sabato 17 ottobre 2020

Covid, le colpe della Regione. Intervista a Giuseppe Lupo, capogruppo Pd all’Ars


di PAOLO MANDARÀ

Non ci sono scusanti secondo Giuseppe Lupo: “Questo è un governo di incapaci che dovrebbero dimettersi domani”. Le accuse del capogruppo del Pd all’Assemblea regionale sono circostanziate. Affondano nell’emergenza Covid di questi mesi: “Musumeci – è una delle tesi – ha la gravissima responsabilità politica, durante l’estate, di aver fatto funzionare i mezzi pubblici di trasporto col 100% di capienza. Il che ha certamente incrementato il numero di contagi”.

Il fatto che l’ultima ordinanza abbia recepito il Dpcm di Giuseppe Conte non è abbastanza: “Gliel’hanno imposto. Ma noi veniamo da una lunga stagione di interventi in aula e interrogazioni parlamentari. Non ci ha mai ascoltato”.

Di cosa sarebbe responsabile Musumeci?

“Del fatto che migliaia di giovani viaggiassero ammassati sugli aliscafi diretti nelle Isole. E al ritorno a casa, magari da asintomatici, avranno finito per trasmettere il virus a genitori e nonni. Oggi il 75% dei contagi si sviluppa in ambito familiare. E il trasporto pubblico è stato uno dei principali veicoli. Non ha senso distanziare i ragazzi nelle classi, se poi gli concedi di stare attaccati sugli autobus. Sono incoerenze che stiamo pagando a caro prezzo: negli ultimi quattro giorni c’è stato un netto incremento dei casi. E’ una situazione drammatica in cui il governo regionale non fa altro che criticare quello nazionale per aver adottato misure più restrittive, ma certamente necessarie”.

Come si sta comportando la Regione sotto il profilo del contenimento sanitario?

“Tutto è affidato alla discrezionalità dell’assessore, che oggi fa una cosa e domani il suo contrario. Un giorno si improvvisano reparti Covid all’interno degli ospedali, e il giorno dopo vengono rimessi in discussione. Il piano comunicato in aula e in commissione Salute è saltato. I posti letto previsti per i reparti di terapia intensiva e sub-intensiva subiscono continue variazioni. C’è una totale carenza di programmazione con un disagio crescente da parte di tutti gli operatori sanitari, che lavorano in condizioni drammatiche e proibitive, facendo miracoli. Di questo dobbiamo ringraziarli”.


In risposta alla crisi economica, è stata attuata una sola misura: il Bonus Sicilia. Ma non è stato possibile erogare le risorse per il fallimento del click day: che idea si è fatto?

“Che il governo naviga a vista”.

Musumeci ha ordinato un’ispezione per capire di chi siano le responsabilità.

“Prima avevano addossato ogni colpa all’operatore telefonico, un concetto ribadito dall’assessore Turano giovedì in commissione Bilancio. Nel frattempo, Musumeci dispone un’ispezione per capire cosa non ha funzionato all’interno della Regione. Evidentemente si sono ricreduti, o comunque farebbero meglio a mettersi d’accordo. Ed evitare di fare lo scaricabarile”.

S’è fatto un’idea di chi sia il responsabile?

“Non ho dati sufficienti per individuare i responsabili interni. Ma quando un politico che ha la responsabilità di governo, scarica le colpe sui propri collaboratori, dimostra di non essere più in grado di governare. Qualcuno doveva controllare prima che accadesse il disastro”.

Ad essere danneggiate sono soprattutto le imprese.

“Otterranno un contributo di 2 mila euro. E’ triste dirlo, ma meglio di niente. La Regione, purtroppo, non riesce nemmeno ad attuare le previsioni di legge. Stiamo parlando di una Finanziaria approvata ad aprile. Il timing degli interventi annunciato da Musumeci in conferenza stampa, il 16 settembre, è andato a farsi maledire”.

Ci faccia qualche esempio.

“Il bando dell’assessorato al Turismo doveva essere pubblicato il 9 ottobre. Ma gli operatori, già massacrati dalla pandemia, ancora aspettano. Penso alla drammatica crisi che stanno subendo le agenzie di viaggio, per le quali il governo aveva deciso di stanziare 14 milioni; o le guide turistiche, gli alberghi, i villaggi, gli affittacamere. Nessuno ha visto un euro, ma non si capisce il perché di questa lentezza. Che ci siano problemi di natura economico-finanziaria può accadere. Quello che può non accadere è che i soldi ci sono e non si spendono. E’ inaccettabile”.

Quali altri interventi, secondo lei, sono prioritari?

