mercoledì 9 dicembre 2020

Chi era Toti Costanzo? Il punto di riferimento di un paese che sognava una riscossa sociale

Toti Costanzo

GIANLUCA PERLONGO
La cittadina partinicese perde un punto di riferimento non solo politico ma sociale, anni di impegno a favore degli ultimi e dei lavoratori, il suo profilo disegnato da Gianluca Serra
C’è anche la perdita di Toti Costanzo a rendere ancora più funesto il 2020 della comunità partinecese. Personaggio eclettico e storico esponente del Partito Comunista locale, Costanzo è venuto a mancare a seguito di una malattia con cui da diversi mesi stava lottando, la sua ultima battaglia si è tuttavia spenta nelle scorse ore lasciando un grande vuoto ed impoverendo il tessuto culturale e sociale già particolarmente arido della città per cui ha combattuto sempre al fianco degli ultimi.

A tracciare un profilo di Toti Costanzo è il dr. Gianluca Serra, amico di Toti ed autore del libro fotografico “Partinicovid20” la cui presentazione – era il luglio scorso – coincide con l’ultima apparizione pubblica di Costanzo in quello che è stato un ritrovarsi collettivo e nella denuncia delle ferite di Partinico e nel ricordo vivo delle tante lotte portati avanti in oltre 50 anni di impegno civile.

«E’ una notizia che mi addolora molto, ero particolarmente legato a Toti Costanzo, ci incontrammo per la prima volta nel 1999 in occasione della presentazione del mio libro “I pazzi”, lui era vicesindaco ed assessore alla cultura della giunta guidata da Gigia Cannizzo. E’ stata una persona di straordinaria apertura mentale formatosi nella matrice del pensiero comunista quando il partito comunista era non solo un contenitore politico ma anche una scuola di cultura che formava i suoi quadri attraverso una rete territoriale molto capillare, Toti era un professore di educazione fisica ma con una grandissima conoscenza del territorio e dei problemi sociali e politici di quest’ultimo, per quella che è stata la mia esperienza insieme a lui posso dire che una delle sue più grandi virtù è stata la coerenza: ha saputo essere fedele fino in fondo ai principi cardine del comunismo che sono i principi che infondo derivano dal cristianesimo come la fratellanza e l’uguaglianza, ma soprattutto di un ordine sociale che si basa sulla libertà e non su uno ostato molto presente se non livellare le differenze di ceto e di classe.

Vorrei sottolineare inoltre la straordinaria dedizione di Toti Costanzo al bene comune in tutte le sue forme, specie in quella estetica, vale a dire la forma dell’arte, dei beni monumentali, della cultura, è sempre stato molto sensibile a questo fino alla fine insieme al comitato per il Palazzo Ra e da ultimo quello che si puo’ considerare il suo testamento politico, vale a dire la presentazione del mio libro. Mi sarebbe piaciuto vedere Toti Costanzo nella successiva compagine politica amministrativa di Partinico, Costanzo sindaco sarebbe stato un segnale importante per un paese che non riesce a digerire il suo passato e che si trova incapace di utilizzare giovani come risorsa, giovani che spesso replicano gli errori dei padri. Toti, pur tra mille contraddizioni che certo ognuno di noi incarna, avrebbe potuto portare con autorevolezza un messaggio di cambiamento nel paese, purtroppo non ne ha avuto l’occasione ma rimane un esempio , un faro accesso che possiamo seguire, la prima cosa da fare iniziare il processo per intitolargli una via o una piazza perchè è un personaggio che lo merita.»

https://www.iltarlopress.it, 9 dic 2020

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