domenica 4 aprile 2021

Dagli egizi ai sovrani, la lotta alle pandemie


Edward Jenner,che nel 1790 pratica la prima vaccinazione
su un bambino di 8 anni

Adelfio Elio Cardinale

Una storia di tre secoli addietro, avvincente come un romanzo di Alessandro Dumas, ma vera e molto attuale nel descrivere i rapporti e le baruffe tra pandemie e vaccini. Ieri come oggi. Lady Mary Montagu – moglie dell’ambasciatore inglese in Turchia – bella, colta, era deturpata in viso dal vaiolo. Allora non esistevano zigomi bio, botox, acido ialuronico. Lady Montagu si spalmava il viso con biacca, coprendolo con pomata color pelle caricandolo con nei e con trucco pesante (Maria Teresa Gioveri, Lady Montagu e il dragomanno, Neri Pozza Ed.).

A Costantinopoli, Mary, con l’aiuto di un dragomanno – interprete d’ambasciata, élite selezionata – approfondì l’abitudine di vecchie praticone turche di effettuare la «variolizzazione»: vale a dire l’inoculazione all’uomo di poche gocce di pus, prelevato da una pustola di mammella di vacca affetta da vaiolo bovino. Si sviluppava una resistenza naturale che impediva l’infezione o ne produceva una forma molto attenuata, vera e propria efficacia profilattica. Lady Montagu fece variolizzare figlio e figlia ed ebbe sempre interesse al vaiolo, in quanto suo fratello fu ucciso da questa infezione.

Il vaiolo fu riscontrato da circa 10 mila anni nella specie umana e tracce furono trovate nelle mummie egizie; il vaiolo provocò milioni e milioni di morti. Il cominciamento di tali grossolane forme di vaccinazione risale alle culture mediche sciamaniche o popolari in Cina, Medio Oriente, Africa.

L’operosità di Lady Montagu interessò re Giorgio I, preoccupato per eventuali danni nella linea di successione. Il sovrano fece condurre esperimenti di variolizzazione su condannati a morte e trovatelli. Mary viaggiò molto, anche per le delusioni dei figli. Il maschio truffatore, affetto da ludopatia e bigamo; la figlia inseguiva l’amante – Francesco Algarotti, di 23 anni più giovane – senza sapere che il gigolo per il quale spasimava era bisessuale, «compagno» anche di Federico II il Grande, re di Prussia, mito di Adolf Hitler. Lady Montagu visse in Italia per tornare poi a Londra. Si spense all’età di 73 anni, nel 1762.

Nel 1790 Edward Jenner, medico chirurgo e naturalista inglese, praticò la prima inoculazione su un bimbo di otto anni con il vaiolo delle vacche, donde il nome vaccinazione, infettandolo dopo sei settimane con il vaiolo umano. «Nessuna comparsa della malattia», scrisse Jenner nel suo registro. La morte di Luigi XV per vaiolo rese cogente la situazione di infezioni mortali e antidoti, quali il vaccino, tanto che Napoleone fece vaccinare la sua Armée. Ricerche e sperimentazioni si diffusero, con sviluppo delle relative aree dottrinali.

Louis Pasteur – padre della microbiologia e dell’immunologia – praticò la vaccinazione contro rabbia, colera dei polli, carbonchio. Alla fine del XIX secolo le scoperte sulla modalità di trasmissione delle malattie e dell’immunità rivoluzionano la medicina, portando allo sviluppo di nuovi vaccini contro le malattie infettive. Oltre Pasteur salgono alla ribalta altri colossi della scienza medica: von Behring, Koch, per arrivare a Sabin e Salk. Sono state eradicate malattie quali vaiolo, tetano, poliomelite. Vaccini e antibiotici costituiscono due tra i più grandi progressi e successi della medicina.

Ma già nei secoli addietro, come ai giorni nostri, vi furono molti avversari dei vaccini. La questione è teoricamente comprensibile perché il farmaco si somministra all’uomo malato, mentre il vaccino si inocula al soggetto sano, spesso bambino, destando ansie, preoccupazioni e paure. Nascevano reazioni opposte. Voltaire era favorevole all’innesto, Kant era contrario, Rosseau giudicò la pratica inefficace. Normali e periodiche diatribe fra intellettuali top. Oggi i cittadini assistono a continue logorree nei talk-show e nei mezzi di informazione, mentre si aspetterebbero personalità competenti che formulano discorsi pragmatici, mirati a interventi risolutori senza stop and go, con un disegno strategico coerente. Al contrario i presunti saggi confondono tra coincidenze e relazioni causa-effetto, con vere e proprie trappole cognitive. Si aggiungono altre superstizioni e chiacchiere. Pulsioni fideistiche che tirano in ballo il Vangelo di Matteo: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati». Dunque niente vaccini, a scopo profilattico, nelle persone sane. Ovvero esternazioni fanta-religiose di un parroco di Romagna, il quale in chiesa durante un’omelia denuncia che i vaccini sono sperimentati su fegato e polmoni di feti vivi, da gravide assoldate da big-pharma per abortire. Infine no-vax pseudoscienziati, che descrivono i vaccini come «acqua di fogna», ovvero basandosi su presunte ricerche del medico Andrew Wakefield – poi radiato dall’ordine per le sue truffe – sostengono che il vaccino trivalente (morbillo-parotite-rosolia) causa l’insorgere di sintomi dello spettro autistico. Altri negazionisti e complottisti farneticano di «strage di Stato», organizzata da miliardari ed ebrei, gestori dell’ordine mondiale. Si tenta di inculcare disgusto e percezioni distorte contro i vaccini, rimuovendo il dato certo dei milioni di morti e ricoverati per Covid-19.

La storia è sempre storia contemporanea, affermava Benedetto Croce. Bisogna rileggere la storia. Se preverrà il convincimento ostile contro i vaccini, ascolteremo nuovamente come in passato il suono della chamade, rullo dei tamburi che annuncia ai soldati la ritirata, a causa della disfatta.

GdS 4 aprile 2021

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