sabato 1 agosto 2020

Corleone, cinema e cultura nel ricordo di Piersanti Mattarella

Da sx: Maria Clara Crapisi, Pierluigi Basile, Dino Paternostro, Aurelio Grimaldi

Una serata all’insegna del cinema sotto le stelle, della cultura e del ricordo. Palcoscenico dell’evento è stata la villa comunale di Corleone. Ieri sera è stato proiettato per la prima volta il film “Il delitto Mattarella” di Aurelio Grimaldi, che lo scorso anno è stato in parte girato in città. Stasera e domani sono previste 4 proiezioni aperte al pubblico, alle 20.30 e alle 22.30. Il film è stato preceduto dalla presentazione del libro “Il delitto Mattarella”, scritto sempre da Grimaldi, coordinata dal giornalista Dino Paternostro. “Su Mattarella c’è una mancanza di memoria - ha detto il direttore di Città Nuove Corleone -, ma la memoria è un ponte tra ciò che è stato e quello che siamo oggi. Mattarella voleva una Sicilia con le carte in regola ed è per questo che è stato ammazzato”.

Dello stesso avviso anche Pierluigi Basile, autore di un altro libro sul presidente della Regione Siciliana ucciso dalla mafia 40 anni fa. Mattarella avrebbe dovuto fare da testimone di nozze ai suoi genitori, cosa che poi fece il fratello Sergio. “Su Mattarella è caduto un silenzio terrificante - ha affermato Basile -. La sua storia è una bella storia sulla quale è caduta una damnatio memoriae. Tutti noi siciliani dobbiamo essere orgogliosi di aver avuto un presidente così”.

Il ricordo del sindaco di Corleone, Nicolò Nicolosi, è molto personale. “Sono stato segretario particolare di Mattarella - ha raccontato -. Lui era un politico innovatore e concreto: amava comunicare i suoi ideali e i suoi programmi ed era fortemente impegnato nel realizzarli. Il libro e il film si incontrano, pur avendo delle diversità. Nel film c’è una visione eccessivamente ideologica da parte del regista/autore, spesso non condivisibile da parte di chi ha una formazione politica differente. Nel libro si trovano elementi di maggiore obiettività, di un apprezzabile sforzo laico di comprensione del periodo storico e delle dinamiche interne alle istituzioni e ai partiti più importanti, Democrazia Cristiana e Partito Comunista. Abbiamo voluto sostenere la realizzazione del film perché è un omaggio a un grande uomo”. 

“È molto bello per me tornare a Corleone - ha dichiarato Grimaldi -. Quella settimana di riprese ci ha fatto sentire una grande partecipazione da parte della gente. Sono grato a questa città. E sono onorato di essere stato il primo ad aver realizzato un film su Mattarella. Mi sono sempre chiesto come fosse possibile che nessuno lo avesse mai realizzato finora. Ma d’altronde prima de ‘I cento passi’, all’estero nessuno conosceva Peppino Impastato”.

A marzo del 2019 alcune scene del film sono state realizzate a Corleone: all’interno del palazzo comunale, nell’Aula consiliare, in piazza Garibaldi, all’interno del Centro internazionale di documentazione sulle mafie e del movimento antimafia. Sono state coinvolte anche numerose comparse locali. L’amministrazione comunale ha contribuito con un finanziamento di 15.000 euro.

Il film è una ricostruzione di alcuni periodi della vita - familiare e politica - di Piersanti Mattarella, fino al suo assassinio. Per la sua morte è stata condannata la Cupola mafiosa, ma a distanza di tanti anni ancora non si conosce il nome di chi ha materialmente premuto il grilletto, nonostante la moglie Irma abbia riconosciuto il volto del killer in tutte le sedi giudiziarie. 

Anche su questo tema si è concentrato il dibattito dopo la visione del film, coordinato da Maurizio Scaglione, direttore de ilSicilia.it. Vi hanno preso parte il sindaco, il regista, Roberto Lagalla, assessore regionale alla Pubblica Istruzione e alla Formazione Professionale, Gaetano Armao, vicepresidente della Regione Siciliana e assessore al Bilancio. Oltre a loro, alla prima hanno partecipato tra gli altri deputati e senatori, giunta, presidente del consiglio comunale e consiglieri di Corleone, molti sindaci della zona, autorità militari locali. 

“Concordo pienamente con Grimaldi sulla necessità di recuperare la memoria storica - ha detto l’assessore Lagalla -. Un film deve saper inviare un messaggio e indurre ricerca e curiosità. Molte cose sono cambiate in Sicilia dai tempi di Mattarella. Era l’uomo giusto nel posto giusto, nel momento sbagliato. C’erano tanti condizionamenti e tante fasce della popolazione non avevano possibilità di interlocuzione con la politica. La differenza tra il passato, il presente e un futuro migliore sta nel livello culturale di un popolo. L’istruzione è il motore più potente per una prospettiva di cambiamento”.

“Piersanti Mattarella è stato ucciso dalla società siciliana - ha commentato il vicepresidente Armao -. Nella società palermitana di quell’epoca, non si potevano distinguere i buoni dai cattivi, era una società vischiosa, impastata con la mafia. C’erano politici collusi, magistrati collusi, giornalisti, avvocati, commercialisti collusi. Il messaggio positivo di questo film e di tutta la vicenda è l’eredità da raccogliere di Piersanti Mattarella. Però va ricordato che siamo in un Paese in cui gli assassini del presidente della Repubblica sono ancora sconosciuti”.


Da sx: Nicolò Nicolosi, Roberto Lagalla, Maurizio Scaglione, Gaetano Armao, Aurelio Grimaldi

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