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venerdì 1 agosto 2014

S. Giuseppe Jato. Gli operatori sanitari del territorio hanno donato un defribillatore alla Guardia Medica



Il dott. Antonio Candela
Un defibrillatore semiautomatico alla Guardia Medica di San Giuseppe Jato per le emergenze cardiache. Sono stati medici di famiglia, specialisti, farmacisti, dentisti, biologi ed operatori sanitari del comprensorio che, spontaneamente, hanno deciso di avviare una raccolta fondi per l’acquisto del dispositivo. Il defibrillatore è stato consegnato questa mattina dal Sindaco della cittadina, Davide Licari, al Direttore generale dell’Asp di Palermo, Antonino Candela. “E’ un gesto di generosità emblematico sulla grande sensibilità di chi lavora per tutelare la salute pubblica - ha sottolineato il manager dell’Azienda sanitaria – immediatamente formeremo il personale in servizio alla Guardia medica di San Giuseppe Jato per potere utilizzare il defibrillatore nei casi di arresto cardiaco”.



L'arresto cardiaco improvviso è la principale causa di morte prematura nel mondo e l'utilizzo della scarica del defibrillatore può risolvere e provvedere al mantenimento in vita nella maggior parte dei casi. In Europa le vittime di arresto cardiaco sono 400 mila all'anno, mentre in Italia oltre 60 mila persone ogni anno vengono colpite, con una media di 164 persone al giorno.
“Il defibrillatore semiautomatico è uno strumento estremamente semplice da utilizzare -  ha spiegato Candela – è un dispositivo che analizza autonomamente il ritmo cardiaco del paziente e determina se è necessaria l'erogazione di uno shock. La breve ‘interruzione’ dal caos elettrico può essere sufficiente per riavviare il battito cardiaco al ritmo normale”. 
Il defibrillatore sarà a disposizione della comunità di San Giuseppe Jato che recentemente si è allargata accogliendo 70 immigrati ospiti in una struttura gestita dalla cooperativa “La Fenice”. “Ringrazio i promotori dell’iniziativa e soprattutto ringrazio i 16 professionisti che hanno donato i fondi per l’acquisto del defibrillatore – ha detto il Sindaco di San Giuseppe Jato, Davide Licari – grazie a loro e grazie alla loro sensibilità, la comunità si sente più sicura. E’ la dimostrazione che al miglioramento della qualità della vita e, soprattutto, alla tutela del bene della salute, possiamo contribuire tutti sia come istituzioni, sia come privati cittadini. Ringrazio anche le Associazioni Orizzonte donna, Eos, Liberessenze ed Agorà 2.0 per avere effettuato altre raccolte fondi per medesime finalità a favore della comunità".

Palermo 1 agosto 2014

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