CFC - CENTRO FISIOTERAPICO DEL CORLEONESE

venerdì 15 gennaio 2021

Mimmo Modugno, mezzo pugliese e mezzo siciliano

Domenico “Mimmo” Modugno

PIETRO SCAGLIONE

Il cantautore Domenico Modugno ("Mimmo" per i fans e "Mimì" per i parenti) era pugliese di nascita (originario di Polignano a Mare, dove nacque il 9 gennaio del 1928) ma siciliano d'adozione (si trasferì a Lampedusa, vicino alla splendida spiaggia dei Conigli, dove morì nell'estate del 1994). Per molti anni si diffuse la leggenda sulle origini siciliane di Modugno (protagonista del recente spettacolo di teatrale "Penso che un sogno così", interpretato dall'attore Beppe Fiorello e trasmesso da Rai1). 

La leggenda di Modugno siciliano in particolare, secondo quanto spiegato dal sito ufficiale del cantautore, nacque nel 1953, quando, all'età di 24 anni, interpretò - nel film "Carica eroica" - il personaggio di un soldato siciliano che cantava la ninna nanna ad un bambino. 

La convinzione popolare si rafforzò con i primi dischi degli Anni Cinquanta (con alternanza di dialetto pugliese e siciliano) e, soprattutto, nel 1976, quando Mimmo Modugno pubblicò la canzone "Malarazza", ispirata alla poesia di un anonimo siciliano, ripescato dal poeta acese Calanna nel 1857. 

L'equivoco sulla "sicilitudine" di Modugno piacque pure alla Rai e ad Eri, come confessò il cantautore in seguito. 

D'altronde, il primo repertorio degli Anni Cinquanta era ricco di personaggi cari alla Sicilia di quell'epoca: minatori, pescatori, storie d'amore di pesci spada innamorati, fedeli fino alla morte nel massacro della tonnara.

I titoli delle canzoni di quel periodo (apprezzate dalla critica oltre che dal pubblico) erano suggestivi e inequivocabili: "Lu pisce spada", "Lu minaturi", "La sveglietta", "La donna riccia", "Lu sciccareddu 'mbriacu", "Attimu d'amuri".

L'eco della Sicilia risuonava anche in uno dei suoi capolavori, "Vecchio Frac". Il protagonista della canzone - "l'uomo in frac" con "il cilindro per cappello e due diamanti per gemelli" - era ispirato al principe Raimondo Lanza di Trabia, che fu anche presidente del Palermo Calcio nei primi anni Cinquanta (quando acquistò il primo calciatore turco della storia del campionato italiano, l'attaccante Şükrü Mustapha Gülesin).

"Vecchio Frack" fu una delle canzoni più conosciute e amate di Modugno, insieme a "Nel Blu dipinto di blu" che il Festival di Sanremo consacrò con il primo posto nel 1958 e che fu nota nell'immaginario collettivo come "Volare" per il celebre ritornello e per le braccia aperte nell'interpretazione del cantautore nel Teatro Ariston. 

Altri successi internazionali di Modugno furono "Piove" (vincitrice del Festival di Sanremo nel 1952 ed entrata nella leggenda come "Ciao Ciao bambina" per il celebre ritornello) e "Addio Addio" (vincitrice del Festival di Sanremo nel 1962). 

Il legame con la Sicilia di Modugno proseguì negli Anni Ottanta, quando Mimmo Modugno fu impegnato (insieme al deputato verde Franco Corleone e allo psichiatra comunista Luigi Cancrini) nella battaglia contro le condizioni degli ospiti dell'Ospedale Psichiatrico di Agrigento. 

Erano gli anni in cui Modugno fu eletto senatore del Partito Radicale, dopo la militanza nei primi anni Settanta nel Partito Socialista Italiano (ai tempi della battaglia referendaria sul divorzio).

Mimmo Modugno fu impegnato anche nel Cinema e nel Teatro e collaborò con importanti personalità, da Pasolini a Quasimodo. 

Alla fine, i pugliesi "perdonarono" Mimmo Modugno per il suo legame viscerale con la Sicilia e dedicarono strade e iniziative dopo la sua morte.

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