CFC - CENTRO FISIOTERAPICO DEL CORLEONESE

mercoledì 23 giugno 2021

Succede a Trappeto: Danilo Dolci? No, meglio Giovanni Paolo Secondo


SALVO VITALE

Quando succedono di queste cose, ci si trova davanti spesso a fanatici di fazioni politiche locali o regionali che giocano a farsi i dispetti, e quindi con soggetti ottusamente schierati in una dimensione ideologica, senza possibilità di dialogo, oppure a ignoranti e imbecilli che non accettano confronti e non riconoscono nulla alla grandezza degli uomini della parte opposta, per loro innalzati al ruolo di nemici sulla base di generici “sentito dire”.

Isnello

E’ successo Isnello, un paesino delle Madonie, di tradizione rossa, dove nel 1998 il sindaco aveva deciso l’intitolazione di una via a Peppino Impastato, facendone incidere il nome su un grande ceppo al limite della stessa via. Quando nel 2002, a seguito del capovolgimento politico che interessò molti comuni siciliani, venne eletto un sindaco di Forza Italia, costui dispose la rimozione del ceppo e la rinominazione della via alle “Vittime della mafia”. I compagni di allora trovarono il ceppo rimosso e caricandolo su una motopala lo rimisero a posto, ma di notte il ceppo scomparve di nuovo e questa volta non si trovò più. Solo nel 2008, allorchè venne rieletto il sindaco di dieci anni prima, il ceppo è stato rimesso a posto e tutto è tornato come all’inizio.


Ponteranica

Sempre nei confronti di Peppino Impastato un’altra grave rimozione venne consumata a Ponteranica, un paesino della Padania, dove era stata decisa nel 2008 l’intitolazione della biblioteca a Peppino Impastato, cosa durata sino al 2009, allorchè il nuovo sindaco leghista non decise di revocare quel nome scomodo e di reintitolare la biblioteca a un locale storico, un ignoto padre sacramentino, tal Giancarlo Baggi, facendo irritare persino gli stessi padri sacramentini, infastiditi da questa contrapposizione. A nulla valsero le proteste e un corteo con 7 mila persone Si è dovuto aspettare un nuovo sindaco per intitolare uno spazio al “terrone” Peppino Impastato.


Cinisi

Appartiene a questi momenti di rimozione anche la sostituzione, a Cinisi della targa “Via Peppino Impastato”, con “Via Gaetano Badalamenti, vescovo”, ma qua le istituzioni non c’entrano, si tratta sicuramente dell’opera di qualche buontempone, estimatore di Don Tano.


Comiso

Una delle rimozioni più eclatanti è avvenuta per l’aeroporto di Comiso, originariamente intitolato a Pio La Torre, nome successivamente sostituito con quello di un generale dell’Aeronautica militare fascista Magliocco, morto in un agguato nella guerra per la conquista dell’Etiopia. Un braccio di ferro con settori militaristi sempre presenti nel panorama italiano, e una stonatura troppo forte nei confronti di chi aveva organizzato a Comiso la più grande manifestazione antimilitarista contro le basi americane in Sicilia. Alla fine è tornato il buon senso e l’aeroporto è stato reintestato a Pio La Torre.


Trappeto

Tutta questa premessa serve a introdurre l’ultima delle rimozioni, che questa volta ha dell’incredibile, sia per i protagonisti che la stanno portando avanti, sia per la grandezza del personaggio. Succede a Trappeto, il paesino marinaro dove Danilo Dolci, uno dei più grandi personaggi del Novecento, ha trascorso oltre quarant’anni della sua vita, sposando una donna del posto, descrivendo le condizioni di miseria in cui vivevano pescatori e contadini, denunziando costantemente presenze mafiose, tecniche di pesca illegali, sfruttamento del lavoro minorile e del bracciantato. A Trappeto, paese in cui il padre aveva lavorato e che Danilo aveva conosciuto nella sua infanzia, Danilo è tornato e ha dato vita, con il contributo di donazioni di ammiratori ed estimatori, a Borgo di Dio, una struttura dove per molti anni si organizzarono seminari e attività culturali con la presenza e la collaborazione dei più grandi intellettuali del secolo scorso. Trappeto è per antonomasia il paese di Danilo Dolci, e qualche anno fa a Danilo è stato dedicato un grande murale, sul lungomare, quasi a riconoscere la simbiosi del personaggio con questo ambiente. Ebbene: la passata amministrazione aveva nominato una commissione toponomastica che, tra le varie indicazioni aveva proposto l’intitolazione del lungomare a Danilo Dolci, forse per creare una linea di continuità con il Lungomare Peppino Impastato esistente a Cinisi e a Terrasini. La proposta era stata approvata e deliberata da una giunta della quale facevano parte il sindaco Vitale, poi deceduto, il vicesindaco Cosentino, oggi diventato sindaco con uno scarto di 40 voti, e un assessore oggi diventato vicesindaco: il Presidente del Consiglio era ed è rimasto lo stesso. Ebbene, queste stesse persone, non si sa dietro quali spinte o criteri, hanno deciso di revocare la precedente delibera e di intestare il lungomare a Giovanni Paolo II, oltre che reintestare le precedenti indicazioni a personaggi quasi tutti con forte caratterizzazione religiosa. Certo, senza nulla togliere a Giovanni Paolo II, che forse ignorava l’esistenza di Trappeto, il cambio di nome ha dell’incredibile e sembra uno schiaffo nei confronti di un personaggio che a Trappeto ha solidificato la sua identità di siciliano, di grande scrittore e poeta della sicilianità, di personaggio costantemente impegnato per migliorare le condizioni drammatiche in cui si viveva, non solo a Trappeto, ma a Partinico, e nei paesi vicini. Per Danilo non basta una via, una statua, un murale: occorrerebbe il pieno ripristino di “Borgo di Dio”, ovvero di quel posto nel quale egli ha impegnato gran parte delle sue energie e delle sue risorse. E in ogni caso la notorietà di Trappeto è strettamente un effetto della notorietà di Danilo.

Per protestare contro questa assurda decisione giorno 28 giugno sul lungomare di Trappeto si svolgerà una manifestazione, alla quale hanno già dato l’adesione tutte le più importanti associazioni siciliane.


antimafiaduemila.com, 23 giugno 2021

Nessun commento: