martedì 9 febbraio 2021

Palermo, processo al giornalista antimafia Maniaci. Il difensore Ingroia: "Punito per avere resistito alla corruzione"

Antonio Ingroia e Pino Maniaci 

di Romina Marceca 

Due ore di arringa dell'avvocato ed ex pm per respingere le accuse di estorsione e diffamazione all'ex direttore di TeleJato: "Un processo mediatico, un'operazione per salvare il soldato Saguto"

Due ore di arringa accorata, puntando il dito contro il sistema che "impunemente macchia la vita e l'onore di una persona". L'avvocato Antonio Ingroia chiede l'assoluzione del giornalista Pino Maniaci, un paladino dell'antimafia invischiato da quattro anni in un processo per estorsione e diffamazione. La procura, invece, chiede una condanna a 11 anni e 6 mesi per l'ex direttore di TeleJato, la tv di Partinico che da anni conduce sul territorio battaglie antimafia. Il vulcanico Maniaci è stato accusato nel 2016 di estorsione e diffamazione dopo una retata che ha visto andare in carcere alcuni mafiosi locali.

L'aggravante della mafia per il giornalista, però, è caduta. Ingroia difensore del processo al giornalista antimafia: "Pino Maniaci, una vittima"

"La procura ha letto in modo capovolto questa vicenda. Pino Maniaci ha resistito alla corruzione: andava per la sua strada e si è cercato di punirlo. C'è stata una manipolazione del video in cui viene ripreso. Tutta un'operazione per salvare il soldato Saguto. Perché la Saguto andava sempre in caserma e si informava di questa inchiesta?", chiede al giudice l'avvocato Ingroia.

L'estorsione sarebbe stata commessa, per un importo di 366 euro, nei confronti dell'allora sindaco di Borgetto, Gioacchino De Luca, e di Salvatore Lo Biundo, allora sindaco di Partinico. A Maniaci viene contestato anche di aver imposto a un assessore di Borgetto l’acquisto di duemila magliette con il logo della sua emittente. La diffamazione, invece, avrebbe avuto come vittima il giornalista Michele Giuliano, Nunzio Quatrosi e il pittore Gaetano Porcasi. Il processo si svolge davanti al giudice monocratico Mauro Terranova.  

"Un processo mediatico che aveva la finalità di una condanna mediatica di Maniaci", ribadisce fuori dall'aula l'ex magistrato Antonio Ingroia. "Maniaci è stato oggetto di un tentativo di corruzione dai sindaci, soprattutto da De Luca che voleva e cercava di ammorbidirlo. Era successo anche con l'assessore Polizzi, quando si sfogava al telefono. La denuncia arrivò perché sono soggetti frustrati e perché lui va sempre per la sua strada", conclude Ingroia. Accanto a lui Pino Maniaci, che dietro la mascherina dice soltanto: "Aspetto la sentenza".

La repubblica, 9 febbraio 2021

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