mercoledì, giugno 19, 2024

Il bracciante Singh ucciso dal cinismo e dallo sfruttamento

Satnam Singh

Marco Omizzolo

È morto Satnam Singh, il bracciante indiano sikh di 31 anni che, nella giornata di lunedì scorso, mentre lavorava nell'azienda Agrilovato di Latina, ha subito un grave indicente sul lavoro, il suo braccio è stato tranciato di netto da un macchinario agricolo.

Satnam era impiegato insieme alla moglie senza un regolare contratto e dopo il gravissimo incidente è stato caricato su un furgone e scaricato davanti la sua abitazione, a borgo Santa Maria, ancora a Latina, insieme a una cassetta contenente il suo arto. Un comportamento criminale e atroce.

È morto Singh, il bracciante mutilato nei campi e abbandonato dai datori di lavoro senza cura


Oggi è deceduto Satnam Singh, un bracciante indiano di 31 anni, abbandonato dopo aver subito l'amputazione di un braccio mentre lavorava nei campi nei pressi di Latina. Singh lunedì scorso è stato colpito da un macchinario trainato da un trattore, che gli aveva tranciato il braccio destro e schiacciato entrambe le gambe. 

Secondo le prime ricostruzioni, dopo l’incidente i suoi datori di lavoro – che impiegavano Singh da due anni senza un regolare contratto – non avrebbero chiamato i soccorsi ma lo avrebbero semplicemente lasciato davanti a casa sua, con il braccio amputato adagiato su una cassetta per la raccolta degli ortaggi. Singh sarebbe stato portato in ospedale successivamente solo grazie all’intervento dei vicini.

La Dia: Cosa nostra è rimasta senza vertici. Le nuove strategie delle cosche: meno violenza e più affari. L’attenzione sulle scommesse


Fabio Geraci

Palermo - Il potere di Cosa nostra appare in declino dopo la morte di Totò Riina: la leadership non c’è più, o almeno è talmente azzoppata che la crisi ha imposto una trasformazione. A metterlo nero su bianco è la Dia, la Direzione investigativa antimafia, nella relazione sull’attività e sui risultati conseguiti nel primo semestre del 2023. 

«Le innumerevoli attività di contrasto eseguite nel corso degli anni – si legge – anche con la cattura di importanti latitanti, e l’apprensione da parte dello Stato dei patrimoni illeciti accumulati in decenni di attività criminale hanno fortemente ridimensionato il potere di Cosa nostra incrinandone la tradizionale struttura

martedì, giugno 18, 2024

CRIMINALITÀ: DIA, “PREVENZIONE RICICLAGGIO, ANALIZZATI QUASI 80MILA SOS”


Roma, 18 giu. (Adnkronos) - - Le linee strategiche dell'azione di contrasto alla forza economico-finanziaria della criminalità organizzata individuano, nell'attività di prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di RICICLAGGIO dei proventi di attività criminosa e di finanziamento del terrorismo, un importante snodo investigativo per l'avvio di indagini di natura preventiva e repressiva. 

Più di recente, su iniziativa del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo si è proceduto alla stipula di un nuovo Protocollo di intesa tra la DNA, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, la Guardia di finanza e l'Unità di Informazione Finanziaria della Banca d'Italia L'adeguamento informatico del sistema EL.I.O.S permette la tempestiva selezione dei volumi di segnalazioni trasmessi 17 dall'Unità d'informazione finanziaria per l'Italia (U.I.F.), per

Giorgia regina del nulla?


di Giuseppe Savagnone

Il trionfo della Meloni

Per una volta tutti gli osservatori concordano su un dato di fatto che appare indiscutibile: la vincitrice di queste elezioni europee, in Italia – e non solo in Italia – è Giorgia Meloni.

Ha impostato la campagna elettorale come un referendum, non tanto sul modello di Europa, quanto sulla sua persona – «scrivete Giorgia» – , e l’ha avuto: 2 mln e mezzo di voti, un trionfo.

Voleva un referendum sul suo partito, Fdi, e c’è stato: il 26% delle politiche, indicato alla vigilia come il risultato da confermare, è stato ampiamente superato da un risultato che si avvicina al 29%, il triplo dei voti degli alleati di Forza Italia (9,7%) e Lega (9,1%).

Voleva un referendum sul governo, a più di un anno e mezzo dalla sua entrata in carica, e tutti e tre i partiti che lo compongono escono rafforzati, in percentuale, rispetto alle politiche, dalla tornata elettorale.

