martedì 8 settembre 2020

La storia di Willy, l’eroico cuoco che sognava di indossare la maglia della Roma

Willy Monteiro Duarte

PIETRO SCAGLIONE

Willy Monteiro Duarte - ucciso a Colleferro da una banda di italiani per avere coraggiosamente difeso un amico in difficoltà - era un bravo ragazzo, aveva 21 anni, era originario di Paliano, un borgo medioevale dell'Alta Ciociaria ed era figlio di due onesti contadini capoverdiani, emigrati tanti anni fa in Italia. 

Diplomatosi nell'Istituto Alberghiero di Fiuggi, Willy era aiuto chef in un albergo di Artano, ma giocava anche a calcio nella squadra del Paliano ed il suo sogno era quello di indossare la maglia della Roma, di cui era tifosissimo. 
Willy era anche una comparsa del corteo storico del Palio di Paliano. Come raccontato dagli amici all'agenzia di stampa Agi, "sfilava con orgoglio indossando gli abiti risalenti al '500 tra una partita di pallone ed un allenamento. Era arrivato a Colleferro dopo aver lavorato: durante il giorno aveva consegnato pasti, pizze e servito ai tavoli". 
Dopo il brutale omicidio (da accertare se solo per futili motivi o anche aggravato dall'odio razziale), emozione collettiva e omaggio a Willy da tutta Italia, comprese la squadra del cuore e la squadra del paese, insieme alle rispettive tifoserie. 
Come scritto nella pagina Facebook della società AS Roma, "Willy Monteiro Duarte sognava di poter indossare un giorno la maglia della sua amata AS Roma. Questo sogno è stato spezzato la notte scorsa, nel modo più tragico e brutale possibile. I nostri pensieri vanno alla famiglia e agli amici di Willy. Riposa in pace, Romanista". Un messaggio condiviso dalla Curva Sud e dalla tifoseria romanista, nonchè dalla squadra ("Riposa in pace piccolo grande tifoso giallorosso", ha scritto il calciatore Zaniolo). 
Lutto, sospensione di ogni attività e silenzio stampa per la  "ASD Polisportiva Città di Paliano":
 "Un campo vuoto e senza voci, un campo vuoto senza bambini che corrono rappresenta, per chi vive questo sport, la massima espressione del silenzio. E il silenzio crediamo sia la massima rappresentazione del rispetto e della riflessione. Invitiamo tutti i ragazzi.. i nostri tesserati, dal più grande al più piccolo, a riflettere. Anzi: a riflettere, ragionare e a trarre insegnamento da questa assurda vicenda. Un insegnamento che possa essere duraturo nel tempo e che possa aiutarci a essere bambini, ragazzi e adulti migliori. Willy non era un nostro tesserato ma era semplicemente uno di noi".

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