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giovedì 1 dicembre 2016

Il primo buco nero d’Italia. La strage di Portella a fumetti

SILVESTRO LIVOLSI
Il volume focalizza il complotto in Sicilia come epicentro delle future trame eversive
Un fumetto per raccontare la strage di Portella della Ginestra del 1° Maggio del 1947. A sceneggiarlo (con scrupolosa e documentata perizia storica) e a disegnarlo (con incisivo e raffinato tratto grafico) sono stati Luca Amerio, Luca Baino e Susanna Mariani per la casa editrice Becco Giallo (144 pagine, 16 euro). I tre autori ricostruiscono la trama oscura degli interessi reciproci, ideologici e di potere, degli Usa, dello Stato italiano governato dalla Democrazia cristiana e di più o meno consapevoli frange del separatismo e del banditismo siciliano che portò al massacro in cui persero la vita più di dieci persone, tra contadini, donne e bambini che manifestavano contro la miseria e la fame a cui li costringeva il latifondo.

E nelle chine, dal segno forte e convincente, ben si trasmette il messaggio che la tragedia di Portella della Ginestra va collegata al «sottile filo nero» eversivo e mafioso che attraversa la storia dell’Italia nel Novecento.
È certo, infatti, che la criminosa impresa di Salvatore Giuliano, protagonista principale dell’azione militare che trucidò i manifestanti a Portella della Ginestra, è il primo atto di una serie di stragi di Stato che si susseguiranno con continuità e lucida pianificazione strategica per tutto il secolo scorso.
Gli attori lugubri del primo complotto teso a indebolire l’ancor “giovane democrazia” italiana, appena uscita dalla guerra e dal fascismo, e mirato a imprimere un corso forzoso di fedeltà all’alleanza atlantica guidata dagli Usa e di rifiuto di ogni ipotesi o possibilità di avanzata delle forze socialiste e comuniste, vengono espressionisticamente fuori dalle tavole del fumetto e prendono le sembianze animate di Giuliano, ovviamente, e degli uomini della sua banda (in primis i suoi luogotenenti, Gaspare Pisciotta e Salvatore Ferreri, alias Fra Diavolo). Ma anche il ruolo fondamentale dei manovratori occulti, nel graphic novel, è tracciato in modo netto attraverso i profili degli uomini dei servizi segreti americani (il colonnello James Angleton, il reverendo metodista italo-americano Frank Gigliotti), delle forze dell’ordine italiane (il maggiore dei carabinieri Angrisani), dei politici (l’onorevole Scelba, allora ministro democristiano dell’Interno, l’onorevole Tommaso Leone Marchesano e il deputato regionale Giacomo Cusumano Geloso, entrambi del Partito nazionale monarchico), di esponenti del Movimento separatista siciliano (il principe Giovanni Francesco Alliata). Personaggi che operarono, alcuni, per rendere possibile la strage, strumentalizzando Giuliano e le sue velleitarie idee separatiste e, altri, facendo sparire, altri, prove e testimoni (Pisciotta e Fra Diavolo verranno uccisi) del coinvolgimento degli apparati deviati delle istituzioni e della politica .
Il fumetto mostra come dall’attentato a Togliatti, compiuto appena un dopo la strage di Giuliano, nel ’48, agli anni di piombo (passando per la strage di piazza Fontana nel ’69, di Piazza della Loggia nel ’74, per le bombe sul treno Italicus, sempre nel ’74) non si sia fatto altro che «mettere in atto una strategia che era stata sperimentata a Portella della Ginestra», ricostruendo con sapienza storica e sicura conoscenza degli studi più recenti (di cui si dà conto nell’ampia bibliografia che chiude il libro) un avvenimento cruciale non solo per la Sicilia ma per l’intero Paese. La graphic novel diventa così, nella sua ottima fattura artistica, un veicolo efficacissimo di alta educazione civica, poiché, come ricorda Matteo Raimondi, che cura l’introduzione al volume, «bisogna sempre parlare, perché la chiarezza e la consapevolezza sono l’unica chiave per raggiungere la dignità nelle cose e nella vita di tutti i giorni. Dignità che è stata tolta ai morti di Portella della Ginestra, e a tutte quelle morti che hanno afflitto la Sicilia e l’Italia sin dalla sua costituzione. E della cui verità ancora non si sa abbastanza».
”Portella della Ginestra” è l’ultimo di una consistente serie di fumetti che l’editrice di Padova ha dedicato negli ultimi dieci anni alla Sicilia, alla presenza mafiosa e all’attività di chi l’ha combattuta o ne è stato vittima. Esempi eccelsi sono la biografia di Danilo Dolci, il lavoro di Giacomo Bendotti sulla agenda rossa di Paolo Borsellino, e di Ilaria Ferramosca e Marco De Francisco sui “ragazzi della scorta” di Falcone. E poi, ancora disegni e nuvolette parlanti su Rostagno, Mattei in Sicilia, Falcone. Nel 2014, inoltre, è stata pubblicata una simpatica graphic novel diretta soprattutto ai più piccoli, dal titolo ”La mafia spiegata ai bambini: l’invasione degli scarafaggi”, opera dei disegnatori siciliani Marco Rizzo e Lelio Bonaccorsi, che avevano dedicato, nel 2009, sempre per i tipi di Becco Giallo, un fumetto alla vita di Peppino Impastato, da qualche settimana ristampato, interamente a colori.

La Repubblica, 30 nov 2016

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