L’ANNIVERSARIO. La lezione di Dolci. Libri, mostre e concerti per celebrare i 100 anni


di 
Salvatore Ferlita

La nostra è un’epoca di commemorazioni, di riletture, di ritorni: adesso tocca a Danilo Dolci. Manca poco al centenario della nascita ( 24 giugno 1924) di uno dei pensatori più influenti della nonviolenza e della lotta tenace contro lo sfruttamento, la povertà, a favore dell’emancipazione del Sud. Ma mai come in questo frangente, in realtà, le parole e, soprattutto, le azioni del Gandhi italiano assurgono a necessario, impellente paradigma. 
Se un anniversario può farsi in tal senso galeotto, allora ben vengano le celebrazioni e i rituali organizzati dal Borgo Danilo Dolci, in sinergia con l’associazione “Nuovo futuro”, il Centro per lo sviluppo creativo, sempre a Dolci intitolato, e l’Università di Palermo: mercoledì 26 sarà dato fuoco alle polveri per evocare l’educatore e attivista venuto dal Nord per rivoluzionare la Sicilia occidentale.

lunedì, giugno 17, 2024

Studenti svizzeri in paese per studiare il “Geoparco delle Calcareniti Glauconitiche di Corleone”

La delegazione degli studenti svizzeri 

Giorno 11 giugno 2024 sono arrivati ed hanno pernottato a Corleone un gruppo di studenti alla guida del prof. Markus Egli del Department of Geography University of Zurich – Switzerland. 

Giorno 12 hanno visita alcuni siti in cui sono stati aperti, descritti, campionati ed analizzati alcuni profili pedologici (marzo, 2023). Il prof. Egli è stato invitato dal prof. Salvatore Raimondi per aumentare le conoscenze ambientali nell’area proposta come Geoparco delle Calcareniti Glauconitiche di Corleone. Il geoparco costituisce un progetto pluriennale del Rotary Club Corleone. In ogni area visitata gli studenti hanno aperto ed osservato un profilo pedologico.

Sanità in Sicilia, arrivano i contratti da direttore generale per i manager: ecco i nomi scelti per aziende e ospedali

Daniela Faraoni

Prevista una verifica annuale degli obiettivi sulle liste d'attesa: chi non raggiunge gli obiettivi, rischia la revoca dell'incarico. Schifani: «Occorre garantire ai pazienti tempestività di accesso alle cure». All'Asp di Catania Laganga Senzio resta in stand-by.
 

Via libera del governo della Regione Siciliana al conferimento degli incarichi di direttore generale delle aziende sanitarie e ospedaliere in Sicilia. Approvato pure il nuovo schema di contratto dei manager che prevede, per volere del presidente della Regione Renato Schifani, obiettivi specifici e concreti specialmente sulla riduzione delle liste d’attesa, con un monitoraggio trimestrale e una verifica annuale del raggiungimento degli stessi, a pena di decadenza automatica dei direttori generali anche dopo il primo anno dall’insediamento.

Le parole di Schifani

domenica, giugno 16, 2024

L'ORA/ Le pagine della memoria. PALERMO, 16 GIUGNO 1982. LA STRAGE DELLA CIRCONVALLAZIONE


di ROBERTO LEONE 

“Fermi, fermi.... non sparate. Sono quelli dell’Ora.... li conosco. Leone ma che cazzo ci fai qui?”. La voce del vicequestore Vincenzo Boncoraglio, capo della squadra Volanti della questura di Palermo, ha spezzato l’aria torrida e surreale che da pochi secondi si era creata attorno alla mia moto circondata da una decina di auto della polizia e di agenti con le pistole spianate. 

Loro, i poliziotti, erano a caccia dei killer che alcuni minuti prima avevano compiuto la strage della circonvallazione, poco dopo le 10 del mattino di giovedì 16 giugno 1982. L’allarme in redazione era arrivato ancora una volta dalla radio sintonizzata sulle frequenze di polizia e carabinieri che stava sul mio tavolo a pochi centimetri da quello di Attilio Bolzoni. Ci eravamo guardati in faccia, poi la decisione: “È lontano, quasi davanti al Sigros.... che facciamo?” dice Attilio...”Vado io con la moto, così arrivo subito, e ti chiamo da lì”.

La vita contro la morte. L’antropopsicologia mafiosa ieri e oggi. Riflessioni dopo il convegno di studi dedicato a Giovanni FALCONE


Obiettivo delle giornate di studio è stato quello di approfondire, oggi, l’antropopsichismo mafioso, in particolare in Cosa Nostra e, in prospettiva, nella ’ndrangheta.  Ci si chiede, innanzitutto: - Cosa è accaduto in questo mondo? - Dopo le tante cose successe dalle stragi in poi?  - Con le crisi, la reazione civile e dello Stato, con il 41bis, le tante collaborazioni, è cambiata la famiglia mafiosa? Lo stile di vita, la mentalità? 

