venerdì 2 ottobre 2020

Ci vuole abilità. Né trasporto né assistenza: la scuola non è per tutti

di PATRIZIA GARIFFO 
Anche all’inizio del nuovo anno scolastico si è verificato ciò che si temeva: la mancanza del trasporto e dell’assistenza igienico-sanitaria per tanti studenti con disabilità degli istituti scolastici di Messina e provincia. Questi ragazzi, da tanti anni, si vedono sospesi tali servizi per la ormai consueta mancata assegnazione delle gare d’appalto o per la carenza di fondi. Ciò accade nonostante la Regione abbia stabilito che gli enti locali debbano garantire questi servizi.
Alessio Russo - Messina 
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Le segnalazioni riguardo a situazioni di questo tipo arrivano da tutta la Sicilia, purtroppo, e oggi apriamo una finestra su ciò che accade nella provincia di Messina.
Qua le famiglie degli allievi disabili devono combattere su due fronti: quello della mancanza del servizio di trasporto e quello dell’incertezza su chi debba occuparsi dell’assistenza igienico-sanitaria. Da quest’anno, infatti, oltre ai soliti problemi legati alle risorse economiche insufficienti e alle gare d’appalto non indette o indette in ritardo, c’è quello del passaggio di competenza per il servizio di assistenza di base dagli operatori Osa, qualificati e a carico degli enti locali, alle scuole tramite i collaboratori scolastici, che dovrebbero essere adeguatamente formati per svolgere un compito tanto importante quanto delicato. Così è scoppiato il caos e, sebbene una delibera della giunta regionale obblighi ex Province e Comuni a garantire l’assistenza nelle scuole dove non ci siano risorse umane capaci e il trasporto, la gara d’appalto per quest’ultimo servizio non è stata aggiudicata, mentre quella per l’assistenza igienica è stata indetta solo il 18 settembre e, quindi, a lezioni già iniziate o prossime all’inizio. Ritardi che causano «una grave violazione del diritto allo studio sancito dall’articolo 34 della Costituzione», lamenta l’avvocato Russo, rappresentante legale di tante famiglie, e ledono la dignità di questi ragazzi, aggiungo io. Come succede a tutti quegli studenti del Messinese che, in assenza di tali servizi, sono costretti a restare a casa, perdendo l’opportunità formativa e di inclusione sociale. Chi è più "fortunato", perché ha genitori che guidano l’auto e non lavorano, invece, viene accompagnato da uno di loro che però, dopo aver percorso tanti chilometri, deve rimanere fuori dall’istituto sino alla fine delle lezioni, a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Questo significa che non può aiutare il figlio che, pur riuscendo a frequentare le lezioni con enormi sacrifici di tutta la famiglia, non ha un operatore qualificato per assisterlo nelle esigenze igieniche e nei pasti. Per gli alunni diversamente abili il lockdown e l’isolamento non sono finiti, a quanto sembra.

La Repubblica Palermo, 1 ottobre 2020

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