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lunedì, novembre 22, 2021

Violenza donne. Il 25, nel pomeriggio, alla Cgil Palermo, il lancio di uno spazio donna “virtuale”, la presentazione del libro “Io, Felicia” con gli autori, Luisa Impastato e l'assessora Marano, e l'installazione di una panchina rossa

Palermo 22 novembre 2021 – Sono tre i momenti, uno virtuale, uno culturale e uno simbolico, che la Cgil Palermo pone al centro della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne del 25 novembre.

L'iniziativa, che si terrà giovedì, ore 16,30, in via Meli, 5, sarà aperta dai saluti segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo. Si parte con l'inaugurazione di un nuovo “spazio donna”, una pagina facebook dove raccontare e denunciare i ricatti e le molestie sul lavoro e trovare indicazioni utili per l'inserimento lavorativo.

Seguirà la presentazione del libro “Io, Felicia. Conversazioni con la madre di Peppino Impastato”, la mamma coraggio di Peppino Impastato, esempio di donna che ha lottato con varie forme di violenza, subendo anche la morte del figlio e la violenza mafiosa in casa, da cui si è emancipata. Alla presentazione intervengono i due autori del libro, Mari Albanese e Angelo Sicilia, Luisa Impastato, presidente dell'associazione “Casa memoria Peppino e Felicia Impastato” e l'assessora del Comune di Palermo Giovanna Marano. Presenta il libro Daniela Vancheri, segretaria Flc Cgil Palermo.

Infine, l'inaugurazione di una panchina rossa realizzata, dipinta e decorata dalla Cgil, per ricordare le vittime della violenza e rafforzare l'impegno di delegate e delegati, che ogni giorno sono le “sentinelle” nei posti di lavoro contro la violenza sulle donne.

Un pomeriggio di confronto sul superamento di un'emergenza sociale che vìola la dignità delle donne e delle lavoratrici. “Abbiamo unito questi momenti perchè l'emancipazione dalla violenza sulle donne passa attraverso due grandi strategie: un cambiamento culturale e politiche attive per l'inserimento lavorativo delle donne – spiega il senso delle iniziative Enza Pisa, responsabile del coordinamento donne Cgil Palermo - La cultura è il vaccino che rende libere di entrare nel merito di temi quali l'identità di genere, l'orientamento sessuale, le discriminazioni. L'indipendenza economica fa sì che la donna possa lasciare la casa dove è costretta a convivere col suo aguzzino e rifarsi una vita”.

La nascita della pagina facebook del Coordinamento donne mira a porsi come strumento per le segnalazioni dei casi di molestie e difficoltà sul lavoro e per le informazioni e su servizi e temi che riguardano il lavoro delle donne e sugli sportelli della Camera del Lavoro “Questo spazio donne, ideato per raggiungere una platea sempre più diversificata e diversa, ha una duplice funzione – spiega Enza Pisa – Un punto di riferimento per accompagnare le donne verso l'inserimento lavorativo con informazioni di supporto, analisi di competenze e abilità, redazione di curriculum, informazioni sui concorsi e sulle occasioni del mondo della scuola. E, per la denuncia dei casi di violenza, ci sarà la possibilità di compilare un form anonimo con informazioni di base ed essere indirizzate verso la categoria del settore di appartenenza, oltre che accolte e accompagnate verso le scelte legali o vertenziali che chi denuncia intenderà intraprendere”.

Infine, la scopertura di una panchina rossa, posta per ora nel cortile interno della Camera del Lavoro, in attesa di una sede esterna. “Si tratta di un'idea nata come momento di condivisione delle compagne e dei compagni della Camera del Lavoro. Verrà costruita, dipinta e decorata mettendo a valore e usando come risorsa le nostre abilità”, dice Anna Maria Tirreno, segretaria Cgil Palermo, che concluderà con il suo intervento la manifestazione. “Oltre al momento simbolico, la Cgil Palermo – aggiunge Anna Maria Tirreno - intende estendere i momenti formativi per le delegate e i delegati perché è importantissimo, per fare prevenzione e tutela, imparare a riconoscere il rischio di violenza e di molestie e far emergere le storie sommerse. Per questo, se sempre più lavoratori e lavoratrici raccontano e denunciano quello che subiscono sarà più facile affrontare un fenomeno sociale sempre più diffuso, individuando le strategie più adeguate di tutela”.

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