lunedì 21 settembre 2020

La compagna Rossana e la nostra storia


Rossana Rossanda

EMANUELE MACALUSO
Apprendo della scomparsa di Rossana Rossanda. Aveva la mia stessa età, fummo militanti e dirigenti del Pci su posizioni politiche diverse, anzi direi divergenti. Ma le volevo bene, molto bene. L’ho conosciuta a Milano: lei dirigeva la Casa della Cultura nella storica sede di via Borgogna 3, a San Babila, e io dirigevo il Pci in Sicilia. Rossana mi invitò a parlare, in quella Casa, della complicata “operazione Milazzo” all’Assemblea regionale siciliana che provocò nel Pci un terremoto politico. Era il 1958. Andai a pranzo a casa sua. Tra noi ci fu sempre una divergenza politica, a volte aspra, ma sempre affettuosa.

Nei giorni scorsi le telefonai e mi chiese di andare a trovarla; non stava bene. Non l’ho fatto e avverto un profondo rammarico. 

I militanti e i dirigenti del Pci vanno scomparendo. Ma la storia di questo partito non potrà scomparire perché ha segnato, per un lungo periodo, la storia d’Italia. E Rossana è stata certamente una delle protagoniste di questa storia. Spero che le nuove generazioni della sinistra non la mandino in archivio. Anche perché, criticamente, questa storia ha segnato negli anni la vita di migliaia di persone. Rossana l’ha costruita questa storia, insieme a tanti altri. Oggi il mio addio a lei mi ha fatto riflettere, ancora una volta, su questa vicenda straordinaria. 

 

(20 settembre 2020)

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