La ricerca-intervento su questi temi è stata iniziata, quasi trent’anni fa, da Girolamo Lo verso, professore di psicoterapia presso l’Università degli Studi di Palermo, affiancato da numerosi collaboratori che hanno guardato il fenomeno anche da un punto di vista psicologico clinico e gruppo analitico soggettuale.  Merita di essere ricordato, che tutto ciò è avvenuto anche sulla scia degli stimoli di Falcone, Dalla Chiesa, Sciascia e altri.  Da annotare, inoltre, che oggi questo lavoro si è esteso anche nel nord Italia.  Come riportano molti testi già pubblicati da questo gruppo di ricerca, in questi anni di attività, sono stati intervistati numerosi collaboranti di giustizia, magistrati esperti sul fenomeno, amministratori, associazioni antimafia, cittadini in contatto con questo mondo, ecc., e si è osservato che la mafia non è per nulla una semplice organizzazione criminale, ma una realtà identitaria antropopsichica totalizzante e fondamentalista.

sabato, giugno 15, 2024

Poste Italiane: la Consulta filatelica scavalcata nella decisione di emettere il francobollo dedicato al fascista Italo Foschi


Un atto gravissimo, su cui il Governo dovrà fare chiarezza. 

Si fanno sempre più sconcertanti i dettagli della vicenda del francobollo dedicato allo squadrista Italo Foschi, che appena ieri abbiamo fortemente criticato, e che diffonde nel mondo l’immagine non veritiera di una Italia revisionista che non ripudia il proprio passato fascista. Questo fatto, che in Italia si tende a minimizzare, ha suscitato sdegno e preoccupazione nel resto del mondo, come si evince dalla stampa internazionale, tanto più perché si è scelto di celebrare un fiancheggiatore dei brutali assassini di Giacomo Matteotti in concomitanza con la celebrazione dell’anniversario del suo omicidio.

A Campobello di Licata, Silvio Benedetto dipinge in pubblico


Oggi sabato 15 giugno nella Saletta Minerva di Campobello di Licata, piazza Marconi 1, ore 18.00, 
SILVIO DIPINGE  IN PUBBLICO (TECNICHE PITTORICHE, STILI, TENDENZE). 

“Il nostro intento - dice Silvio Benedetto - è un omaggio ai minatori universali ma soprattutto su Racalmuto nelle figure simbolo del più anziano ultraottantenne, Giuseppe Curto, un altro ex salinaro che guarda un sole futuro Alfonso Scimé ed infine un giovane che lavora oggi all'Italkali Giuseppe Leone”. 
“Altri, nella grotta, aggiunge, sono non ritratti, personaggi, ma persone del luogo, come nelle mie opere nelle Cinque Terre, nell'Asilo Nido di Campobello di Licata o nello stesso paese della Valle delle Pietre Dipinte (La Divina commedia), come operai del petrolio in Patagonia”.
GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA

venerdì, giugno 14, 2024

Lavoro, missione compiuta per la Cgil: raccolte 500mila firme per i referendum abrogativi del Jobs act

Maurizio Landini

Il sindacato supera l’asticella necessaria per la consultazione popolare su quattro punti: ci sono anche sicurezza e appalti. Le adesioni vanno avanti

MILANO – Missione compiuta dalla Cgil di Maurizio Landini, che raggiunge l’obiettivo 500mila firme e così può chiamare gli italiani ad esprimersi in quattro referendum su Jobs act, sicurezza sul lavoro e appalti.

L’obiettivo era nell’aria già da qualche settimana fa, raccontava il segretario descrivendo un “clima positivo ai banchetti” e tagliando il traguardo delle 200mila firme in appena sedici giorni di campagna. Ora, secondo l’ultima rilevazione diffusa da Corso d’Italia, le firme raggiunte per ciascuno dei quattro quesiti sono 582.244.

giovedì, giugno 13, 2024

Concluso il progetto “Corleone a tutela del patrimonio della riserva di Ficuzza”. Sport, movimento, degustazione di prodotti tipici, conoscenza delle bellezze del territorio

Davanti la bellissima palazzina reale del 1800

Si è concluso lo scorso 8 giugno il progetto “Corleone a tutela del patrimonio della riserva di Ficuzza”, finanziato dall’Assessorato alle politiche sociali, e portato avanti con tanta passione dall’Organizzazione Nazionale Volontari Giubbe d’Italia Corleone. 

Scopo del progetto era far conoscere e valorizzare le aree della Riserva Naturale del bosco di Ficuzza, Rocca Busambra, bosco del Cappelliere e Gorgo del Drago. Si tratta di un territorio che abbraccia diversi comuni: da Corleone a Monreale, da Godrano a Mezzojuso e Marineo. E possiamo dire che rappresenta uno dei complessi boscati più belli della Sicilia e sicuramente il più vasto della parte occidentale dell’Isola. 

