mercoledì 9 dicembre 2020

Partinico, si spegne Toti Costanzo: una delle ultime “bandiere” della coerenza

Toti Costanzo durante un intervento

di MICHELE GIULIANO
Si è spento all’età di 81 anni Toti Costanzo a causa di un male incurabile, che aveva scoperto recentemente. Uomo da sempre nel fulcro dell’attività politica, sociale, istituzionale e culturale di Partinico. Docente in pensione di educazione fisica, è stato da sempre un esponente di spicco della sinistra nonostante le ultime evoluzioni avessero un pò diviso questa fazione politica.
A Partinico è stato consigliere comunale del Partito Comunista italiano in diverse legislature tra il 1970 e il 1993, vicesindaco dal ’91 al ’93 e ancora assessore dal 1998 al 1999 al fianco dell’indimenticato sindaco Gigia Cannizzo. Prima, in mezzo e dopo una vita spesa per la comunità, al fianco soprattutto dei più deboli, con quel travaglio interiore che è sorto specie negli ultimi anni in cui la sinistra, quella che lui intendeva come la roccaforte dei valori a sostegno dei più deboli, è venuta un pò a liquefarsi nel magma delle decine e decine di partiti e partitini.

E’ quello che si può definire una delle ultima bandiere del Pci che fu di grandi personaggi di spessore come Enrico Berlinguer. Ultimamente si era un pò allontanato dalla politica, non perdendo però la necessità di schierarsi, far conoscere le proprie idee con l’obiettivo non di denigrare l’avversario politico ma semplicemente di offrire spunti di riflessione. In ciò che diceva traspariva sempre la grande passione che dava a Costanzo quella dimensione di un Uomo che con il suo attivismo politico e civile ha contribuito a scrivere la storia degli ultimi 60 anni di Partinico.

A parte il suo impegno istituzionale in prima persona, Toti Costanzo ha lasciato una traccia importante per questa città, un vero esempio nel contesto di un territorio da sempre apatico e poco incline al coraggio di far conoscere le proprie idee. Lui si è schierato apertamente contro il mattone selvaggio che ha inondato Partinico sin dagli anni ’50; ha apertamente lottato contro la distilleria Bertolino, per la sua posizione all’interno del centro urbano incompatibile con il territorio; si è schierato contro la mafia, in anni in cui impazzavano le mucche sacre e ancora per le strade di Partinico si sparava per regolare i conti.

E’ stato un sostenitore convinto di certe metodologie del pensiero di Danilo Dolci, il noto sociologo triestino che sfiorò il Nobel per la pace, e del suo famoso “sciopero alla rovescia”. Al punto che, a proposito di bandiere, ancora oggi faceva parte del “Comitato Invaso Poma”, organismo nato con l’obiettivo di difendere la diga Jato e l’acqua per i suoi agricoltori, opera pubblica nata proprio per mano di Dolci. Fu uno dei più strenui “nemici” della Democrazia Cristiana, negli anni in cui rappresentava la quasi totale egemonia politica a Partinico e non solo.

Costanzo non è stato mai però un uomo dalle ideologie con i paraocchi: ha infatti ammesso anche le pecche del “suo” Pci, specie quando morì per mano mafiosa nel ’78 Peppino Impastato: il partito fu accusato di aver lasciato solo il militante di Democrazia proletaria. E’ stato tra i fondatori dell’emittente televisiva Telejato, che gestì in prima persona sino agli anni 2000 con altri compagni e amici.

La sua passione per la comunicazione è stata sempre forte: ha fondato il giornalino “Sala Rossa”, ancora oggi in vita non più in formato cartaceo ma on line, e “Il giornale della Valle dello Jato” con cui si schierò apertamente e con forza contro la demolizione del bellissimo Palazzo Scalia, immobile simbolo del famoso film “Il giorno della civetta”. Toti Costanzo lascia un vuoto incolmabile per un intero territorio. La salma sarà trasferita a Partinico nel primo pomeriggio di oggi, domani alle 10,30 in chiesa Madre si terranno le esequie.

www.partinicolive.it, 9 dicembre 2020

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