martedì 20 luglio 2021

Letta a Palermo. Prima lo Zen poi la sua agorà e un partito da ricostruire

Enrico Letta all’Agorà di Villa Filippina

di SARA SCARAFIA

Per ricostruire il Pd siciliano Enrico Letta parte dalle periferie. E nel giorno dell’anniversario della strage di via D’Amelio, prima di inaugurare le agorà democratiche che il segretario dem ha scelto di far partire da Palermo, raggiunge lo Zen e siede per più di un’ora con Mariangela Di Gangi, presidente del Laboratorio Zen insieme, e con i suoi volontari per farsi raccontare cosa vuol dire lavorare nella trincea della quinta città d’Italia da loro che assistono più di 100 bambini e adolescenti fino a 18 anni. All’inizio del lungo anno elettorale, Letta in Sicilia prova a rimettere in piedi un partito che non c’è partendo dalla società civile. Accompagnato dal vicesegretario Peppe Provenzano — le voci di una sua candidatura alla Regione sono sempre più pressanti — parte dal ventre di Palermo. E sceglie un giorno simbolico — quello in memoria del giudice Paolo Borsellino — per parlare di legalità ma a partire dal basso. 

Alle 18 a Villa Filippina, dove i dem hanno organizzato l’appuntamento che apre la stagione del confronto voluta da Letta, il contingentamento dettato dal Covid all’inizio è una benedizione: i posti a sedere sono 400 ma in fondo ci sono un po’ di sedie vuote che si riempiono in parte durante il pomeriggio. Ad accogliere il segretario non c’è un pienone. Ma lui prendendo la parola per primo ringrazia tutti i presenti: « Viva Palermo e viva la Sicilia » . Si siede in mezzo, lontano dalle prime file e ascolta gli interventi, da quello di Don Ciotti a quello dell’ex presidente del Senato Piero Grasso. In platea arriva il deputato di Leu Erasmo Palazzoto. Ma ci sono pure Vito Lo Monaco del Centro Pio la Torre e Antonella Di Bartolo, la preside coraggio di Sperone che ha combattuto contro la dispersione scolastica, che a Villa Filippina dice che « la scuola non basta», che nei quartieri a rischio «serve il lavoro perché rende liberi». Interviene anche il sindaco Leoluca Orlando, che arriva a lavori iniziati per impegni istituzionali, ma che aveva già raggiunto Lettaall’Ars. «Che succederà dopo di me? Io non potrò essere eletto perché non potrò ricandidarmi ma vincerà la mia visione » , dice Orlando che per la prima volta, in casa Pd, parla di una continuità amministrativa. E quando prende la parola a Villa Filippina dice «grazie per l’accoglienza anche se adesso non dovete accogliermi più, io sono voi» per poi chiedere al partito di farsi portavoce di un incontro col governo perché Palermo, «come altri comuni siciliani, non è in grado di chiudere i bilanci ». Del resto Orlando e buona partedella sua giunta — si sono tesserati una settimana fa — sono tutto quello che il Pd ha portato in dono a Letta alla vigilia delle amministrative. A meno di un anno dal voto non c’è traccia di una rosa di possibili candidati. E il partito siciliano, attraverso il segretario regionale Antony Barbagallo, continua a dire che il nome deve essere pescato da fuori, da quella società civile che Letta ha deciso di non tirare in ballo ma di andare a conoscere. Allo Zen l’incontro con gli attivisti è stato riservato. Di Gangi, che non ha fatto mistero della sua disponibilità a candidarsi, dice « che è importante che per costruire un nuovo centrosinistra si parta dalla conoscenza e dall’ascolto di luoghi che sono la parte più importante del Paese e quella più grande delle città » . Letta ha visitato il campetto, il giardino, la biblioteca e il punto luce di Save the Children. Anche Di Bartolo, la preside invitata alla pre- agorà, si è fatta avanti. Barbagallo insiste — « il centrosinistra ha bisogno di una donna alla guida di Palermo» — e dice che il Pd siciliano « è in cammino » : « Abbiamo almeno un centinaio di sindaci, più o meno 1.500 amministratori — dice — nei comuni sono ritornati i circoli » . E i giovani? All’Agorà qualcuno c’è. Valerio Bordonaro, responsabile Europa del Pd Sicilia, trentenne vicino a Letta, dice che « la partecipazione » è la sfida per « rinnovarsi e compattarsi » . Quando il segretario riparte, il vice Provenzano chiude la serata nel cuore di Ballarò, in quel Moltivolti in prima linea sui migranti, sui porti e sull’accoglienza. 

La Repubblica Palermo, 20/7/2021

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