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Comincia male l’era Rà a Corleone. Il neosindaco minaccia di querelare Nicolosi per le dichiarazioni sui cuffariani in lista e la presenza dei gruppi che avevano subito lo scioglimento per mafia

Rà e Nicolosi durante il “pacifico” incontro di ieri



Rischiano di avere uno strascico giudiziario le elezioni amministrative di sabato e domenica scorsi che hanno portato all’elezione a sindaco di Walter Rà, candidato di Fratelli d’Italia sostenuto dal centrodestra e dalla Dc di Totò Cuffaro. Il sindaco uscente Nicolò Nicolosi, anche lui di centrodestra, in un’intervista pubblicata oggi dal Giornale di Sicilia, sottolinea che i primi due candidati eletti al consiglio comunale appartengono proprio alla Dc e aggiunge: "Sono tornati tutti i gruppi di potere locale che erano dentro l'area di Rà. Parlo di quei gruppi che avevano subito anche lo scioglimento per mafia. Queste realtà sono ancora radicate e in grado di drenare voti». Dichiarazioni che suscitano l’immediata reazione del neo sindaco. 

"Per alimentare una narrazione politica distorta al solo fine di giustificare la propria debacle elettorale - scrive sul proprio profilo Facebook -, si è, ancora una volta, infangato il buon nome dei cittadini corleonesi che l’8 ed il 9 giugno, con coscienza e libertà,

QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL FRANCOBOLLO DEDICATO A UNO SQUADRISTA


Nello stesso momento in cui si dedica un francobollo a Giacomo Matteotti, ne viene emesso uno in ricordo di Italo Foschi, fascista della peggior specie, che tra l'altro sostenne la legittimità dell'omicidio del deputato socialista. A denunciare lo scandalo il politico Carlo Giovanardi, che fa parte della Consulta filatelica: «Nessuno aveva chiesto il nostro parere»

Fulvia Degl'Innocenti


Carlo Giovanardi

Nello stesso momento in cui Poste italiane dedica un francobollo a Giacomo Matteotti in occasione dei cent'anni dall’ assassinio del deputato socialista simbolo dell’antifascismo, domani ci sarà  la presentazione ufficiale di un francobollo su Italo Foschi a 140 anni dalla sua nascita, che invece del fascismo è stato uno dei più violenti esponenti. 

Nicolosi: «A Corleone sono tornati i vecchi gruppi di potere»


Corleone, l’amarezza e l’ira dell’ex sindaco Nicolò Nicolosi dopo avere fallito la rielezione. «Le realtà che avevano subito lo scioglimento per mafia sono ancora radicate e drenano voti». L’altro candidato sconfitto da Walter Rà è un altro ex, Pippo Cipriani: “Abbiamo coinvolto molti giovani, ripartiamo da qui”

Giorgio Mannino

La telefonata esordisce male. Il tono della voce non nasconde l’amarezza. Le parole confermano lo stato d’animo: «Inutile negare che sono amareggiato». L’ormai ex sindaco di Corleone, Nicolò Nicolosi - ieri pomeriggio si è svolta la cerimonia d’insediamento del nuovo primo cittadino Walter Rà - ha un grosso rammarico: «Lascio un patrimonio di 92 milioni di euro da spendere in un paese di diecimila abitanti, avrei voluto continuare nell'opera di modernizzazione. Lascio molte cose positive fatte, penso alle strade, all'impianto di trattamento rifiuti, ma i cittadini hanno fatto una scelta diversa». Il gioco della democrazia.

“Un piano sociale e urbanistico per i beni confiscati”: se ne parla domani al San Paolo Palace Hotel, ore 9,30, a un’iniziativa di Fillea Cgil e Cgil a confronto con Comune, Anbsc e Università


Palermo 13 giugno 2024 - Un piano nazionale e urbanistico per i beni confiscati. Se ne parla domani ore 9.30 all'Hotel San Paolo Palace Hotel. La proposta, che sarà lanciata dalla Fillea Cgil Palermo, è quella di inserire il patrimonio dei beni confiscati del Comune all’interno del piano urbanistico generale del Comune di Palermo, individuando all’interno dei quartieri dei luoghi idonei per interventi di rigenerazione e riqualificazione urbana.

L'iniziativa, che coinvolge l’Agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia, il Comune e l’Università, è organizzata da Fillea Cgil Palermo, Fillea Cgil Sicilia, Fillea Cgil nazionale e dalla Cgil Palermo. A portare i saluti sarà il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo. Introduce il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo. Modera la giornalista Alessia Candito. Intervengono: Cosimo Antonica, responsabile beni immobili dell’Anbsc, Maurizio Carta, assessore all’Urbanistica del Comune di Palermo, Zeila Tesoriere, professore associato del dipartimento di Architettura, Giovanni Pistorio, segretario generale Fillea Cgil Sicilia, Franco Miceli, consigliere comunale Palermo, Brigida Alaimo, assessore a Bilancio, Tributi e Beni confiscati, Andrea Merlo, professore di Diritto penale a Unipa e Graziano Gorla segretario nazionale Fillea Cgil.

La Cgil ricorda Ciccio Nicastro, un dirigente di base del sindacato, sindaco del popolo, che ha operato con coraggio per costruire l’Italia democratica, del lavoro e della solidarietà


“Domani ricorderemo Ciccio Nicastro, dirigente sindacale della Cgil e sindaco comunista di Villafrati, a cent’anni dalla sua nascita”, dicono Dino Paternostro, responsabile del Dipartimento Archivio e Memoria storica, e Francesco Piastra, segretario di organizzazione Cgil Palermo. 

