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martedì 25 maggio 2021

Il caso. Neomelodico anti pentiti, adesso spuntano le visite nell’abitazione del boss


di SALVO PALAZZOLO
Le intercettazioni di Daniele De Martino a colloquio con il capomafia del Borgo E sul selfie col mafioso Franco Spadaro, il cantante dice: " Tutta una montatura"
Daniele De Martino, il neomelodico palermitano che canta contro i pentiti, andava a casa del boss del Borgo Vecchio Jari Ingarao per discutere di ingaggi e concerti. Il 24 gennaio dell’anno scorso, si presentò alle due di notte nell’abitazione del giovane padrino. Era assieme al titolare del bar Bobuccio, Salvatore Battaglia. C’era da discutere una questione molto delicata: De Martino non voleva lavorare con Totò Buongiorno, l’attivissimo impresario dei neomelodici arrestato per mafia a marzo. Ma non per una scelta etica, piuttosto perché il manager dei concerti non avrebbe rispettato gli impegni economici presi. Il boss Jari Ingarao era dispiaciuto per la situazione, voleva De Martino sui palchi che gestiva nel centro città. Ma il cantante era risoluto, non voleva lavorare con Buongiorno: quella notte, al capomafia del Borgo raccontò che già tre anni prima si era riproposta la stessa questione. Ed era stato convocato addirittura dal capo del mandamento di Porta Nuova, Tommaso Di Giovanni.

Le indagini dei carabinieri del nucleo Investigativo, coordinate dalla pm Amelia Luise, raccontano la grande familiarità di De Martino, al secolo Agostino Galluzzo, con alcuni mafiosi di rango. Qualche giorno fa, Repubblica ha mostrato anche un selfie del neomelodico con il boss Francolino Spadaro, il figlio di don Masino, il "re" della Kalsa condannato a trent’anni per l’omicidio del maresciallo dei carabinieri Vito Ievolella. In quel selfie pubblicato su Facebook, il cantante dà un bacio sulla guancia al mafioso scarcerato. C’è una lontana parentela fra di loro, ma De Martino sembra aver sposato in toto la subcultura dei boss. Il suo ultimo brano, " Si nu pentito", suona come una minaccia vera e propria nei confronti di un collaboratore di giustizia: « Sei un infame... pure fra 100 anni ti posso trovare», dice il finale. A chi si riferisce? È un giallo, inquietante, perché l’ex cognato di Spadaro è il collaboratore Pasquale Di Filippo. Dopo l’articolo di Repubblica, si è sollevata grande indignazione sul Web, De Martino ha replicato nel corso di una diretta social con i suoi fan: « Fanno montature di cose che non esistono — ha detto sorridendo — E noi lasciamogliele fare, senza risposta».

Una risposta, invece, De Martino dovette darla al boss Ingarao, che chiedeva il perché dei contrasti con l’impresario Buongiorno. Il cantante ricordò quando aveva detto la stessa cosa al boss Di Giovanni: «Mi ha mandato a chiamare Masino quando è uscito. Mi dice: "Come mai tu non volevi?" E gli ho spiegato questo, questo e questo». Quella volta, il boss Di Giovanni diede ragione a De Martino. Lo raccontava il titolare del bar Bobuccio ad Ingarao: « Masino gli disse a Totò (Buongiorno ndr): "Ma che sono questi discorsi?... ascolta, vedi che i cristiani quando tu li chiami, gli dici un euro... tu devi andare a compimento"». De Martino era un cantante stimato e rispettato.

La Repubblica Palermo, 25 maggio 2021 


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