domenica 27 settembre 2020

CORLEONE, da ieri tre casi di Covid 19 in più. E scoppia la polemica sul ritiro dei rifiuti dalle case con cittadini in quarantena


Ieri 26 settembre la notizia da parte del Comune di tre ulteriori casi positivi di coronavirus.
“Si informa - si legge sulla pagina Facebook - che in data odierna (26/9/2020) sono stati registrati 3 nuovi casi di Coronavirus a Corleone. Come comunicato dall’Usca, il numero si riferisce a 8 tamponi effettuati il 22 settembre. U
n centinaio invece i test sierologici effettuati oggi, su base volontaria, ai dipendenti comunali. Gli esiti sono tutti negativi”. 

In base a questo aggiornamento, adesso il totale di persone positive al coronavirus a Corleone è di 18. Un numero sempre più preoccupante. 

Ma intanto e scoppiato anche il problema della mancata raccolta dei rifiuti nella case delle persone in quarantena. “Chi deve provvedere? Ancora si rimpallano le  responsabilità.

Di fatto c'è chi aspetta da 12 giorni”, denuncia l’opposizione in consiglio comunale. 

“Teneteveli a casa”, pare abbia improvvidamente risposto qualche assessore. 

Spiega Il consigliere di opposizione Gino Modesto: “I rifiuti dei cittadini in quarantena li dovrebbe ritirare l'Asp. Dopo 12 giorni, ancora non hanno provveduto al ritiro. L' Asp esiste o è virtuale. Assessore si prenda l'impegno di intervenire”.

E finalmente stamattina arriva la notizia. “A seguito di diversi disagi relativi al mancato ritiro dei rifiuti speciali relativi ai soggetti affetti da Covid-19, - scrive l’Amministrazione comunale sulla sua pagina Facebook - si chiarisce che gli stessi rifiuti verranno ritirati da una ditta specializzata incaricata dall’Ufficio di prevenzione dell’Asp di Palermo. L’operazione verrà espletata a partire dalla prossima settimana. L’Amministrazione comunale, inoltre, ha chiesto e ottenuto che tutte le persone interessate venissero contattate dall’Asp per definire la corretta modalità di preparazione e ritiro dei rifiuti”.

Ancora critico Maurizio Pascucci, capigruppo di opposizione: “Forse non è chiaro che ci sono famiglie che da 12 giorni aspettano con i rifiuti in casa. Come si chiama la ditta ? C'è un recapito telefonico attivo?”.

Protesta anche un cittadino, Luciano Di Giovanni: “Forse non è chiaro neanche che c'è gente che ha 12 giorni che non lavora e non vi preoccupate neanche se hanno bisogno di qualcosa queste persone.. la verità è che tutto questo è una vergogna.  se vai in un pronto soccorso per un qualsiasi problema in 3 - 4 ore si ha tampone fatto con relativo esito.. tutto questo non ha senso. ho fatto il tampone giovedì e a oggi ancora nessun riscontro..  è un sistema davvero raccapricciante.. lo continuerò a ripetere all'infinito”.

Gli risponde Allyou Canrab: “Assolutamente condivisibile quello che dici. L’altra cosa che non capisco però è come mai una persona o più persone che sanno da mesi che siamo in mezzo a una pandemia e che appunto sanno che si rischia di non poter lavorare per giorni in caso si venga a contatto con persone positive o peggio ancora si contragga il virus, a parte che si rischia anche la vita, cosa che sembra essere passata in secondo piano, decidano di partecipare ad eventi con 250 persone in locali che sicuramente non possono garantire il giusto distanziamento e quindi la sicurezza personale minima. Perché per fare il giusto distanziamento ci sarebbe voluto un campo da calcio, per 250 persone. Non voglio pensare poi a quanti baci abbracci si siano dispensati in tale contesto. Adesso tutti a lamentarsi, magari qualche accortezza avrebbe risparmiato tutto questo disagio, avrebbe evitato di mettere a rischio la salute di un intero paese, soprattutto delle persone più a rischio e nessuno sarebbe rimasto senza lavorare e avrebbe potuto conferire i rifiuti in piena libertà”.

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