sabato 5 maggio 2012

L'allarme del procuratore Grasso sul voto: "Pericolo di inquinamento mafioso"


Il procuratore antimafia Piero Grasso
Monito del procuratore nazionale antimafia a margine della manifestazione per ricordare il giudice Pietro Scaglione assassinato da Cosa nostra nel 1971. E sul caso Grillo dice: "Prima di affermare che la mafia non strangola? Venga in Sicilia a fare il commerciante"
"Il pericolo dell'inquinamento mafioso del voto c'è sempre, perché la mafia si pone come intermediaria tra i bisogni dei cittadini e il potere. Il potere che è in mano alla politica locale o nazionale". È il monito del procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso, alla vigilia del voto amministrativo. Grasso ne ha parlato oggi a margine della manifestazione per ricordare il procuratore Pietro Scaglione assassinato da Cosa nostra nel 1971. "Quindi  -  prosegue Grasso  -  la mafia cerca di partecipare al potere e di condizionarlo e di portarlo ai propri fini.
Lo vediamo dalle indagini di mafia da cui emergono che Cosa nostra si interessa persino delle nomine dei primari ospedalieri e dell'informazione, cercando di influenzarla. Sappiamo che la mafia è un fenomeno criminale ma anche sociale, finanziario ma anche economico e quindi va combattuto in tutti i campi. Con minor bisogno ci sarà anche un minor bisogno della mafia che spesso fa solo promesse". Il caso Grillo. "Non credo che Grillo conosca bene" la realtà siciliana. "Dovrebbe vivere per un po' di tempo qui in Sicilia e magari aprire un esercizio commerciale. Forse così potrebbe capire se viene strangolato o no". Con queste parole Grasso è tornato a parlare della polemica legata alle dichiarazioni fatte Beppe Grillo. Il comico aveva detto che "la mafia non strangola i propri clienti, chiede il pizzo". "D'altra parte  -  dice Grasso  -  Beppe Grillo ha un suo modo paradossale di esasperare le contraddizioni ed ha anche un suo obiettivo politico. Io no".

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