orchestra Barocca SicilianaIl progetto, realizzato grazie all'assessorato alle culture della città metropolitana di Palermo, si sposta a Corleone per valorizzare il museo del tesoro di San Martino all'interno della Chiesa Madre. Si tratta di uno spazio espositivo permanente, realizzato su progetto scientifico dellex soprintendente ai Beni culturali di Palermo, Lina Bellanca e delle storiche dellarte, Maria Concetta Di Natale e Rosalia Francesca Margiotta. Inaugurato il 29 Giugno 2021, mette in mostra, una selezione di dipinti devozionali, sculture lignee, arredi per altare, insegne ecclesiastiche, vasa sacra, suppellettili liturgiche e paramenti sacri. Una collezione che testimonia la fede e la devozione del popolo corleonese, ma anche una storia ben più complessa che vede protagonisti importanti committenti, tra cui esponenti di nobili famiglie, prelati, congregazioni religiose e laicali e artisti di rilievo.

DACIA MARAINI SALUTA L’INIZIATIVA DI SILVIO BENEDETTO E SILVIA LOTTI PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LA DONNA

Non sono certamente demotivati dalle ‘distrazioni’ istituzionali nei confronti della cultura, il maestro italo-argentino e la sua compagna di vita e di arte, l’artista ligure-romagnola Silvia Lotti. Puntualmente, con il valido criterio d’essere artisti in rapporto con gli eventi, hanno organizzato per il 25 novembre un vasto programma, sul tema della violenza contro la donna, attraverso due incontri: uno alla Saletta Minerva, il 25 novembre 2022 alle ore 17,30; l’altro nell’ambito del loro ormai abituale “Convivio all’aperto” – con appuntamento questa volta sotto il porticato antistante la Saletta – domenica 27 novembre alle dalle ore 9,00 alle ore 13,00.

Nella Saletta, che si sta affermando sempre più come spazio libero per incontri culturali, Silvia Lotti esporrà “Tra sogno e mistero”. Si tratta di disegni e testi da lei creati sulla vicenda di Pelléas e Mélisande, personaggi che in passato hanno affascinato Claude Debussy così fortemente da spingerlo a dedicare loro un’intera opera musicale. Contemporaneamente sarà presenta la mostra collettiva “L’isola che c’è”, con disegni di pittori campobellesi (Salvina Falsone, Angelo Monachello, Patrizia e Salvina Di Natale), di Canicattì (Diego Alù), di Ravanusa (Calogero Alaimo) e di Casteldaccia (Pippo Di Giacinto e Sara Canale), con l’aggiunta di Julieta Benedetto artista in visita da Buenos Aires.

giovedì, novembre 24, 2022

Parte in Sicilia il “Microcredito di libertà”, finanziamento a tasso zero garantito da Mcc, per le donne vittime di violenza che vogliano avviare un’impresa


Domani conferenza stampa presso la Camera di commercio di Palermo. Interviene l’Ente nazionale per il Microcredito

Palermo, 24 novembre 2022 – Domani25 novembre, alle ore 10,30, presso la Sala Belvedere della Camera di commercio di Palermo, in via Emerico Amari, 11, in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”, sarà presentato il “Microcredito di libertà”, un finanziamento a tasso zero con garanzia di Mediocredito centrale, di importo fino a 50mila euro, messo a disposizione delle donne vittime di violenza, ospitate presso le Case rifugio o assistite dai Centri antiviolenza e segnalate dai Centri della Caritas, che vogliano avviare un’attività imprenditoriale con l’assistenza di un tutor.