venerdì 13 novembre 2020

Ristrutturazione dell’ospedale di Corleone: nasce un gruppo di lavoro, ma quello che serve davvero è un buon progetto condiviso con gli operatori

L’ospedale di Corleone. Sulla destra l’ala da completare

Creato un gruppo di lavoro dedicato alla ristrutturazione dell’ospedale “dei Bianchi” di Corleone. 
Avrà lo scopo di approfondire le tematiche relative al completamento del nosocomio, che abbraccia un ampio bacino d’utenza sul territorio. Lo ha stabilito l’assessore regionale della Salute, Ruggero Razza, con una nota inviata ieri. Ma forse Razza non ha letto le “carte” nei cassetti del suo assessorato dove sta scritto da anni quello che deve diventare la terza ala dell’ospedale. O fa finta di non saperlo per dare ad intendere che sarà lui adesso a tirare fuori il coniglio dal cappello del prestigiatore.  

Almeno dal 2010 è previsto che il piano terra della terza ala debba ospitare un Pronto Soccorso a norma di legge, con la possibilità per le ambulanze di sostare in una zona “calda”. 

È previsto poi la realizzazione di un PTA (Presidio Territoriale di Assistenza) e di una RSA (Residenza Sanitaria Assistita), con l’obiettivo - tra l’altro - di ospitare il poliambulatorio e gli uffici amministrativi del Distretto, per dismettere affitti esosi che drenano 80-100 mila euro l’anno dalle casse dell’Asp di Palermo. Si tratta della “cittadella della salute” di cui si parla da anni. 

L’importo complessivo dei lavori è di 11.474.776 euro. La quota a carico dello Stato è di 10.901.037,20 euro, mentre per la restante parte (573.738,80 euro) si tratta di somme della Regione Siciliana.

Il finanziamento rientra nell’ambito del Piano Nazionale degli Investimenti ed era stato annunciato da tanti ministri e tanti assessori alla salute. Nel luglio dello scorso anno l’ultimo in ordine cronologico è stato il ministro per la Salute Giulia Grillo. Ma prima di lei erano stati l’assessore Massimo Russo, l’assessore Lucia Borsellino e tanti direttori generali. Complessivamente i fondi disponibili per la Sicilia ammontavano ad oltre 236 milioni di euro da ripartire tra 42 ospedali e altre strutture sanitarie. Circa 40 milioni sono stati destinati all’ospedale “Cervello” di Palermo, 13 milioni al “Di Cristina” e 11,5 all’ospedale “Dei Bianchi”

 “Alla luce della rilevanza di un simile intervento infrastrutturale per il territorio di riferimento – ha scritto Razza – ritengo utile proporre l’istituzione di un gruppo di lavoro, composto dai rappresentanti delle Amministrazioni locali, nonché dell’Asp di Palermo e dell’assessorato regionale della Salute, con funzioni consultive non vincolanti. Per l’Ufficio di Gabinetto è incaricato sin d’ora il dottor Giuseppe Giandalone”. 

Faranno parte del gruppo di lavoro il presidente della Conferenza dei Sindaci della Città Metropolitana di Palermo e sindaco di Corleone, Nicolò Nicolosi, il sindaco delegato per il Distretto Sanitario 40-Corleone e primo cittadino di Giuliana, Francesco Scarpinato, il sindaco delegato per il Distretto Sanitario 38-Lercara Friddi e sindaco della stessa cittadina, Luciano Marino, il direttore generale dell’Asp di Palermo, Daniela Faraoni.

Non si capisce che ci faccia Giandalone in un gruppo di lavoro dove invece non sono stati inseriti gli operatori sanitari dell’ospedale e del distretto, che sono gli unici a sapere e capire quello che serve davvero alla nostra struttura sanitaria. L’unico titolo del Giandalone sembra essere l’appartenenza politica allo stesso partito dell’assessore Razza e del presidente Musumeci. 

“In un momento così difficile per la salute dei cittadini – afferma il sindaco Nicolosi – il potenziamento dell’ospedale di Corleone risponde a una esigenza inderogabile del territorio per rendere un miglior servizio ai circa 50mila utenti della zona”. 

“Un grazie sentito va all’assessore Razza per l’iniziativa assunta di affidare alle istituzioni corleonesi il compito di spingere sull’acceleratore per il rapido utilizzo dei fondi destinati alla realizzazione delle opere finanziate”, dice ancora il sindaco di Corleone, che avrebbe potuto spendere la sua autorevole voce per suggerire l’inserimento nel gruppo degli operatori sanitari e delle organizzazioni sindacali che storicamente si sono battuti e si battono per tenere in piedi e difendere in ogni modo l’ospedale, presidio di salute per i cittadini. 

1 commento:

enzo51 ha detto...

Mi sembra un buon punto di vista il ragionamento portato avanti nell'articolo.
Non si dimentichi però che in queste " faccende " non si può fare a meno del parere tecnico degli esperti in politica sanitaria ( e non mi pare di avere letto nell'articolo alcun nome di tale specie).
Il territorio può benissimo essere rappresentato da un minimo di forze politiche e sindacali.

enzo zabbia