“Nicastro, bracciante agricolo semi-analfabeta, - aggiungono - è stato uno dei tanti dirigenti di base della nostra organizzazione, uno dei sindaci espressione più genuina del popolo, che nella Sicilia del secondo dopoguerra hanno operato con determinazione e coraggio per costruire l’Italia democratica, l’Italia del lavoro e della solidarietà, nata dalla Resistenza. Ha lottato per i diritti e la libertà, muovendosi lungo la via maestra della Costituzione”. 

Incredibile! In questi giorni ricordiamo l’assassinio di Matteotti, ma Posteitaliane dedica un francobollo a chi ha condiviso quel delitto!

Il francobollo dedicato ad Italo Foschi

Ieri Poste Italiane ha emesso un francobollo dedicato a Italo Foschi che tra l'altro si era congratulato con gli assassini di Giacomo Matteotti. Condividiamo il comunicato diramato dalla segreteria provinciale dell'Anpi di Ferrara

«Poste Italiane ha emesso un francobollo dedicato a Italo Foschi, militante fascista, organizzatore dello squadrismo a Roma,  fedele a Mussolini fino alla Repubblica di Salò, quando l'Italia subiva gli eccidi delle brigate nere e delle SS nazisti, noto anche per essersi congratulato con Amerigo Dumini, scrivendogli che era un eroe per l'assassinio di Giacomo Matteotti, uomo libero coraggioso ucciso da squadristi fascisti per le sue idee.

11 giugno1984: muore Enrico Berlinguer. QUEI GIORNI DI DOLORE A PADOVA


di ANTONELLO FRANCICA

Riproponiamo la emozionante testimonianza di Antonello Francica

La Memoria di una città può intrecciarsi con quella di un uomo, un grande uomo, anche se l'incontro è stato forse determinato dal caso. È così  per Padova e per Enrico Berlinguer, morto nella città di Sant'Antonio l'11 giugno 1984 dopo un ictus devastante che lo colpi durante un comizio per le elezioni europee di quell'anno. Erano due mondi diversi: l'uno leader del più grande Partito comunista d'Occidente, l'altra ancora in quegli anni terra democristiana, ma incendiata dalla furia del terrorismo rosso e nero che per molto tempo ne condizionò la convivenza civile con centinaia di attentati, omicidi e agguati a  uomini delle istituzioni, della cultura e dell'informazione.

mercoledì, giugno 12, 2024

Donata alla Città di Noto un’opera fotografica del Maestro Mario Cuccia

Un momento della cerimonia 

La Sala Gagliardi di Noto ha ospitato, sabato 8 giugno 2024, la IV tappa HONOS in memoria di Serafina Battaglia, testimone di giustizia italiana, prima donna a testimoniare contro Cosa nostra.

Il salotto culturale è stato promosso dalla Galleria EtnoAntropologica, ente nazionale organizzatore del Premio Internazionale HONOS per la cultura alla legalità e percorsi di cittadinanza attiva, con il patrocinio del Comune di Noto. Le massime autorità della Città di Noto e le autorità militari hanno risposto all’invito del Presidente della Galleria EtnoAntropologica Prof.ssa Pina Gozzo che, a nome della Commissione HONOS e di tutti i collaboratori territoriali, ha avuto l’onore di ospitare il Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Palermo Dott. Marzia Sabella, prima donna a capo di una grande Procura italiana.

“GenerAzione Civica Corleonese”: Restiamo sul territorio come punto di riferimento degli strati sociali progressisti


All’indomani della sconfitta elettorale,“GenerAzione Civica Corleonese” rilancia. Con un comunicato, che pubblichiamo integralmente, annuncia di volersi strutturare sul territorio, ed essere punto di riferimento dei settori sociali che si sono riconosciuti in questo gruppo civico progressista. Ecco il comunicato:


La nostra missione continua: rimanere un punto di riferimento per i cittadini e vigilare sull'operato delle Istituzioni locali per una Corleone inclusiva e partecipata.

“Il Gruppo GenerAzione Civica Corleonese, nel rispetto degli elettori che ci hanno espresso il loro consenso e della cittadinanza tutta, comunica la volontà di rimanere attivo sul territorio, impegnandosi in prima linea per la propria comunità.

INTERVISTA ALL’EURODEPUTATO NON RIELETTO. Bartolo: “Errori? Non parliamo ai giovani, a chi ha poco”


di Gioacchino Amato

«Sono qui nel mio ufficio a Bruxelles, devo finire il mio lavoro, non voglio tradire chi mi ha portato qui con quasi 300mila voti. Sono molto amareggiato. Deluso perché non è stato valorizzato il mio lavoro. È umiliante». Non nasconde l’amarezza, Pietro Bartolo, ricandidato all’Europarlamento ma superato in preferenze da Giuseppe Lupo per l’unico seggio (a meno di sorprese dai riconteggi) assegnato al Pd nella circoscrizione Isole. 

