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martedì 27 luglio 2021

Il parco Monte Jato nel degrado. Protesta e musica nella cavea

LEANDRO SALVIA

Il flashmob su monte Jato


SAN CIPIRELLO. Hanno sfidato il caldo di fine luglio per accendere l’attenzione sul parco archeologico di Monte Iato. Erano poco più di una ventina i visitatori-manifestanti che domenica mattina hanno chiesto maggiore tutela per l’antica Iaitas.
Per farlo hanno sfoggiato anche una maglietta con la scritta “I love Monte Jato” e hanno coinvolto il fisarmonicista Pierpaolo Petta, che ha eseguito alcuni brani nella cavea del teatro greco. Ad organizzare l’iniziativa era stato Totò Alamia, che nei giorni scorsi aveva denunciato le condizioni di precarietà in cui versa il parco.

A rispondere è il direttore Stefano Zangara: “Pur senza risorse stiamo facendo il possibile per garantire la fruibilità in sicurezza su monte Iato. E in tal senso siamo disposti a lavorare in sinergia con le associazioni del territorio. Già da alcune settimane l’antiquarium di Case D’Alia e le strutture ricettive e di accoglienza sono state liberate dalle sterpaglie creando le necessarie barriere parafuoco. Anche quasi tutto il tracciato viario, che dal parcheggio porta i turisti nell’antico abitato di Jato, è stato diserbato e liberato dal pericolo incendi.

Purtroppo la vastità del territorio, circa 220 ettari, con la sua difficile orografia, ha bisogno del fondamentale intervento degli uomini e dei mezzi speciali del Corpo Forestale, della Protezione Civile, ma anche di tutti coloro che amano questo meraviglioso sito”. Di qui l’appello ai cittadini e alle associazioni del territorio: “Incontriamoci per trovare soluzioni condivise finalizzate a valorizzare Monte Iato”.


Tra i partecipanti al flashmob di domenica c’era la senatrice Cinzia Leone, originaria di San Cipirello, che sulla sua bacheca social non ha risparmiato critiche: “Ho constatato lo stato di abbandono totale del parco archeologico ridotto ad una vera e propria discarica”. La senatrice dei 5 Stelle ha annunciato che intende seguire “l’iter che porta al commissariamento del sito”. Leone nel suo post critica sia le Regione che “non ha fatto valere la propria autorevolezza in merito alla questione dei parchi archeologici siciliani”, sia l’amministrazione locale: “le commissarie latitano”.

Il parco di Monte Iato era rimasto chiuso al pubblico fino ai primi di giugno per il protrarsi della zona rossa a San Cipirello. Che ha anche ritardato l’avvio dell’annuale campagna di scavi dell’Università di Zurigo, che quest’anno partirà l’8 agosto. Di qui la presenza di sterpaglie tra i resti della città antica. Sono, infatti, gli operai specializzati della missione archeologica a ripulire le aree di scavo.

Per la valorizzazione e sistemazione di Monte Iato dell’area archeologica sono stati stanziati 964 mila euro grazie ad una bando del Dipartimento dei Beni Culturali: “L’intervento – spiega il direttore Zangara – ha avuto però non pochi intoppi. Infatti, oltre alla sostituzione del Rup e della commissione di gara, c’è stato un problema con il bando di gara. Adesso stiamo lavorando alacremente anche per valutare le oltre 150 offerte. Evidentemente restano alcune criticità, ma speriamo di superarle presto anche con l’aiuto di quanti abbiano a cuore il Parco di Monte Iato”. (LEAS-foto leas)

LEANDRO SALVIA

Giornale di Sicilia del 27/07/2021


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