martedì 1 settembre 2020

Edilizia scolastica in tempi di Covid. La Fillea Cgil: “Usare le aule degli immobili sotto confisca di via Lussemburgo”


La Fillea, con la Flc,  propone un  percorso per attrezzare gli spazi  di questo e altri locali tolti alla mafia.
Palermo 1 settembre 2020 – “Un protocollo per convertire beni sequestrati alla mafia in edifici scolastici o di supporto all'attività scolastica”. E' la proposta che la Fillea Cgil Palermo ha lanciato oggi da un immobile confiscato alla mafia in via Lussemburgo, durante una visita all'interno dei  circa 600 metri quadrati a piano terra, locali comunicanti che fino a 10 anni  fa  erano affittati a un  ente di formazione. Nelle aule dove l'ente teneva i suoi corsi, secondo la Fillea potrebbe essere avviata una immediata azione di recupero.  

    “Da quando l'intero immobile è stato confiscato, gli spazi sono  in disuso. Quella è una zona in cui gravitano diversi istituti, questi locali potrebbero essere adoperati per  creare nuovi spazi per le scuole che in questo momento si trovano  in difficoltà a riorganizzare la ripartenza dell'anno scolastico con  le norme anti Covid – dichiara il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo -  La proposta la rivolgiamo a   Comune, Città metropolitana,  Agenzia nazionale beni sequestrati e confiscati, Prefettura: un protocollo da siglare con le  organizzazioni sindacali per l'utilizzo dei beni confiscati alla mafia in modo funzionale, dando priorità all'edilizia scolastica.Tra il 2010 e il 2012 sono state  16 a Palermo le scuole – tra cui la Gramsci, la  Cavour e la Impastato – che hanno utilizzato  immobili confiscati alla mafia. Da allora, più niente”.

    Con un bando indetto ad agosto dall'Anbsc, alcuni  beni confiscati del territorio palermitano,  in capo  all'Agenzia,  saranno assegnati a organizzazioni no-profit del terzo settore. La Fillea chiede di utilizzare per l'edilizia scolastica i tanti beni non utilizzati, come l'immobile di via Lussemburgo,  che fanno parte dei patrimoni di aziende confiscate.  “Noi chiediamo l'utilizzo di questi beni, che  possono essere concessi in comodato, in uso gratuito:  è uno dei  percorsi più brevi per il loro utilizzo – aggiunge Ceraulo -  Con una  proposta di comodato, si potrebbe partire subito con le  manutenzioni e l'ammodernamento energetico delle strutture, per renderle immediatamente fruibili e consentire l'avvio dell'anno scolastico in sicurezza. Sappiamo che siamo in ritardo, ma la mancanza di locali è acclarata e gli immobili sotto confisca di via Lussemburgo – ma questo è solo uno dei tanti casi - potrebbero essere in poco tempo rimessi in funzione”.  

    Una proposta condivisa con il sindacato della scuola.  “Destinare beni confiscati all' edilizia scolastica sarebbe molto utile. Il problema della mancanza di edifici scolastici scoppia ora per l'emergenza ma esiste da sempre,  è una  bomba  sempre accesa - dichiara il segretario generale Flc Cgil Palermo Fabio Cirino – In questo momento mancano ancora  80 aule. Alcune scuole come la Alberigo Gentili, la Rapisardi, la Leonardo da Vinci  attendono soluzioni. Proprio oggi l'ottava circoscrizione si riunisce per il reperimento di aule e siamo fiduciosi nelle iniziative del Prefetto, per individuare al più presto  locali idonei con affitti a  privati o con accordi con la Cei per l'uso di aule dalle scuole cattoliche. Ma il punto numero uno rimane quello che bisogna avviare cantieri e costruire nuove scuole a misura e non attrezzare a sedi scolastiche i palazzi”.

   Per quanto riguarda le risorse, la Fillea Cgil Palermo ricorda che  “a luglio, a Roma,  tra ministero Istruzione, ministero Infrastrutture e Trasporti e Fillea,  Filca, Feneal  è stato siglato un  protocollo d'intesa che ha come obiettivo prioritario del Paese la messa in sicurezza di edifici  scolastici, utilizzando non solo incentivi dello Stato ma anche risorse provenienti dal Recovery fund proprio perché,  in riferimento alle  norme anti Covid,  gli edifici devono essere ammodernati”.

   La settimana scorsa le organizzazioni sindacali di categoria degli edili di Palermo hanno inviato una nota alla Città metropolitana e all'ufficio edilizia scolastica per costituire un tavolo tecnico, per il monitoraggio dello stato degli edifici scolastici in tutta la provincia. Il tavolo non è ancora partito.

   “Siamo in ritardo, occorre che il tavolo di confronto si costituisca nel più breve  tempo possibile per partire con l'avvio di cantieri e la messa in sicurezza delle scuole Nel protocollo nazionale – aggiunge Ceraulo - è prevista inoltre  la possibilità per i Comuni di  coinvolgere per le gare d'appalto i Provveditorati alle opere pubbliche, che metteranno a disposizione tecnici e uffici per velocizzare le  gare e l'affidamento dei lavori. Quindi, ci sono le risorse, i locali sono stati individuati, si   può chiudere il cerchio coinvolgendo nei lavori le maestranze delle  aziende edili sequestrate e confiscate alla mafia”.

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