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martedì 1 dicembre 2015

Ficuzza, una lapide per ricordare i 22 forestali morti sul lavoro, durante lo spegnimento di incendi nei boschi



La lapide che ricorda i forestali morti sul lavoro
La Flai: “Giusto ricordare il lavoro utile e rischioso fatto per la collettività”. A Corleone, nell’estate del 1999 mori nell’adempimento del suo dovere l’operaio forestale Liborio Marino, capolega della Flai-Cgil, un uomo generoso, impegnato nella difesa dei lavoratori
FICUZZA - 30 novembre 2015 – Oggi a Ficuzza, davanti alla Caserma Forestale,  è stata scoperta una lapide in ricordo dei 22 forestali siciliani morti in servizio. Ad organizzare la giornata in memoria dei Forestali è stato il comando del distaccamento Foreste di Ficuzza. Alle 10 è stata celebrata una messa nella cappella della Real Casina di caccia dei Borbone. All’iniziativa, alla quale sono state invitate le forze politiche e i sindacati,  ha partecipato la Flai Cgil di Palermo.
“I forestali vanno ricordati anche per questo. Nel comparto dell’antincendio, visto oggi  come  luogo di sprechi e di assenteismo,  c’è l’opera di quanti lavorano per la salvaguardia del patrimonio boschivo mettendo a rischio la loro vita e anche perdendola – ha dichiarato il segretario della Flai Cgil di Palermo Tonino Russo -  E’ la prima volta che si organizza un’iniziativa del genere, importante per ricordare i morti e tutti i lavoratori forestali, e il lavoro  utile e rischioso che fanno per la collettività”.  “Anche la città di Corleone ha pagato il suo prezzo di vite umane nell'impegno per la difesa del territorio – ha detto Dino Paternostro, responsabile del dipartimento legalità della Cgil di Palermo -. Un operaio forestale di Corleone, Liborio Marino, morì in seguito alle ustioni riportate durante lo spegnimento di un incendio boschivo nell'estate del 1999. Liborio era un uomo generoso, impegnato nella qualità di capo lega della FLAI-Cgil di Corleone, nella difesa dei diritti dei lavoratori. In una giornata come questa è giusto ricordare pure lui”. Tra le altre vittime ricordate nella giornata della memoria dei Forestali anche un aviere morto durante un’operazione a Castronovo, schiantatosi col suo mezzo nel lago Fanaco, e un brigadiere arso vivo assieme a tre operai della forestale a Linguaglossa,  nel tentativo di domare un incendio. “Da un paio d’anni si parla e sparla del corpo forestale, dimenticando che uno dei motivi per cui nasce l’Azienda forestale, dopo la guerra, è stato quello di intervenire nei paesi distrutti dal bombardamenti, con il compito della tutela del vincolo idrogeologico. I forestali lavoreranno a questo scopo fino agli anni ’70 – ha aggiunto il commissario Francesco Muratore, comandante del distaccamento - Nel tentativo di spegnere gli incendi, ho classificato 25 vittime, ma solo di 22 siamo riusciti a risalire ai nomi. I forestali non sono un esercito di fannulloni come oggi una memoria poco attenta li considera:  hanno pagato un tributo altissimo per salvare i nostri boschi, esposti a eventi criminosi quali sono gli  incendi che continuano a distruggere il patrimonio boschivo”.

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