giovedì 3 settembre 2020

Referendum, Sicilia, siciliani e.......mafia

Giuseppe Carlo Marino in un disegno di G. Porcasi
GIUSEPPE CARLO MARINO
C’è un solo siciliano, che non sia un ascaro o un servo, disposto a votare SI al referendum dopo avere appreso che con il taglio dei parlamentari la rappresentanza politica della Sicilia perderebbe di colpo ben 39 deputati degli attuali 77 presenti in parlamento? La Sicilia diventerebbe la regione d’Italia meno rappresentata. Ora, io non sono affatto un “sicilianista” (come ben sanno i miei lettori), ma uno studioso piuttosto accreditato ed esperto di fenomeno mafioso certamente si. Gli esigui seggi rimasti a disposizione dell’isola sarebbero ancor più contesi ed esposti agli appetiti e alle trame di mafia e corruzione. Mi si creda, sarebbe inevitabilmente così. Ed è per questo che rivolgo un appello a tutti i miei concittadini che, sul solco della tradizione, anch’essa siciliana, costituita da centinaia di martiri dell’antimafia – contro la reiterazioni di un ceto politico parassitario spesso complice o succube della mafia – vogliano difendere la dignità civile e il futuro politico della Sicilia. SALVA LA COSTITUZIONE, SALVA LA DEMOCRAZIA, VOTA NO!

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