“Bisogna liberare i 38 milioni per la scuola, che dovrebbero creare sviluppo e consentire ai nostri ragazzi di studiare in sicurezza, adeguando i locali e rispettando le misure anti-Covid. Ma anche i 10 stanziati per l’editoria, un settore in cui il crollo della pubblicità ha creato una crisi occupazionale senza precedenti. E i 20 riservati ai Confidi, che possono agevolare il credito alle imprese di fronte a una crisi di liquidità spaventosa. Senza tralasciare i 10 riservati a taxi e noleggio con conducente: la Regione ha cancellato il click day per evitare un altro flop, ma non si conosce l’alternativa. Non hanno attuato neanche il ristoro ai cittadini dei danni dell’ultimo alluvione a Palermo proposto dal PD e approvato dall’Ars prima della pausa estiva”.

I comuni sono in attesa di un fondo perequativo da 300 milioni, che però appartengono a una seconda delibera di riprogrammazione – quella dei Fondi Poc – al vaglio di Roma. Il capogruppo di Diventerà Bellissima, Alessandro Aricò, ha chiesto al governo nazionale di accelerare.

“A me, invece, risulta che il governo regionale si è mosso con lentezza ed estremamente in ritardo di fronte a questa richiesta. Ho avuto modo di parlarne coi ministri Boccia e Provenzano: la conclusione è che siamo stati inefficienti. Il governo Conte, grazie agli ultimi accordi Stato-Regione, si è fatto carico di 800 milioni di contributo alla finanza pubblica, ma anche di eventuali minori entrate sul bilancio della Regione dovute alla pandemia. E, in generale, ha sempre detto sì a quello che ha chiesto Musumeci, offrendo la massima collaborazione istituzionale. Prenda la Finanziaria: è stato impugnato un solo comma. Aricò mi spieghi, piuttosto, perché il suo governo non riesce a spendere i 400 milioni già autorizzati da Roma”.

Musumeci ha criticato ancora una volta i dipendenti regionali, spiegando che il 70% di loro è inutile.

“Trovo offensivo e inqualificabile questo modo di esprimersi da parte del presidente della Regione. Piuttosto che criticarli, dovrebbe metterli nelle condizioni di dare il meglio. Ciò non avviene a causa di gravi incapacità e ritardi organizzativi imputabili al governo. Non riescono minimamente a organizzare le risorse di cui dispongono, sono dei pugili suonati”.

Perché i dipendenti non sarebbero nelle condizioni di dare il meglio?

“Molti di loro in questi mesi hanno lavorato in condizioni proibitive, spesso in smart working. Talvolta, recandosi personalmente in ufficio, dove la sanificazione per settimane è stata un miraggio. In alcune stanze non c’erano nemmeno i climatizzatori. Pensavo che Musumeci dopo Ambelia si fosse dato all’ippica, ma confermo che il suo sport preferito è lo scaricabarile”.

Come si snellisce la macchina burocratica?

“Dal giorno dell’insediamento siamo in attesa di una proposta di riforma della dirigenza. Nel frattempo, suggerisco all’esecutivo di finirla con queste nomine di sottogoverno così costose. Piuttosto che affidarsi agli esterni, mettano a capo di Irsap, Esa, Iacp o Fondo Pensioni – per citare alcuni degli enti sottoposti a controllo e vigilanza – i dirigenti regionali più qualificati. Risparmieremmo anche dei soldi”.

Capitolo Pd. Alle Amministrative siete andati meglio nei piccoli centri. Ma in quelli grossi, come Marsala, avete mancato l’accesso persino in Consiglio comunale.

“Il dato di Marsala va letto in modo corretto. A causa della debolezza della coalizione, il Pd ha dovuto fare tre liste: una di partito e le altre due civiche, con all’interno i nostri candidati. Per cui il risultato “reale” è dato dalla somma di queste tre liste. Il sindaco era sostenuto quasi esclusivamente da noi e dai Cento Passi. Però, è vero: siamo stati più forti nei piccoli centri, ma abbiamo vinto anche a Termini Imerese. Questo è un importante segnale di cambiamento”.

Cosa dimostra?

“Che l’alleanza coi Cinque Stelle, quando è basata su un programma adeguato e una candidata all’altezza come Maria Terranova, è premiata dagli elettori”.

I Cinque Stelle, al ballottaggio di Carini, non sostengono il vostro candidato sindaco.

“Giovì Monteleone, in questi anni, ha ridato dignità alla città, difendendo la salute dei cittadini e ripristinando il decoro urbano. Oggi Carini è una città pulita e ben amministrata. Il sindaco merita una riconferma”.

All’interno del “campo largo” di centrosinistra è già iniziato il casting per selezionare il prossimo candidato alla presidenza della Regione?

“Non se n’è parlato. Questo dimostra maturità da parte delle forze politiche che oggi rappresentano l’opposizione a Musumeci. Intanto stiamo discutendo di cosa serve alla Sicilia, di cosa è necessario fare per aiutare il mondo del lavoro e le categorie produttive. Stiamo parlando di progetti. Siamo impegnati a costruire un programma con contenuti e proposte. Definito quello, individueremo insieme la persona migliore per guidare la coalizione”.

buttanissima.it, 17/10/2020


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