Lei dice di non voler tradire nessuno. Ma si sente tradito? 
«Mi sembra ingiusto che la Sicilia esprima un solo candidato del Pd, che la Sardegna aveva solo un candidato. È un meccanismo da cambiare. Poi, certo, sono amareggiato perché qui ho lavorato duramente, ho lasciato la mia famiglia, il mio lavoro, per impegnarmi in questa avventura. 
Non mi sento tradito, ma il partitopoteva fare qualcosina in più per me, sono andato avanti con le persone che mi erano vicine e sono dispiaciuto per loro, non so spiegargli perché è successo questo. Ma continuerò a lavorare per la mia terra e per il partito dalla mia Lampedusa, da quel molo Favaloro dove continuano a sbarcare a migliaia, anche se sono riusciti a eliminare i testimoni di ciò che continua a succedere». 
Perché il Pd in Sicilia tiene ma non cresce come nel resto d’Italia? 

Walter Rà, primo cittadino di Corleone: «Sostenuto da Cuffaro? Nessun imbarazzo»

Giorgio Mannino

Walter Rà è il nuovo sindaco di Corleone. Trentadue anni, fisico allenato, meloniano di ferro, ha conquistato 2.923 voti, pari al 42,38% del totale, lasciandosi alle spalle l’uscente Nicolò Nicolosi. In città davano per scontata la sua vittoria. «Sarò il sindaco di tutti», dice.

Si aspettava questo successo?

«Pensavo che ci fosse una grande voglia di cambiamento in città, lo avevo percepito. Non avevo quantificato un distacco così evidente. Noi siamo un Comune che ha avuto due precedenti famosi, un sindaco eletto con soli 3 voti di distacco dal secondo e un altro eletto per 19. Vincere con un distacco di 700 voti era da tempo che non si vedeva».

Lei aveva una potenza di fuoco dalla sua parte: Fratelli d’Italia, Dc, Forza Italia e volti provenienti dal mondo civico.

martedì, giugno 11, 2024

A Noto Cultura della legalità e dell’identità popolare con il Pm Marzia Sabella


A Noto, lo scorso 8 giugno, è stato presentato l’ultimo saggio del procuratore aggiunto di Palermo, Marzia Sabella.L’evento si è svolto presso la Sala Gagliardi, organizzato dalla Galleria EtnoAntropologica, ente promotore del Premio HONOS 2024 per la legalità e la cittadinanza attiva.

Un pubblico attento, rappresentanti militari e politici, tra cui il primo cittadino di Noto Corrado Figura,ha rafforzato la profonda riflessione sulla funzione delle donne nel crimine, sottolineando la differenza tra donne d’onore e donne del disonore.

Protagonista della serata è stata la storia di Serafina Battaglia, tra le prime a schierarsi contro i boss negli anni '60.

A 100 anni dall’uccisione fascista di Giacomo Matteotti. Il ricordo a Palermo nella chiesa di Santa Maria di Porto Salvo

Un momento del dibattito: da sx, Rosario Giuè, Caterina Basile, Dino Paternostro e Giusto Catania

DINO PATERNOSTRO

Su iniziativa di Rosario Giuè, dinamico ed impegnato rettore della Chiesa di S. Maria di Portosalvo, e della sua comunità ecclesiale, ieri pomeriggio a Palermo abbiamo ricordato il deputato socialista Giacomo Matteotti, trucidati dai fascisti il 10 giugno 1924. Insieme a Rosario, sono intervenuti Dino Paternostro (chi scrive), responsabile dipartimento Archivio e Memoria storica Cgil Palermo, e Giusto Catania, preside dell’I.C. “Giuliana Saladino” di Palermo. Diverse persone sono intervenute nel dibattito con considerazioni o domande ai relatori. 

È stato un interessante momento di riflessione sulla dittatura fascista e su chi ha avuto il coraggio di contrastarla, pur sapendo di rischiare la vita. Ho sottolineato che - ingiustamente - Matteotti viene ricordato solo come vittima del fascismo, mentre è tanto altro. 

Si batteva per la pace, per la democrazia, per il progresso, per la ragione, per la legalità, per il lavoro (e contro lo sfruttamento), per la comunione internazionale dei popoli (e contro i nazionalismi), per la speranza di futuro, per i diritti di tutti, per il ruolo del parlamento (contro la seduzione dell’uomo forte). 

“Vasto programma”, gli obiettavano i suoi avversari con un pizzico di ironia. Noi replichiamo: “si, vasto programma, oggi come ieri. Ieri come oggi”.

Dino Paternostro 

lunedì, giugno 10, 2024

Walter Rà, 32 anni, FdI, è il nuovo sindaco di Corleone con 2768 voti (42,38%)

 

Un momento dei festeggiamenti per l’elezione di Rà

Walter Rà, 32 anni, FdI, è il nuovo sindaco di Corleone.  È stato eletto con 2.768 voti, pari al 42,38%. La sua lista ha eletto 11 dei 16 consiglieri in lizza. 

