giovedì 4 giugno 2020

Palermo, Sperone: nuovo raid alla scuola Pertini

La Scuola Pertini allo Sperone

Palermo, 4 giugno - Nuova incursione notturna all’istituto Sperone-Pertini. Dopo l’episodio registrato a inizio maggio qualcuno è tornato a intrufolarsi a scuola, questa volta all’interno del plesso Randazzo di via Sperone, forzando la grata di una finestra. L'incursione è avvenuta malgrado la videosorveglianza e il sistema d'allarme in funzione. A differenza da quanto accaduto il mese però non è stato vandalizzato né rubato nulla. “Sembra qualcosa di diverso - spiega la preside Antonella Di Bartolo - ma non sta a me interpretare o valutare certi fatti. Non voglio azzardare ipotesi, sicuramente c’è una presenza forte sul territorio. Ma noi conosciamo bene i nostri obiettivi in questo quartiere e non arretreremo”. “Riconfermiamo la solidarietà e la nostra convinta vicinanza alla comunità scolastica dell'Istituto Pertini dello Sperone, ancora una volta vandalizzato con gesti inspiegabili e incomprensibili che non fermeranno mai  l'attività positiva di chi ha a cuore la crescita e la formazione dei cittadini del futuro e ha lavorato per creare uno spazio di libertà e di democrazia aperto a tutto il quartiere”, hanno dichiarato il segretario generale Cgil Palermo Enzo Campo e il segretario generale Flc Cgil Palermo Fabio Cirino in seguito al nuovo atto di vandalismo nei confronti della scuola.

 “Questa escalation di raid all’istituto Pertini di Palermo, nel quartiere Sperone, deve finire. Bisogna ripristinare e rafforzare tutti i dispositivi di sorveglianza e antintrusione” - dice il segretario regionale della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza. “Siamo sempre vicini alla dirigente e alla comunità scolastica – aggiunge – alle quali esprimiamo la nostra solidarietà. Insieme alle istituzioni e alla società civile continueremo ad assicurare il nostro sostegno concreto, affinchè la situazione torni alla normalità”. “Non possiamo permettere a nessuno – conclude Rizza – di compromettere la missione educativa svolta dalla scuola. Questo vale ancora di più nei quartieri difficili, dove la scuola rappresenta uno dei pochi fattori di crescita civile e culturale”.

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