martedì 7 maggio 2019

Corleone, di chi sono la Torre Saracena e la Cascata delle Due Rocche?

La Torre saracena, simbolo di Corleone

DINO PATERNOSTRO
Corleone non è Roma e la Torre Saracena e la Cascata delle Due Rocche non sono la Fontana di Trevi e il Colosseo. Fatte le debite proporzioni, però, i corleonesi in questi giorni stanno vivendo le stesse sensazioni che potrebbero vivere i cittadini romani, se all’improvviso spuntasse qualcuno sostenendo che la Fontana di Trevi e il Colosseo sono di sua proprietà. Stupore, certo. Ma anche sconcerto ed irritazione. Hanno appreso, infatti, che un cittadino corleonese rivendica (a quanto pare, esibendo anche i relativi atti) di essere proprietario della Torre Saracena e di parti della Cascata delle Due Rocche. E, tanto per far capire che non scherzava, ha chiuso con un cancello l’accesso alla Torre. Dopo qualche giorno il cancello (pare dopo un intervento ufficioso del comune) è stato rimosso.
Stranamente, però, il comune ha chiuso il cancello d’accesso alla cascata delle Due Rocche (con la motivazione di una sua messa in sicurezza). Resta in piedi, comunque, la rivendicazione della proprietà da parte del privato dei due beni che rappresentano da secoli un po’ i simboli di Corleone. C’è qualcosa di vero o è un boutade? Che possibilità reali ha il privato di acquisire veramente la proprietà dei due beni?
La cascata delle Due Rocche "in prigione"
Abbiamo sentito gli amministratori comunali e gli uffici, che assicurano di stare approfondendo la questione. A quanto pare, il privato in questione è da alcuni anni che rivendica la proprietà dei due beni. Almeno dalla sindacatura di Nino Iannazzo (2007-2012). Ma gli amministratori probabilmente non hanno mai preso sul serio il problema. Se lo avessero fatto (dice qualcuno), avrebbero potuto da tempo chiedere al presunto proprietario (se effettivamente è proprietario!) di intervenire con i propri mezzi finanziari per mettere in sicurezza i due beni. Invece, il comune ha sempre chiesto l’aiuto dello Stato (quindi del pubblico): per mettere in sicurezza i due grandi blocchi in pietra su cui è gli arabi costruirono la torre e poi per consolidare e restaurare la torre medesima. Stesso discorso per la Cascata delle Due Rocche. Per l’uno e per l’altro bene sono stati spesi diversi milioni di euro (pare almeno 5-6 milioni di euro) per metterli in sicurezza. Soldi che avrebbe dovuto spendere il privato.
Comunque, bisogna sicuramente approfondire la vicenda. L’amministrazione comunale ha il dovere di sciogliere tutti i nodi, avvalendosi delle professionalità necessarie, che possiede (il segretario generale, i capi settori), e comunicare ai cittadini come stanno le cose. Non bisogna assolutamente permettere che si possa pensare ad operazioni speculative, facilmente immaginabili.
Dino Paternostro

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