giovedì 25 marzo 2021

Fillea Cgil Palermo. Aziende sequestrate e confiscate, come “fare rete”, rendere produttive le attività e riqualificare gli immobili


Domani ore 9,30 web meeting della Fillea Cgil Palermo con tutti i soggetti che hanno un ruolo nel settore
 

Palermo 25 marzo 2021 - “Aziende sequestrate e confiscate” è il titolo della web meeting organizzata per domani ore 9,30 dalla Fillea Cgil Palermo. Obiettivo, avviare un percorso comune con i soggetti che ricoprono un ruolo strategico nel settore, per rilanciare sul piano economico e produttivo le attività delle aziende confiscate e dare prospettive occupazionali a migliaia di lavoratori.

     Sull'argomento, la Fillea ha sollecitato il confronto mettendo allo stesso tavolo Prefettura, Comune di Palermo, Agenzia per i beni confiscati, la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo, la commissione Antimafia, responsabili di aziende e di beni confiscati, liquidatori e amministratori di aziende, giornalisti, avvocati.  Al dibattito, introdotto dal segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo, partecipano: il sindaco Leoluca Orlando, il giornalista Antonio Fraschilla, il prefetto Giuseppe Forlani, il segretario Cgil Palermo Mario Ridulfo, il responsabile Anbsc in Sicilia Giuseppe Quattrone, il responsabile beni immobili sequestrati e confiscati in Sicilia Cosimo Antonica, il segretario Fillea Cgil Sicilia Giovanni Pistorio, il presidente della commissione Antimafia Claudio Fava, il presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo Raffaele Malizia, il liquidatore Emar Salvatore Sanfilippo, il liquidatore Ediltecnica Alessandro Virgara, il liquidatore Ati Group Carlo Catalano, i liquidatori Immobiliare Strasburgo Fabrizio Abbate e Donatella De Nicola, l'amministratore giudiziario di Cave Buttitta Virgilio Bellomo, l'amministratore giudiziario Cava Meditour Giovanni Lanza, l'avvocato Andrea Merlo. La conferenza online, moderata da Salvatore Bono della Fillea Palermo, sarà conclusa da Graziano Gorla, segretario nazionale Fillea Cgil.
   Al centro della discussione, le aziende confiscate come “occasione di sviluppo dentro la legalità, dal rilancio produttivo ed economico alle prospettive occupazionali”.  
      La Fillea Cgil Palermo presenterà le sue proposte per costruire un nuovo modello di sviluppo economico e produttivo che possa dare risposte alle migliaia di lavoratrici e lavoratori delle aziende confiscate e per la riqualificazione e l'uso dell'immenso patrimonio immobiliare, che solo in provincia di Palermo ammonta a 6.151 immobili confiscati. “Abbiamo messo alle spalle le falle del sistema Saguto. Adesso – dichiara il segretario della Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo – siamo in una nuova fase in cui tutti i soggetti presenti al tavolo possono contribuire in maniera significativa ad un cambio di paradigma che possa tracciare la strada ad un nuovo modello di sviluppo. Dobbiamo guardare al presente ma soprattutto al futuro”. 
     Al settore delle costruzioni appartiene il 50 per cento delle aziende sottoposte a sequestro e confisca. Le aziende già confiscate definitivamente sono 533 in Sicilia,  di cui 218 sempre del settore delle costruzioni e di queste 126 ricadono nella provincia di Palermo. “Attribuendo ipoteticamente una media di 4-5 dipendenti per azienda, a Palermo ci sono più di mille lavoratori di aziende confiscate che da qui a breve non sapranno che fine faranno – aggiunge Ceraulo  - Quindi è per noi d'obbligo riuscire a delineare un percorso virtuoso che possa rendere sempre più produttive queste aziende, che devono far i conti con un settore che negli ultimi dieci anni ha solo registrato un segno negativo”.  
     Tra le aziende seguite dalla Fillea ci sono quelle del gruppo Aiello in liquidazione, con 120 operai; l'Immobiliare Strasburgo in liquidazione ma attiva con 30 operai; le cave Buttitta, con 30 operai; l’impresa edile Baratta con 15 operai; la cava Meditour, con 14 operai; la Cava Selmi con 12 operai; la Moderna edilizia con 5 operai. “Con gli amministratori e i liquidatori – aggiunge Ceraulo - in questi anni abbiamo collaborato e gestire e alcune fasi tutt’ora critiche. Vanno messe a rete le buone prassi che si sono consolidate, gli esempi di gestione virtuosa, e le capacità di management”.

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