A seguire, il sindaco uscente Nicolò Nicolosi che ha ottenuto 2.002 voti, pari al 31,84%. In consiglio comunale andranno lo stesso Nicolosi e i quattro consiglieri più votati. 

Al terzo posto si è collocato Pippo Cipriani, che ha ottenuto 1.761 voti, pari al 26,96%. Nè Cipriani né i candidati della sua lista andranno in consiglio comunale. 

Amministrative: a Corleone Walter Rà in vantaggio. Dopo di lui l'uscente Nicolosi

Walter Rà

Redazione Ansa
 - A Corleone per la corsa a sindaco sarebbe in vantaggio Walter Rà (Coraggio Corleone), il candidato di Fratelli d'Italia, Forza Italia e Dc. Secondo dati non ufficiali, su 12 sezioni, sarebbero oltre 3mila le schede scrutinate e Rà avrebbe il 43,8%, a seguire l'uscente Nicolò Nicolosi (Costruire Futuro) con il 31,1%, supportato da parte del centrodestra, e l'ex sindaco Pippo Cipriani (Generazione civica corleonese) con il 25,1%, sostenuto da Pd, M5s, Avs ma anche da esponenti civici di area moderata. 

Ansa, 10/6/2024

Oggi a Palermo ricordiamo Giacomo Matteotti a cent’anni dall’omicidio fascista

 


Città Nuove Corleone: ANNIVERSARI. Perché Matteotti è stato ucciso tante...


Città Nuove Corleone: ANNIVERSARI. Perché Matteotti è stato ucciso tante...: Giacomo Matteotti esce dal Parlamento pochi giorni prima di essere massacrato dai fascisti DI  ANTONIO SCURATI Il 10 giugno di cento anni fa... https://www.cittanuove-corleone.net/2024/06/anniversari-perche-matteotti-e-stato.html

ELEZIONI EUROPEE 2024 - RISULTATI - COMUNE DI CORLEONE


12 sezioni su 12 - Ultimo aggiornamento: 10 giugno 2024 ore 05:32

LISTA

%

SEGGI

 Fi-Noi moderati Forza Italia - Noi moderati - Ppe 29,1% voti 1.583

 Fdi Fratelli d'Italia 24,7% voti 1.343

domenica, giugno 09, 2024

Comune di Corleone: buona affluenza alle urne, 70,56%. Nel 2018 aveva votato il 61,13%

 


Corleone, gli studenti della Scuola agraria hanno fatto gli auguri (a modo loro) ad Italo Calvino, dedicandogli un giardino


Discorso introduttivo delle studentesse e degli studenti della sede SASR di Corleone, in occasione dell'inaugurazione del giardino della scuola agraria. Il progetto è stato ideato e coordinato dalla prof.ssa Alice De Paola

In occasione dei cento anni dalla nascita di Italo Calvino, ci siamo chiesti quale fosse il modo migliore per fargli gli auguri e abbiamo deciso di farlo a modo nostro. 

Siamo studentesse e studenti di un istituto agrario e con le nostre classi abbiamo deciso di mettere in campo le nostre competenze e conoscenze per rendere viva l’opera dell'autore. E quale modo migliore che realizzare un giardino? Abbiamo immaginato di muoverci al suo interno come avrebbe fatto Cosimo, il nostro eroe. Certo, non potevamo creare un bosco dai confini indefiniti, così come lo immaginò Calvino, ci perdonerete quindi se il nostro giardino è “un po’ più piccolo”. Pensandoci però, somiglia molto alle nostre camerette, piccole ma… nostre. Piene di fantasia, di progetti, di sogni!

sabato, giugno 08, 2024

L’urlo di dolore e di protesta del Maestro Silvio Benedetto: «Le mie opere nel degrado»

Il maestro Silvio Benedetto e Silvia Lotti

L'artista ha oggi 87 anni e da 50 abita a Campobello di Licata contribuendo al tessuto urbano del paese

di Lorenzo Rosso

Nessuno si cura delle sue opere d’arte e lui protesta, affermando di sentire voci; voci che raccontano dell’incuria e del degrado in cui, il suo lavoro artistico, viene lasciato da decenni tra l’indifferenza generale.

Silvio Benedetto, il conosciuto artista italo-argentino di 87 anni, da cinquanta abitante a Campobello di Licata, sente le voci delle sue opere d’arte che fanno la rivolta, perché sono state trascurate. Nessuno si occupa del grande murale in ceramica dell’Iliade, al Centro Polivalente, come la grande opera che è la valle delle pietre dipinte dedicata alla Divina Commedia, un parco urbano per la cui realizzazione sono state spese ingenti somme di denaro pubblico; dalle piazze, ai mosaici, alle pavimentazioni e alle statue bronzee, tutto ormai ciò che ha realizzato Benedetto nel tessuto urbano del paese, sarebbe da riprendere, da riparare e restaurare perché i vandali e l’incidere del tempo ne hanno modificato in parte il loro principale significato.

