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lunedì 12 luglio 2021

Gratteri boccia la riforma Cartabia: “Così il sistema va in tilt e delinquere conviene”

Il magistrato Nicola Gratteri

Dopo il più celebre degli avvocati anche uno dei magistrati più famosi d’Italia. Nuova bocciatura per la riforma della Giustizia. Da Coppi a Gratteri il giudizio è sempre negativo e il ministro Marta Cartabia un obiettivo lo ha già raggiunto ma in senso negativo: mettere d’accordo difesa e accusa, avvocati e magistrati.  

“Con questa riforma della Giustizia il sistema non solo è destinato ad andare in tilt, ma in questo modo non viene assicurata alcuna giustizia” ha dichiarato il procuratore antimafia di Catanzaro Nicola Gratteri dalle colonne del “Fatto Quotidiano”. Parole che assumono in significato di una bocciatura senza appello. Per il magistrato di Gerace stabilire “che la prescrizione si interrompe dopo la sentenza di primo grado, ma al contempo imporre termini “tagliola” per il processo di appello e per quello successivo di Cassazione, senza intervenire sui sistemi di ammissibilità degli appelli o dei ricorsi per Cassazione, significa solo preoccuparsi di smaltire carte, non di assicurare una decisione giusta”.

Gratteri ribadisce che il compito dei magistrati è quello di “fare giustizia, non smaltire carte” e aggiunge: “Noi abbiamo a che fare con la vita delle persone. I giudici di appello e di Cassazione devono, all’esito di un’analisi ponderata, rimediare – se esistono – a errori commessi nel grado precedente”.


I consigli (inascoltati) di Gratteri

Davigo aveva parlato di “un’amnistia mascherata”, Gratteri va oltre: “Questa ‘tagliola’ colpirà anche processi delicatissimi, come omicidi colposi e violenze sessuali. È uno schiaffo alle vittime. Così delinquere conviene di più. Perché nessuno pensa alla mortificazione di chi non solo viene umiliato da soprusi e angherie, ma poi viene anche praticamente abbandonato dallo Stato? È come pensare di risolvere il dramma delle liste d’attesa nelle Asl col bollino di scadenza: vai all’ospedale, prenoti una visita o un intervento chirurgico, aspetti pazientemente il tuo turno e poi, quando finalmente arriva, se non c’è posto o è passato troppo tempo, perdi ogni diritto: niente visita e niente intervento, anche se sei malato grave ti rimandano a casa. Ma davvero è questa la giustizia che gli italiani si meritano?”. Per velocizzare i processi serve altro e il procuratore di Catanzaro lo sostiene ormai da anni. La sua ricetta è semplice: più risorse umane: “Occorrono prima di tutto uomini (magistrati, personale amministrativo e di polizia giudiziaria) e mezzi adeguati rispetto a una mole di affari giudiziari elefantiaca”. Per rendere le procedure più snelle basterebbe – a giudizio di Gratteri – limitare le ipotesi di appello rendendo inammissibili le impugnazioni vistosamente pretestuose: “In Cassazione solo i ricorsi che realmente riguardano la legittimità”.

calabria7.it, 12/7/2021


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