domenica, agosto 02, 2020

Per la sanità privata: stesso salario e stessi diritti del pubblico!

SERENA SORRENTINO*
Succede che dopo 14 anni di lotte e 3 di trattativa firmiamo la preintesa per il rinnovo del CCNL della Sanità Privata raggiungendo uno storico obiettivo: stesso salario e stessi diritti per chi fa lo stesso lavoro nel SSN, siano dipendenti pubblici o delle strutture private accreditate. Una battaglia di giustizia, di civiltà, di rispetto del lavoro di chi si occupa della nostra Salute sempre, nella pandemia come nella ordinaria vita di questo nostro Paese che ha una Costituzione straordinaria che non viene attuata nel lavoro e nella vita sociale.

Il 30 luglio doveva esserci, come da impegni sottoscritti dalle due Associazioni Datoriali: Aiop (Confindustria) e Aris (Associazione Religiosa-CEI) 

Per i loro oltre 100 mila dipendenti del comparto sanità esclusi medici e dirigenti sanitari, la ratifica definitiva del Contratto. 

Aiop non ha neanche convocato l’Organismo Direttivo Nazionale, Aris lo ha fatto nei tempi stabiliti e ha formalmente comunicato esito di diniego della ratitifica. 

Questi soggetti lucrano con risorse del SSN che arrivano loro tramite contratti per prestazioni che sottoscrivono con le Aziende Sanitarie e le  Regioni. 

Il Ministero e le Regioni per la prima volta nella storia hanno messo a disposizione della vertenza strumenti normativi ed economici per garantire certezza di sostenibilità per i datori di lavoro (molti quotati in borsa). 

Questi soggetti, in preda all’ingordigia, guidati dal solo cinismo e dall’interesse del gruppo aziendale cui appartengono, si sono permessi di dire che “impegni istituzionali e accordi sindacali” non hanno valore per loro, contano i soldi sui loro conti correnti. 

Dimenticano che quelle aziende e quei conti correnti sono alimentati dal lavoro, dalla professionalità e dai sacrifici delle lavoratrici e dei lavoratori, a cui non mostrano ne’ rispetto ne’ riconoscenza. 

Che siano laici o religiosi questi soggetti trattano i loro dipendenti come prestatori d’opera sottopagandoli e negandogli diritti fondamentali. 

Ed invece sono LAVORATRICI e LAVORATORI. 

Anche le Istituzioni stanno diventando consapevoli che bisogna sottrarsi al ricatto di queste imprese che dicono ogni due per tre : “se non mi garantisci il profitto che mi sta bene dalla  prestazione che ti erogo, ti sospendo le prestazioni per i cittadini facendogliele pagare come clienti privati e ti licenzio i lavoratori o li metto in cassa integrazione o gli cambio il contratto e li pago meno”.

Anche perché questi soggetti di miliardi ne hanno avuto tanti in questi anni e nulla hanno restituito a lavoratori e cittadini in termini di etica e responsabilità sociale. 

Ci sono imprenditori per bene che possono differenziarsi da questi comportamenti delle loro associazioni datoriali. Ci sono amministratori pubblici che in queste ore, giustamente, stanno dichiarando di non essere più disponibili a sottostare a questi ricatti. 

Cambiare le regole: accreditamenti e adeguamenti tariffari solo a chi rispetta diritti del lavoro e garantisce buoni servizi ai cittadini. 

Fa molto caldo, si lavora lo stesso, perché la sanità non si ferma mai è “servizio essenziale” dice la legge, “diritto fondamentale” dice la Costituzione. 

Neanche la Lotta si ferma. Anzi. La rabbia è più grande e la determinazione è più forte nel sindacato e nei lavoratori. 

Il CCNL è stato sottoscritto e va confermato. Noi di sicuro non ci fermiamo, non ci rassegniamo, non ci piegheremo al ricatto. 

Noi ricominciamo a protestare, non siamo soli e diventeremo sempre di più. 

Vergogna! Vergogna! Vergogna! 

Oggi eravamo al San Carlo di Nancy a Roma. 

In tutte le vostre aziende, in ogni luogo di lavoro, la mobilitazione arriverà per dare forza alle ragioni del Lavoro. 

Fino alla Ratifica, fino alla modifica degli Accreditamenti, fino a che anche solo uno di voi continuerà a negare dignità ai lavoratori. 

Sono gli stessi infermieri, operatori sanitari, tecnici, professionisti e lavoratori della sanità che dicono di non voler essere chiamati eroi. 

Ma come definiamo persone che per eccezionali virtù di coraggio o abnegazione s'impongono all'ammirazione di tutti se non Eroi? 

È come definiamo chi approfitta di situazioni e momenti eccezionali, oppure delle altrui disgrazie, per trarne vantaggi materiali e spesso illeciti? Io PROFITTATORI e non mi sta bene che no che lo facciano e che per giunta utilizzino risorse pubbliche. 

5     Agosto Montecitorio #cisiamo


* Segretario generale Funzione Pubblica CGIL


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