Con una serie di brevi video di denuncia, pubblicati su You Tube, Silvio Benedetto giorno per giorno, ha deciso di segnalare il degrado e l’abbandono di tante sue opere, realizzate con il lavoro di cinquant’anni: un lavoro che ha fatto, di Campobello di Licata, una città d’arte.

GUARDA IL VIDEO: LE OPERE D’ARTE PARLANO!

I cattolici invisibili


di GIUSEPPE SAVAGNONE

Conferenza episcopale contro governo

Non ha avuto forse il rilievo che ci si sarebbe potuto aspettare, in un paese ancora apparentemente legato alla tradizione cattolica, la recente presa di posizione della Conferenza episcopale italiana sul progetto di autonomia differenziata, oramai in dirittura d’arrivo in parlamento. Una presa di posizione decisamente negativa, che conferma quella espressa il 5 marzo scorso dalla Conferenza episcopale siciliana. Nel comunicato finale dell’Assemblea generale dei vescovi, svoltasi dal 23 al 26 maggio, si dice senza mezzi termini: «Alcuni progetti legislativi rischiano di accrescere il gap tra territori oltre che contraddire i principi costituzionali. È in gioco il bene comune che può e deve essere promosso sostenendo la partecipazione e la democrazia».

ANNIVERSARI. Perché Matteotti è stato ucciso tante volte

Giacomo Matteotti esce dal Parlamento pochi giorni prima di essere massacrato dai fascisti

DI ANTONIO SCURATI

Il 10 giugno di cento anni fa, il leader socialista fu massacrato dai fascisti. Ma, prima ancora, il suo omicidio iniziò a consumarsi nella calunnia e nell’isolamento che spensero una voce libera

Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924. E fu assassinato su mandato morale di Benito Mussolini, il fondatore, guida e idolo del fascismo. Modalità barbariche e mandante del delitto elevarono immediatamente l’omicidio a emblema di ogni altro crimine fascista proclamando una verità non controvertibile: la violenza politica omicida è stata — e sempre rimarrà — una componente essenziale del fascismo. La tragica morte di Matteotti rese evidente ai contemporanei — e a noi cento anni dopo — che lo squadrismo è l’essenza stessa del fascismo: un Capo, un branco di uomini in armi, la necessità di un nemico da annientare, la violenza (fisica o verbale) come orizzonte intranscendibile della lotta politica. A questa brutale semplificazione la mentalità fascista riduce la vita umana, allora come oggi. 

Il voto, le riforme da fare e la «gerarchia dei bisogni»

Don Francesco Romano - Don Cosimo Scordato


Nell’ampio dibattito che attraversa i mass media ormai da mesi, proponiamo qualche riflessione per la quale rischiamo di essere considerate persone che non sanno muoversi dentro le grandi tematiche della politica. 

Da settimane si parla di riforma della Giustizia e della separazione delle carriere dei magistrati, oltre che di premierato; non nascondiamo che abbiamo avuto qualche difficoltà a orientarci prima sul senso delle parole e poi sulla ricaduta che dette ventilate riforme possono avere sulla vita degli italiani. Non saremo noi a sciogliere il dibattito sulla opportunità della separazione delle carriere, anche se qualche dubbio ci è insorto per la preoccupazione insorgente su quasi tutto il fronte della magistratura; parimenti, il premierato ci preoccupa nella misura in cui prevedesse un incremento di potere nella figura di una persona (il/la premier) a fronte di un equilibrio di poteri che la Costituzione Italiana tende a privilegiare. Non riusciamo a rispondere ad alcune domande.

Elezioni comunali 2024. Da Corleone a Cinisi, gli altri comuni al voto


Nel paese dell’entroterra palermitano centrodestra spaccato fra Nicolosi e Rà; a sinistra si ricandida Cipriani

di DANIELE DITTA


Oltre a Bagheria e Monreale ci sono altri sette Comuni della provincia di Palermo chiamati alle urne sabato e domenica. Corleone è uno dei centri dove il livello di scontro è più alto. Tre i candidati a sindaco: l'uscente Nicolò Nicolosi (Costruire Futuro), Pippo Cipriani (Generazione civica corleonese) e Walter Rà (Coraggio Corleone).

Il centrodestra è spaccato in due a Corleone: Fratelli d'Italia, Forza Italia e Dc sostengono Rà, ma c'è una componente importante dei meloniani - quella di Diventerà Bellissima, vicina all'ex governatore Nello Musumeci e all'attuale assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò - che ha garantito appoggio a Nicolosi. Il centrosinistra invece si è schierato con Pippo Cipriani, già sindaco, che ci riprova con un campo largo composto da Pd. M5S, Avs ma anche esponenti civici di area moderata.