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domenica 18 giugno 2017

Ius soli. “La Chiesa è a favore, la considera indispensabile”

PAOLO RODARI
L’INTERVISTA/ MONSIGNOR GIAN CARLO PEREGO, VESCOVO DI FERRARA
ROMA.
Definisce lo “ius soli” «uno strumento indispensabile ». Spiega che la Chiesa si è più volte espressa affinché si aggiorni la legge sulla cittadinanza del 1992 «inadeguata ai tempi che corrono». E bolla le uscite di Beppe Grillo e della Lega come dannose: «Seminare il panico su una legge necessaria per motivi elettorali è poco responsabile».
Monsignor Gian Carlo Perego, direttore della Fondazione Migrantes della Cei, e arcivescovo di Ferrara, perché la legge va aggiornata?
«Quella legge è inadeguata perché non considera ciò che il nostro Paese oggi è diventato, i suoi cinque milioni di migranti e una mobilità cresciuta. Lì si premiava lo “ius sanguinis” – “diritto di sangue”: un bambino è italiano se almeno uno dei genitori lo è ndr – e cioè si salvaguardava chi emigrava. Non si volevano perdere i cittadini che lasciavano l’Italia in cerca di fortuna. Oggi un sano realismo richiederebbe di premiare invece chi arriva da noi. “Ius soli” (il diritto legato al territorio) e “ius culturae” (il diritto legato all’istruzione), sono strumenti che migliorerebbero la vita nelle nostre città, favorendo inclusione e partecipazione».
La Chiesa vuole questa legge?

«Sì. Già nelle ultime due settimane sociali dei cattolici italiani – dal 1907, con cadenza pluriennale, il momento più importante di confronto sui temi sociali per i credenti – la Chiesa ha chiesto una nuova legge. La riteniamo indispensabile».
Grillo definisce «vergognoso tenere il Parlamento in stallo» quando in Italia molte famiglie si trovano in difficoltà economica. Cosa pensa?
«Forse questo tipo di contestazione fa guadagnare voti, ma non aiuta il Paese. Seminare panico e confusione non serve. E poi perché non votare una legge giusta soltanto perché ci sarebbero altre presunte priorità? Questa legge aiuterebbe diversi ragazzi a trovare più facilmente lavoro e aiuterebbe la nostra economia. Fra l’altro non si tiene conto che il 75% degli italiani vuole la legge, come ha dimostrato “L’Italia sono anch’io”, la campagna delle organizzazioni nazionali che si battono per i diritti dei migranti».
Per la Lega in un periodo di «forte invasione di clandestini» la legge farebbe estinguere gli italiani.
«L’Italia non è più da tempo paese d’attrazione e, dunque, non c’è alcuna invasione. Approvare la legge quanti in tanti lasciano l’Italia, aiuterebbe chi vuole andarsene a rimanere».
La Repubblica, 18 giugno 2017

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